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 Pix test n. 85 - kit HILLRASER HR 002

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
pixbuster Inserito il - 22/09/2019 : 23:29:24
Oggetto del test è un KIT “CENTRALE” per trasformare una bici muscolare in una elettrica a pedalata assistita

Lo produce la HILLRASER di Arzignano (a Ovest di Vicenza)



www.hillraser.com


La Hillraser è un reparto di una (grossa) azienda che produce motori e inverter industriali : la SME


9,64 KB


Il kit della prova si chiama

HR 002

ed è provvisto di tripla corona; è disponibile anche in versione per corona singola;
è disponibile anche con potenze superiori, ma ricordo che in Europa queste versioni non sono a norma

Metto in evidenza che la progettazione e la costruzione sono fatte completamente qui in Italia


Ho potuto provare questo kit per 500km giusti giusti su un telaio da corsa della Ducati/Bianchi





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IN BREVE

Il kit è di tipo con motore sul movimento centrale ed è dotato di sensore di sforzo esercitato sui pedali
E’ costruito completamente in Italia nello stabilimento Hillraser-SME
Viene dichiarato con una coppia massima di 90Nm e una cadenza massima di 120 ped/min
La centralina è interna al gruppo motore
Il gruppo motore va a sostituire il movimento centrale: si tolgono pedali e cartuccia e si inserisce al suo posto il gruppo; comprende già le corone e le pedivelle; è applicabile su movimenti centrali compresi fra 68 e 73mm
C’è poi un cavo che va al manubrio dove si devono montare cruscottino e pulsantiera
Un altro cavo va al sensore di velocità di rotazione sulla ruota posteriore e c’è un cablaggio per la batteria
Il kit accetta qualsiasi batteria a 48V ma è possibile acquistarlo con la batteria
Nelle prove ho utilizzato una batteria da 10.4Ah 500Wh 48V
Il kit viene fornito in versione a corona singola o tripla
La linea di catena viene rispettata perfettamente ma c’è un piccolo disassamento verso l’esterno del pedale di sinistra

Per le prove è stato montato su una bici da corsa Ducati-Bianchi da circa 12 kg di peso
Questa bici è dotata di cambio a deragliatore Shimano Altus su pacco pignoni e catena, con uno sviluppo metrico da 1.48 a 8.21m : ce n’è per andare veloci (a 70ped/min si marcia a 34.5km/h) e per andare lenti in salita (a 50ped/min si procede a 4.5km/h)
Il peso complessivo con il kit montato e la batteria diventa 18.3kg

Il display mostrato nel test non è quello attualmente di serie (che è a cristalli liquidi molto ben leggibile anche in piena luce) ma il futuro modello con schermo a colori
Le cifre sono grandi e ben leggibili in ogni condizione e vi si leggono i consueti parametri di velocità e km percorsi, i valori da ciclocomputer e lo stato di carica della batteria (che si è rivelato preciso e attendibile)
Una pulsantiera posta vicino alla manopola sinistra consente l’accensione della centralina, il cambio di livello e la commutazione dei parametri visualizzati
Ci sono interessanti pagine di configurazione dei vari parametri
Questo cruscottino (ma non quello attuale a cristalli liquidi) può essere connesso allo smartphone per fornire ulteriori indicazioni e fungere da navigatore: in questo caso la “prossima svolta” viene indicata anche sul cruscottino

La sensibilità del torsiometro è regolabile su 5 livelli più il livello “zero” cioè assistenza disattivata
Il contributo del motore arriva, col livello 5, al 400% dello sforzo muscolare impresso ai pedali: praticamente si può marciare in piano con uno sforzo modestissimo
L’assistenza cessa inesorabilmente a 27.0km/h
Con ognuno dei livelli si può raggiungere la velocità massima, ma con sforzi via via crescenti
Non è presente (per ora) l’uscita di alimentazione delle luci
L’avvio dell’assistenza avviene dopo 45° (0.125 giri di pedale) : evita partenze indesiderate del motore (tipicamente ai semafori) ma penalizza leggermente le ripartenze in salita
La risposta del sensore è rapida ma con un ottimo compromesso che consente di non avvertire “onde” di potenza alle basse cadenze di pedalata; anche nelle cambiate la risposta è rapida e non si sente la mancanza del sensore sulla levetta del cambio
La mia impressione d’uso è che alla Hillraser abbiano trovato un ottimo equilibrio nella risposta del sensore di sforzo: efficace nel “copiare” le variazioni di spinta sui pedali, potente ma mai aggressivo
La potenza del motore viene evidenziata nel test di accelerazione: 9” netti per percorrere i primi 50m e già dopo 30 metri si raggiunge la velocità di cut-off

Nel traffico è risultato docile e potente; non ho mai riscontrato variazioni indesiderate della spinta

In salita si comporta benissimo:
si percorre il cavalcavia al 4% a 23.0km/h applicando ai pedali solo il peso della gamba
Sul 10% si sale a 18.2km/h con uno sforzo pari a quello necessario in piano: 75W
La ripartenza è agevole e non richiede impegno
Sul 20% sono salito a 11.8km/h con 82W sui pedali utilizzando un rapporto pari ad un monocorona con il pignone più grande (simulando perciò l’applicazione su una bici turistica);
utilizzando la corona più piccola disponibile ed il pignone più grande sono salito a 7.2km/h ma con sforzo quasi nullo
Il 27% non è il limite per questo motore: simulando anche qui il rapporto da salita turistico, sono salito con 84W muscolari a quasi 9km/h
Usando prima corona e primo pignone ho percorso la rampa a 6.3km/h ma con sforzo pari a quello in piano
(nel test c’è l’impietoso confronto con la salita percorsa solo in muscolare)
Veramente un ottimo scalatore

La forza della camminata assistita (che è presente) dipende dal rapporto inserito ma non è mai troppo potente

Ho eseguito delle prove di autonomia ma sono poco significative in termini di chilometri perchè dipendono dalla bici che motorizziamo
A livello 1 ho viaggiato a 22.5km/h con 98W muscolari ed un consumo di appena 3.58Wh/km (per la cronaca ho percorso 134km)
A livello 5 ho viaggiato a 25.1km/h con 74W muscolari ed un consumo di 5.23Wh/km (per quasi 92km)
Ovviamente la scorrevolezza della bici ha giocato a favore, ma il gruppo risulta comunque di buon rendimento

La marcia in coppia è molto agevole per la presenza del sensore di sforzo che ci consente di regolare in modo naturale e progressivo il contributo del motore

Ovviamente la marcia su fondi sterrati dipende sostanzialmente dal tipo di bici, ma si può notare che la “naturale” regolazione della spinta del motore e la possibilità di ridurre con i vari livelli di assistenza la sua “irruenza”, rende questo kit molto adatto ad un utilizzo anche su fondi difficili e/o scivolosi

Il kit è omologato per le normative europee
La garanzia è di 2 anni (sulla batteria 1 anno)

Il prezzo, senza batteria, è attualmente 678€ per chi è socio FIAB (e forse per chi è iscritto a Jobike)


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Qui c’è la consueta SCHEDA con il riassunto delle caratteristiche principali
Le voci in blu sono relative alla ciclistica, perciò dipendono dalla bici su cui viene montato il kit e sono riportate solo per maggior comprensione dei risultati del test

[



COMPOSIZIONE KIT

Il kit è del tipo con motore sul movimento centrale ed è dotato di sensore di sforzo esercitato sui pedali

Il kit comprende ovviamente il gruppo motore, poi ci sono le pedivelle a perno quadro , i cablaggi, il cruscottino con relativa pulsantiera e il sensore della velocità di rotazione della ruota posteriore
Vengono fornite anche le corone potendole scegliere fra una estesa gamma di numero di denti;
l’attacco delle corone è standard perciò si possono montare i valori che più ci servono anche dopo l’acquisto

Il kit viene venduto con o senza batteria; se con batteria viene fornito anche il relativo supporto e il caricabatterie
Tendono comunque a non fornire la batteria



MONTAGGIO

Il gruppo motore va a sostituire il movimento centrale

Si tolgono pedali e cartuccia e si inserisce al suo posto il gruppo; comprende già le corone e si “appoggia” al telaio della bici che funge da “antirotazione”

C’è poi un cavo che parte dal gruppo motore e va al manubrio dove si devono montare cruscottino e pulsantiera

Un altro cavo va al sensore di velocità di rotazione della ruota posteriore e poi c’è un altro cablaggio per la batteria

Questa è la tabella di compatibilità con i movimenti centrali che devono essere compresi fra 68 e 73mm



ecco l’effetto che fa una volta montato






GRUPPO MOTORE

Costruito completamente in Italia nello stabilimento della Hillraser-SME, ha una configurazione “classica” con riduzione interna dei giri motore ad ingranaggi, ingloba la centralina e il sensore di sforzo; ovviamente ingloba il movimento centrale
Viene fornito in versione monocorona oppure con doppia o tripla (come quello del test)




Il motore –secondo una tendenza che va via via espandendosi - è alimentato a 48V, garantendo così un più ampio range di numero di giri in cui mantiene un rendimento elevato

Queste sono le specifiche fornite dal Costruttore



Si parla di 90Nm ai pedali con una cadenza massima di 120 pedalate al minuto

La linea di catena risulta molto favorevole perchè il montaggio di questo gruppo motore non ne modifica la posizione (vedi foto del paragrafo successivo “ciclistica”)
Difatti il motore rimane dentro l’ingombro del movimento centrale e c’è una scatola piatta sulla sinistra che contiene gli ingranaggi di riduzione

Qui si vede bene l’ingombro visto da sotto (e si vede la piastra antirotazione che lo vincola al telaio della bici)



L’inconveniente di questa forma costruttiva è un pò di disassamento verso l’esterno del pedale sinistro:
Il punto di attacco del pedale risulta, dall’asse del telaio, di 97mm a destra e di 106mm a sinistra
Per dare un valore di confronto: i pedali della mia cargo (3 corone) hanno uno scostamento dall’asse telaio di 84mm sia a destra che a sinistra
Le pedivelle che vengono fornite hanno però una certa curvatura verso l’esterno: usando pedivelle dritte si potrebbe guadagnare una manciata di millimetri
Devo però dire che, nell’uso pratico, questa differenza non si avverte e potrebbe dar fastidio solo a chi pratica ciclismo a livelli elevati

Il gruppo motore si può avere anche con corona singola, da abbinare ai pacchi pignone con grande escursione del numero di denti seguendo la tendenza meccanica che si sta diffondendo
Le corone sono “standard” ed i pignoni ovviamente sono quelli che abbiamo scelto sulla bici da elettrificare
E’ perciò possibile personalizzare bene il range dei rapporti in funzione del proprio utilizzo

Il peso del gruppo è inferiore ai 4kg ; per calcolare quanto peso si aggiunge alla bici bisogna però sottrarre a questo valore il peso del movimento centrale, delle corone e delle pedivelle

La centralina è contenuta nel gruppo, in una posizione separata termicamente dal motore

La centralina è dotata di autospegnimento ed è possibile modificare il tempo di intervento (di default è 5 minuti)

Durante la marcia il motore è silenzioso, ma non inavvertibile; sotto sforzo la rumorosità praticamente rimane invariata

Modello - rumore in marcia





CICLISTICA



Le caratteristiche dipendono ovviamente dalla bici su cui viene montato il kit
Faccio comunque una sintetica descrizione della bici utilizzata nel test per fornire dati utili ad una migliore comprensione delle caratteristiche di questo Kit

Il telaio è “da corsa” ed è prodotto dalla Bianchi in collaborazione con la Ducati Energia
E’ omologato come BDC




Il telaio è in alluminio e il peso totale della bipa (perciò compreso gruppo motore, batteria, cruscottino e cablaggi)
18.3 kg; la batteria partecipa al peso con 3 kg giusti e il gruppo motore pesa meno di 4 kg
La rigidità del telaio è notevole; di pari passo, considerando anche la piccola sezione dei pneumatici, la loro elevata pressione ed il sellino duro e stretto, la sua capacità di assorbire le irregolarità stradali è ... nulla; molto consigliabile usare pantaloncini col pannolino ... ehm si dice “col fondello”
MA .... !!! tutta la propria energia muscolare finisce dritta sulla ruota posteriore con un rendimento molto elevato
Vi confesso che, dopo i primi cento chilometri in cui “sentivo” questa scomodità, è subentrata una specie di assuefazione al telaio molto reattivo, alla sensazione di “sentire” l’asfalto nello sterzo per una guida precisissima e al piacere di sentire che ogni variazione di sforzo arrivava immediatamente alla ruota
Quando è stato il momento di restituire la bipa (e l’ho fatto con un ultimo percorso di 60km) e sono risalito sulla mia pieghevole “da treno” mi sembrava avesse il telaio di gomma e ho subito rimpianto la Ducati

L’unica concessione di questa bici da corsa motorizzata al mondo delle bipa turistiche è il manubrio che non è ricurvo ma è dritto, tipo MTB

Il cambio è uno Shimano Altus a deragliatore su corona e su pacco pignoni
Ci sono perciò 3 corone e 7 pignoni





Gli innesti sono molto rapidi e precisi in entrambe le direzioni, anche se azionati sotto sforzo

Il comando dei cambi è – sempre Shimano - del tipo a doppia levetta

Il range dei rapporti ha una elevata estensione
Lo sviluppo metrico va da 1.48 a 8.21m : ce n’è per andare veloci (a 70ped/min si marcia a 34.5km/h) e per andare lenti in salita (a 50ped/min si procede a 4.5km/h)

queste sono le tabelle relative alla corona più grande (42 denti) e a quella più piccola (22 denti)






La stabilità in marcia è ottimale, anche a velocità elevate (testata fino a 59.2 km/h senza il minimo problema anzi con grande piacere)
La presenza del gruppo motore e della batteria sono praticamente inavvertibili dal punto di vista della stabilità

I pneumatici sono da 28” x 1 5/8” x 1 ¼” e si gonfiano fino a 6.2bar

I freni sono V-brake all’anteriore e al posteriore

Le leve sono robuste e morbide da azionare; non ci sono i sensori di cut-off come sempre su bipa con controllo dello sforzo sui pedali
Il freno anteriore è comandato dalla leva sinistra

La frenata è potente e modulabile soprattutto quando la velocità è elevata; il loro comando è un pò duro (come in tutte le BCD)
Lo spazio di fermata da 25 km/h è di 3.80m ma se si esagera ci si rovescia in avanti e tende a intraversarsi al posteriore: occorre un pò di “manico” per controllarla
Quando la velocità è elevata, la frenata diventa ancora più modulabile e non c’è più la tendenza al ribaltamento in avanti; difficile anche il bloccaggio della ruota posteriore: la frenata è completamente diversa da quella ad andatura tranquilla: è proprio una bici da corsa e non da città !
Su discese lunghe i freni “mordono” benissimo senza manifestare surriscaldamenti precoci

Con una simile bici si viaggia senza assistenza a 27-28km/h
Con un peso poco superiore ai 18kg, questa bipa si porta assai agevolmente sulle scale ed in treno

Hillraser HR002 - trasporto su scala





BATTERIA

Il kit viene fornito abitualmente senza la batteria, ma su richiesta hanno disponibili alcuni modelli di batteria con montaggio su tubo obliquo o sul portapacchi posteriore
Interessante notare che si può collegare a batterie non proprietarie a 48V, purchè adatte alle elevate correnti di spunto di questa motorizzazione
In questo caso la centralina non dialoga con il BMS della batteria e non ne controlla lo stato di carica ed eventuali anomalie

Nelle prove ho utilizzato una batteria da 10.4Ah 500Wh 48V



Sulla batteria è presente il classico indicatore di carica attivabile tramite pulsante






CABLAGGI

Essendo un kit, la cura nei cablaggi e la loro visibilità dipende da come vengono realizzati (è complesso farli passare all’interno del telaio)

Anteriormente c’è un unico cavo che arriva dalla centralina e che va al cruscottino (nella foto è quello che compie una S); dal cruscottino parte un altro cavo che va alla pulsantiera



Questo è il collegamento fra gruppo motore e batteria




Un altro cavo di piccola dimensione parte dal gruppo motore e va al sensore di rotazione della ruota posteriore
Il supporto del sensore ha una notevole regolabilità e si adatta facilmente a forcelle di varia foggia
Il sensore è dotato di un led che ne segnala il funzionamento: utile per una rapida diagnosi di eventuali malfunzionamenti




L’effetto finale del montaggio di questo kit è questo:






COMANDI e REGOLAZIONE DELL’ASSISTENZA

Il kit è dotato di un display con uno schermo ampio e ben leggibile anche in pieno sole : è a cristalli liquidi monocromatico
Col buio rimane ottimamente leggibile perchè correttamente retroilluminato




..... ma sulla bipa in prova non c’era montato questo modello, bensì il nuovissimo display a colori
Fermate l’entusiasmo: è ancora un prototipo e non è ancora disponibile per la vendita




Le cifre sono grandi e i simboli ben leggibili anche in pieno sole (ma un pò meno di quello attuale a cristalli liquidi)
Vi si leggono la velocità istantanea (con cifre grandi), il livello di assistenza selezionato, la potenza erogata dal motore,
l’ora, lo stato di carica espresso sia con una barra analogica sia con una indicazione numerica che può essere la tensione oppure la percentuale di carica
La visualizzazione della velocità istantanea può essere commutata su velocità media e velocità massima
Nella riga in basso ci sono le informazioni da ciclocomputer (trip-odo-run time) commutabili

Al cruscottino è collegata una pulsantiera che si posiziona a sinistra sul manubrio, a tiro di pollice
(nella foto: la levetta che si vede è quella del cambio e non ha niente a che vedere con la pulsantiera)



I pulsanti per il cambio di livello (+ e -) sono grandi e si percepiscono bene al tatto
Il pulsante “mode” e quello di accensione sono rilevati ed anche loro si identificano molto facilmente senza guardare ... perciò anche di notte; li ho trovati però un pò piccoli
Indossando i guanti, i comandi per il cambio di livello risultano comodi ed identificabili; un pò meno quelli di accensione e Mode

Di notte il display è molto ben leggibile mentre i pulsanti non sono retroilluminati (nella foto si vede anche come indica la batteria completamente scarica)



L’indicazione del livello della batteria è di tipo voltmetrico mediato; nell’uso pratico si è rivelata sufficientemente precisa ed affidabile (a me è piaciuto poter selezionare la visualizzazione della tensione con cui mi regolo bene per capire lo stato di carica)

Una pressione prolungata sul tasto “-“ avvia la camminata assistita

All’accensione della bipa, compare il logo della Hillraser



Sono presenti delle pagine per la configurazione: molto utili

Qui la pagina per configurare l’autospegnimento della centralina, il tipo di indicazione dello stato di carica della batteria ed il settaggio dell’orologio; è anche possibile cambiare il tipo di visualizzazione da digitale ad analogico (che è meno “preciso” ma ha il vantaggio di una consultazione a “colpo d’occhio”)



Nella pagina successiva si può configurare il diametro della ruota e inserire una password per poter avviare l’assistenza (con funzione antifurto ... ma che a parer mio non evita che il ladro non tecnologico rubi la nostra bipa salvo poi accorgersi – ormai per noi troppo tardi – che non la può utilizzare)



Ci sono altre due pagine con utili informazioni relative al viaggio ed allo stato della batteria





E, da ultima, la pagina con l’indicazione della versione del software e dei dati identificativi della bipa




Questo display (ma non quello a cristalli liquidi attualmente fornito) può collegarsi via bluetooth (perciò senza cavi) con il nostro smarphone dove una App dedicata funziona come navigatore e può visualizzare i dati elettrici istantanei con più dovizia di quanto faccia il display sul manubrio
Se siamo connessi alla App in funzione navigatore, al posto della potenza, sul display viene visualizzata la prossima svolta



MODALITA’ DI ASSISTENZA

La motorizzazione Hillraser utilizza il sensore di sforzo applicato ai pedali (il “torsiometro”), perciò la regolazione dell’assistenza è ottenuta esercitando muscolarmente una maggiore o minore pressione sui pedali: più si spinge più ci mette il motore
La sensibilità di questo sensore viene regolata tramite 5 livelli selezionabili con i pulsanti a manubrio
E’ possibile disattivare l’assistenza elettrica (livello zero) ed è presente la camminata assistita (detta “walk”)

I livelli di assistenza forniscono un aiuto che raggiunge il 400%: in pratica basta un modestissimo sforzo per ottenere una buona spinta dal motore
L’assistenza continua ad essere attiva fino a circa 120 pedalate al minuto; al di sopra il motore continua a girare ma a vuoto perché interviene il dispositivo di ruota libera che lo stacca dal cinematismo della bici
Superati circa i 25-26km/h (con qualsiasi rapporto) l’assistenza si affievolisce e cessa del tutto inesorabilmente a 27.0 km/h
Il riattacco è dolce ed immediato
In piano si percepisce poco la variazione di spinta fra i vari livelli di assistenza ( si sente dopo alcuni chilometri in termini di stanchezza muscolare) ; in salita invece la differenza è nettissima
Il sensore di sforzo è pronto e non ci sono problemi nelle cambiate: basta alleggerire la pedalata come si fa su una qualsiasi bici muscolare; non si sente perciò la mancanza di un sensore sulle leve del cambio

La velocità di marcia risente sensibilmente delle condizioni della strada perché, a differenza dei sistemi a controllo della rotazione dei pedali, non c’è una compensazione “automatica” della potenza erogata dal motore ma essa è sempre proporzionale alla spinta sui pedali;
ovvero se incontriamo un po’ di vento, bisogna spingere di più altrimenti la velocità di marcia scende inesorabilmente di molti chilometri all’ora: proprio come succede su una bici muscolare

Con ognuno dei livelli di assistenza si può raggiungere la massima velocità ma con sforzi crescenti applicati ai pedali



AVVIO DELL’ASSISTENZA

Per ottenere la partenza del motore bisogna accendere la centralina con il comando sulla pulsantiera a manubrio e iniziare a spingere sui pedali
(ricordo che, come con tutti i sistemi a torsiometro, l’accensione va fatta senza tenere i piedi sui pedali perchè in quel momento la centralina esegue la calibrazione e il peso del piede la falserebbe)

L’avvio dell’assistenza avviene dopo 45° (0.125 giri di pedale)
Questo ritardo evita partenze indesiderate quando si è fermi ai semafori con un piede sul pedale

Hillraser HR002 - avvio assistenza al banco


Hillraser HR002 - avvio assistenza su strada


Al cessare della spinta sui pedali la risposta del motore è immediata: il motore scende subito di potenza ma lo fa in modo progressivo per cui, se si riprende la spinta con i pedali, il motore è già lì pronto ad assisterci

Anche il riattacco del motore dopo un rallentamento non ha ritardi sensibili, ma è morbido e senza “spigolosità”

A bassa cadenza di pedalata, l’assistenza non va mai “ad onde” perciò il motore spinge in modo rotondo su tutto l’arco della pedalata
Assiste anche a bassissime velocità di pedalata: immagino sia un vantaggio derivato dalla tensione di alimentazione a 48V

La mia impressione d’uso è che alla Hillraser abbiano trovato un ottimo equilibrio nella risposta del sensore di sforzo: efficace nel “copiare” la spinta e soprattutto le variazioni di spinta che applichiamo ai pedali, potente ma mai aggressivo



ACCELERAZIONE

Ecco il consueto grafico della velocità in funzione della distanza percorsa e del tempo



Nella prova ho raggiunto il traguardo dei 50m partendo da fermo in 9 secondi netti
Ci stiamo abituando ad accelerazioni poderose e questo kit abbassa ancora il record !
La velocità di uscita è di 26.7 km/h ma si vede dal grafico che dopo 30 metri già interviene l’inflessibile cut-off tachimetrico

Ai semafori si schizza via !!!



NEL TRAFFICO

La spinta del motore è potente ma facilmente controllabile variando la spinta sui pedali
Non ho mai rilevato variazioni indesiderate della potenza del motore nemmeno prendendo buche o cordoli: il sistema media bene l’indicazione che viene dal torsiometro
Beh con un telaio da corsa la reattività e la maneggevolezza sono assicurate ... ma questo non attiene alla motorizzazione
L’avvio è pronto e potente
Dato che è necessario un certo angolo di rotazione dei pedali per attivare l’assistenza, non ci sono problemi a tenere il piede sul pedale quando si è fermi ai semafori



COMPORTAMENTO IN SALITA E PENDENZE SUPERABILI

Come per ogni motorizzazione centrale, sono molto importanti i rapporti del cambio a cui si collega

Questo kit ha il grande vantaggio di poter montare anche una tripla corona che consente di estendere molto il range di velocità a cui si può marciare con elevato rendimento elettrico e muscolare visto che motore e gambe agiscono sul medesimo asse dei pedali
(vedi paragrafo “ciclistica” per il range dei rapporti utilizzati sulla bipa in prova)

Ecco la tabella degli sforzi necessari sulle varie pendenze e le velocità relative




La partenza in piano può avvenire anche con sforzo lievissimo e anche con marce lunghe;

Il cavalcavia al 4% viene superato ... senza quasi accorgersene ... a 23.0 km/h con il solo peso della gamba scaricato sui pedali (70W)
Ho utilizzato il medesimo rapporto usato in piano
La ripartenza richiede, per poco tempo, uno sforzo minimo pari a 22kg sempre con il medesimo rapporto da pianura

Hillraser HR002 - cavalcavia 4 %



La salita di prova al 10% si supera a 18.2km/h con la terza corona ed il quarto pignone
Richiede uno sforzo di 72W che è quanto utilizzo normalmente in piano
La ripartenza , scalando un solo rapporto (3.a corona 3.o pignone), reclama una spinta di 34kg ma solo per il tratto necessario a far partire il motore

Hillraser HR002 - salita 10 %



Sul tratto al 13.5% ho utilizzato la seconda corona il quarto pignone (ho cambiato corona per non forzare ad angoli eccessivi la catena); sono salito a 14.8km/h sempre con il medesimo sforzo di 72W
La partenza richiede (scalando un ulteriore rapporto) 35kg ma sempre per un brevissimo tratto

Hillraser HR002 - salita al 13.5 %



Sul 17% ho utilizzato la seconda corona ed il terzo pignone; questo rapporto è l’equivalente del pignone più grande se ci fosse stata solo la corona da 42 denti; ovvero è il rapporto più corto che avremmo utilizzando la monocorona
La velocità è stata di 12.7km/h con uno sforzo di 77W
La cadenza di pedalata risulta ancora molto agile: 74ped/min

La ripartenza (eseguita senza scalare ulteriormente marce) ha richiesto una spinta di 40kg, sempre per un breve tratto
Qui si comincia però a sentire il ritardo nell’avvio dell’assistenza che sinceramente preferirei minore proprio per facilitare le ripartenze in salita

Hillraser HR002 - salita al 17%



Come abbiamo visto, anche su salite impegnative come il 17% si sale veloci e con disinvoltura, con sforzi paragonabili a quelli che si fanno in piano: si può perciò pensare di affrontare salite anche molto lunghe senza affanni
Ovviamente il consumo sale vertiginosamente e diventa obbligatorio avere una batteria di elevata capacità (e di elevata corrente massima erogabile !)


Anche sul tratto al 20% ho utilizzato 2.a corona e 3.o pignone e sono salito a 11.8km/h con uno sforzo di 82W
Anche su questa salita, la cadenza di pedalata è rimasta vivace (69ped/min) per l’ancora notevole velocità di marcia
La ripartenza (eseguita ancora una volta col rapporto 2/3 per simulare il “monocorona”) ha richiesto 46kg: sensibile ma ancora sopportabile
Ammirate nel filmato la partenza ... come se fossi in pianura ... e come salgo ... come se pedalassi sul lungomare

Hillraser HR002 - salita al 20%


Ho provato poi a salire con il rapporto più corto: corona 1 e pignone 1
La velocità è scesa a 7.2km/h ma lo sforzo è stato quasi nullo


Per un motore così il 27% non è il limite estremo ! Ma purtroppo io non ho a disposizione salite ancora più ripide
Ho voluto usare ancora una volta la 3.a corona e il 2.o pignone per simulare il “monocorona”
E sono salito – con 84W – ad 8.9km/h !
La ripartenza mi ha richiesto 60kg: è un valore un pò alto ma ancora raggiungibile staccando però il “latoB” dalla sella
per qualche istante fino a che il motore non inizia a “tirare” con autorevolezza

Ho anche fatto la medesima prova con la corona 1 e il pignone 1, sfruttando perciò tutte le possibilità della tripla anteriore
La velocità è scesa a 6.3km/h ma lo sforzo è tornato quello che uso in pianura !!!!!
Anche la ripartenza ha richiesto uno sforzo sopportabilissimo: 34kg

Alla fine del filmato ho anche messo la prova, partendo dal piano perciò affrontando la salita già con una certa velocità, eseguita senza assistenza elettrica: mi ha richiesto uno sforzo abbondante e la marcia è risultata “ad onde” nell’arco della pedalata : il confronto è impietoso rispetto alla prova con il motore attivo !
(ovviamente ho utilizzato corona 1 e pignone 1)

Hillraser HR002 - rampa al 27%


In conclusione : questo kit si è dimostrato veramente ottimo sui percorsi in salita
Ed anche molto docile a seguire le nostre variazioni di spinta sui pedali

Anche con una bici monocorona e con pacco pignoni da turismo garantisce di poter superare pendenze molto dure con uno sforzo limitato e sostenibile a lungo



CAMMINATA ASSISTITA

Si può attivare la funzione di “camminata assistita” tenendo premuto il pulsante “-“ per più di un secondo
Poichè la spinta del motore passa dal cambio, anche la camminata assistita risente del rapporto inserito: per avere una buona spinta su ostacoli o in salita occorre perciò innestare un rapporto molto corto
La potenza è buona ma non troppo: sulle salite ripide fa salire la bipa ma non riesce a “tirarci su”
Consideriamo che ho fatto le prove con una bici da 11 chili; con un modello turistico e magari le con bagaglio a bordo potrebbe andare in crisi se la pendenza diventa forte

Hillraser HR002 - camminata assistita





VELOCITA’ e AUTONOMIA

Trattandosi di un kit non posso eseguire delle vere prove di autonomia perchè dipendono molto dalla bici su cui viene installato: scorrevolezza meccanica, attrito ruote e posizione in sella più o meno inclinata possono fare una sostanziosa differenza
Ancora di più, essendo la batteria a scelta del Cliente, ci possono essere differenze di capacità ... abissali

Le prove che ho fatto, dunque, non hanno valore come chilometri percorsi, ma come velocità di marcia, sforzo fisico necessario e andamento della velocità lungo la scarica

La prima prova è stata eseguita con il livello 1 di assistenza
La velocità di marcia è stata, per tutto l’arco della scarica, di 22.5km/h e con uno sforzo muscolare di 98W (è uno sforzo da ciclista in forma ... che arriva a destinazione sudato)
Il consumo è stato di 3.58Wh/km ma con temperatura estiva e con una bipa sicuramente scorrevole e leggera




La seconda prova è relativa al più alto livello di assistenza : il 5.o
Qui la velocità tipica è salita a 25.1km/h con uno sforzo di 74W: non si suda e non ci si stanca anche su percorsi lunghi
Il consumo è però diventato 5.23Wh/km ; è un consumo molto basso in virtù della tipologia di bici su cui era montato il kit



In ogni caso sembra che il rendimento di questo gruppo motore sia elevato e ci consente autonomie ragguardevoli anche a sforzo contenuto



MARCIA IN COPPIA

La marcia in coppia è molto agevole per la presenza del sensore di sforzo che ci consente di regolare in modo naturale e progressivo il contributo del motore
Si può uscire con compagni “muscolari” senza problemi adattandosi facilmente alle loro prestazioni



MARCIA SU FONDI STERRATI

Ovviamente la marcia su fondi sterrati dipende sostanzialmente dal tipo di bici (perciò telaio, gomme e ammortizzatori) su cui installiamo questo kit
Ma si può notare che la naturale regolazione della spinta del motore e la possibilità di ridurre con i vari livelli di assistenza la sua “irruenza”, rende questo kit molto adatto ad un utilizzo anche su fondi difficili e/o scivolosi



PEDALABILITA’ AD ASSISTENZA DISINSERITA – SCORREVOLEZZA

La scorrevolezza al banco risulta buona:
il motore è dotato di ruota libera che sgancia il motore dai pedali e non oppone resistenza alla marcia
La rotazione dei pedali è invece leggermente frenata; è veramente poca cosa e si può pedalare molto agevolmente senza assistenza elettrica

Hillraser HR002 - scorrevolezza ruote


Poichè stiamo provando un kit, non è significativa la consueta misura dello sforzo senza assistenza a 18km/h perchè dipende sostanzialmente dal tipo di bici su cui andremo a montarlo
Comunque, con questa bici, ho misurato uno sforzo di 85W a 18km/h e di 143W a 25km/h: il gruppo motore frena un pochino la rotazione dei pedali ma anche la prova strumentale dice che l’attrito è limitato a pochi watt
Con una simile bici come base per l’elettrificazione si può usare l’assistenza praticamente solo in salita o in presenza di vento contrario



IMPIANTO LUCI

Sulla bipa utilizzata non era presente alcun impianto di luci (ho solo montato delle lucette a batteria per essere visto)

In questo momento non è presente sul kit una uscita per alimentare le luci, ma forse in futuro verrà implementata



CERTIFICAZIONI, GARANZIA E PREZZI

Le certificazioni sono ovviamente limitate al solo Kit e l’omologazione generale si dovrebbe eseguire a kit montato su una bici (principalmente per la “compatibilità elettromagnetica” che può essere influenzata dal cablaggio)
E’, comunque, completamente a norma per le leggi europee

La garanzia è di 2 anni
Sulla batteria, se fornita dalla Hillraser, la garanzia è di 1 anno

Per chi è socio FIAB (e forse anche per chi è iscritto a Jobike) il prezzo è attualmente di 678€ senza batteria



CONSIDERAZIONI SULL’UTILIZZO

E’ un kit facile da montare ed adattabile a molti tipi di telaio anche biammortizzati

Ha il vantaggio di essere un sistema “aperto” perciò alimentabile con la batteria che si preferisce, anche non acquistata direttamente alla Hillraser

Trova il suo impiego più naturale su MTB o per chi desidera percorrere salite molto impegnative, ma è pienamente usabile anche in ambito cittadino, soprattutto in città vallonate
E’ ben fruibile anche su percorsi con molta pianura dove l’elevata sensibilità del torsiometro può limitare a valori molto bassi lo sforzo muscolare richiesto

La risposta del motore è sempre corretta e mai brutale, anche se la potenza è invece elevata: si utilizza con piacere in ogni circostanza

In definitiva è un kit usabile bene in tutte le situazioni

Il suo peso non è particolarmente basso : bisogna tenerne conto se si vuole ottenere una bipa da trasportare spesso in treno

La sua elevata coppia lo rende molto adatto anche all’applicazione su modelli cargo o su tricicli da trasporto



NOTA

Tutti i dati sono ottenuti col mio peso a bordo: 75kg vestito e con gli accessori tipo navigatore satellitare e fotocamera

41   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Sergiom2 Inserito il - 23/10/2019 : 19:35:02
Puoi farlo ma solo il motore costa 800 euro... Mettici una batteria adeguata e vedi a quanto arrivi!
Secondo me è da mettere su bici "serie" e non su una decathlon da 200 euro!
Metteresti mai il motore di una Ferrari su una Panda del 1980?
cagnulein Inserito il - 23/10/2019 : 17:29:26
qualcuno ha testato il montaggio di questo kit sulle classiche rockrider del decatlhon? Ne avrei una che non uso più che è lì che aspetta di essere kittata :)
luc_maz48 Inserito il - 23/10/2019 : 17:18:54

@Giancarlo Gallerini: Perfetto, grazie!


Giancarlo Gallerini Inserito il - 23/10/2019 : 09:33:12
andrea 104KG ha scritto:

Giancarlo Gallerini ha scritto:

Grazie per i commenti. Per quanto riguarda i reportage dei viaggi, ci sto lavorando e quanto prima pubblicherò qualcosa, ma non credo sia questa la sede adatta. Vi terrò informati.

C'è un'apposita area per le esperienze di viaggio, ci accontentiamo di qualche foto e qualche piccolo commento


Ho pubblicato qualcosa qui: http://www.jobike.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=78375
Sergiom2 Inserito il - 01/10/2019 : 21:38:59
Però, un errore di stampa a loro svantaggio! Di solito succede il contrario
pixbuster Inserito il - 01/10/2019 : 18:56:20
Giusto: credo sia un errore di stampa

Ma, come mi hanno detto, vorrebbero cessare la fornitura delle batterie e vendere solo il kit
Sergiom2 Inserito il - 01/10/2019 : 12:14:39
48x14,6 non fa 630
Sergiom2 Inserito il - 01/10/2019 : 12:12:56
pixbuster ha scritto:

Scusa Sergiom, non ho capito a cosa ti riferisci
La bipa in prova aveva una batteria da 10.4Ah 500Wh



Leggi le caratteristiche delle batterie


Immagine:

194,49 KB
Giancarlo Gallerini Inserito il - 01/10/2019 : 11:13:40
SHILAH ha scritto:

lucaviglie ha scritto:

Perché non può essere montato su di una full?


Può essere montato su una full ma c'è una piastra di fissaggio e il carter sinistro può andare a cozzare contro il carro posteriore


Il manuale di montaggio Hillraser prevede 2 opzioni per il blocco motore:
1) Fissaggio posteriore tramite staffa
2) Fissaggio anteriore tramite fascia di serraggio

Se si usa questo secondo metodo non dovrebbero esserci problemi a fissarlo su una full.

In ogni caso la staffa posteriore può essere adattata artigianalmente per renderla compatibile con il telaio. Io me ne sono fatta una così:

Immagine:

113,87 KB



Allegato: 2019101105117_Manuale-di-Montaggio-HR25T.pdf
pixbuster Inserito il - 30/09/2019 : 22:46:11
Scusa Sergiom, non ho capito a cosa ti riferisci
La bipa in prova aveva una batteria da 10.4Ah 500Wh

Sergiom2 Inserito il - 30/09/2019 : 19:30:31
@Pix
Solo che non mi trovo con la descrizione dichiarata sulla batteria da 14,6.
Dovrebbe essere 48x14,6 700Wh mentre dichiarano 630Wh.
Sergiom2 Inserito il - 30/09/2019 : 19:18:26
SHILAH ha scritto:

Sergiom2 ha scritto:

Cioè, solo motore e montaggio? Senza batteria?


No, motore, batteria da 500 wh e montaggio incluso.

Buono.
SHILAH Inserito il - 30/09/2019 : 16:16:01
lucaviglie ha scritto:

Perché non può essere montato su di una full?


Può essere montato su una full ma c'è una piastra di fissaggio e il carter sinistro può andare a cozzare contro il carro posteriore
SHILAH Inserito il - 30/09/2019 : 16:13:08
Sergiom2 ha scritto:

Cioè, solo motore e montaggio? Senza batteria?


No, motore, batteria da 500 wh e montaggio incluso.
Giancarlo Gallerini Inserito il - 30/09/2019 : 10:34:43
pixbuster ha scritto:
C'è una formula che lega la spinta, la velocità di rotazione dei pedali, la lunghezza della pedivella e i watt
In questa formula c'è anche un parametro che tiene conto del fatto che la spinta sui pedali (verticale) lavora su "bracci di coppia" diversi durante l'arco della pedalata



E' un problema che mi ero posto anch'io e dalle mie ricerche ho ricavato quanto segue, che illustro qui per completezza della discussione.
Partiamo dal valore medio di spinta della gamba sui pedali. (ad esempio 22Kg come nel grafico illustrato). Questa forza genera una coppia motrice che dipende dal “braccio” della leva, in questo caso la lunghezza delle pedivelle (ad esempio 175mm). Si genera quindi una coppia pari a 22 * 0,175 = 3,85Kgm pari a 37,7685Nm [Newtonmetro].
La formula per passare dalla coppia alla potenza è la seguente:

P[W] = (Nm * 2#960; * rpm) / 60

che tiene conto della velocità di rotazione (rpm).
Nel caso in esempio quindi avremo

P[W] = (37,7685 * 2#960; * 78) / 60 = 308,49W

La formula per passare dai Watt alla spinta (media) sui pedali è:

Coppia[Nm] = (60 * W) / (2#960; * rpm)
Spinta[Kg] = Nm / 9,81 / lunghezza pedivelle

Usando i dati del secondo grafico abbiamo

Coppia = (60 * 200) / (2#960; * 80) = 23,87 Nm
Spinta = 23,87 / 9,81 / 0,175 = 13,9Kg

Come si può vedere i valori calcolati coincidono con quanto espresso dai grafici.


Sergiom2 Inserito il - 29/09/2019 : 23:58:56
Ok, quindi non c'è poi tutta sta differenza tra i due sistemi
Comunque questo motore mi piace molto
pixbuster Inserito il - 29/09/2019 : 23:31:28
Sergiom2 ha scritto:

La Milano ha di serie una corona da 48
Io ho messo una 34
Che differenza ci sarebbe stata?


saresti salito in seconda con una cadenza di 87 pedalate al minuto e con una spinta di poco più di 12kg
I Watt muscolari sarebbero stati uguali




.... alla fine mi sembra che i conti pareggiano


all'incirca parereggiano perchè in salita contano solo i wattora
Che tu salga veloce con sforzo elevato o lento con sforzo leggero l'energia che si deve impiegare è sempre la stessa e dipende SOLO dal dislivello e dal peso di ciclita+bipa
(ho scritto "all'incirca" perchè c'è l'attrito con l'aria che cambia con la velocità perciò se salgo veloce consumo, in realtà, di più)


lucaviglie Inserito il - 29/09/2019 : 19:58:43
Perché non può essere montato su di una full?
Sergiom2 Inserito il - 29/09/2019 : 18:21:11
Cioè, solo motore e montaggio? Senza batteria?
SHILAH Inserito il - 29/09/2019 : 18:15:38
In realtà quando ho provato questa bici e avevo chiesto il prezzo veniva sui 1.100 lavoro di montaggio compreso.
Questa estate ho chiesto ad uno che lo aveva montato e il prezzo che mi ha riferito è sempre quello. È un kit senza problemi di linea catena e con un comportamento lineare che Pix ha perfettamente descritto. Il disassamento delle pedivelle sul lato sinistro è un non problema. Corretta anche la bici su cui è stato montato perché i kit centrali e le bici full non vanno d'accordo. Su una BDC o su una mtb front compatibili è una scelta ottima.

Sergiom2 Inserito il - 29/09/2019 : 17:21:50
Però
Confrontando la NCM MIlano e la Hillraser, sul 17% abbiamo
HILLRASER 12.7km/h - 77W - 12kg - 74ped/min
NCMMilano 14.9km/h - 94W - 15kg - 72ped/min

Un'ipotetica salita
La Milano impiega il 17% di tempo in meno ma con più sforzo.

Alla fine mi sembra che i conti pareggiano.

Comunque mi sembra un bel motore che:
800 euro motore
500 euro di batteria
Fanno 1300 euro
Mettici 500 per una bici discreta
Fanno 1800 euro
Ma hai un centrale a 48 volt
Molto meglio delle varie bici da 2000 euro a 36 volt.




Sergiom2 Inserito il - 29/09/2019 : 12:44:39
La Milano ha di serie una corona da 48
Io ho messo una 34
Che differenza ci sarebbe stata?
pixbuster Inserito il - 28/09/2019 : 23:08:49
Eccomi qua
Scusate tutti : ho avuto problemi tecnici col PC e l'ADSL e troppo poco tempo disponibile per risolverli
E la domanda di Sergiom richiede una spiegazione un pò articolata che non potevo dare col solo uso dello smartphone

Innanzitutto mi complimento con Giancarlo: fare le cose che fai tu è il mio sogno !!! (anche se le farei su scala ridotta per ... limiti fisici)
Spero anche'io che ci racconterai qualcosa dei tuoi viaggi

Sergiom: non ho capito bene il tuo commento sul fatto che una muscolare possa superare il 27% per un breve tratto
Quando dici "si fermerebbero entrambe" intendi le muscolari o le elettriche?
Nel caso della bici motorizzata Hillraser, con l'ausilio del motore, non si sarebbe sicuramente fermata se la salita fosse stata più lunga: il fatto che me lo fa dire è che durante la rampa la velocità aumentava (anche se poco) Perciò avrebbe potuto salire ancora per parecchia strada, limitata solo da un eventuale surriscaldamento del motore o dall'esaurimento della carica della batteria


Veniamo al discorso dei kg di spinta e dei Watt

C'è una formula che lega la spinta, la velocità di rotazione dei pedali, la lunghezza della pedivella e i watt
In questa formula c'è anche un parametro che tiene conto del fatto che la spinta sui pedali (verticale) lavora su "bracci di coppia" diversi durante l'arco della pedalata

ovvero:

se non si hanno gli attacchi (e sulle nostre bipa non ci sono mai), la spinta della gamba è verticale, ma il pedale gira e quando è nella parte alta fa una leva corta rispetto all'asse del movimento centrale
Invece, quando è orizzontale, si usa tutta la lunghezza della pedivella e si genera perciò una coppia più alta sull'asse



L'effetto è che la "coppia motrice" che generiamo sui pedali ha un andamento ad onda



Se avessimo gli attacchi il grafico cambierebbe così (si chiama "pedalata rotonda" a differenza di quella senza attacchi che si chiama "pedalata quadra")



Per avere lo stesso valore medio di potenza, con la pedalata "rotonda" occorre spingere con meno forza (ma per più tempo)
Ecco : la formula che uso tiene conto anche di questo parametro


Nella tabella "dinamometrica" ci sono sempre indicati sia i kg sia i watt
Poi nel testo uso a volte un parametro a volte l'altro
Poichè il rapporto fra spinta e watt dipende dalla cadenza di pedalata, tendo ad citare i watt quando la cadenza è alta mentre parlo della spinta quando la cadenza è bassa
Questo perchè, a cadenze basse i watt erogati calano ma lo sforzo che si fa sui pedali (per ottenere quei pochi watt) è elevato

Diciamo che a cadenza elevata per avere un certo numero di watt occorre sudare; a cadenza bassa si deve spingere con forza (e si dura poco tempo ...sempre sudando)


Confrontando la NCM MIlano e la Hillraser, sul 17% abbiamo
HILLRASER 12.7km/h - 77W - 12kg - 74ped/min
NCMMilano 14.9km/h - 94W - 15kg - 72ped/min

si fatica di più con la Milano



Se poi confrontiamo i dati ottenuti sul 20% si nota la "discrepanza" dovuta alla bassa cadenza di pedalata della Milano

HILLRASER 11.8km/h - 82W - 14kg - 69ped/min
NCMMilano 10.7km/h - 77W - 17kg - 52ped/min

ecco che si vede che la Milano richiede meno watt ma più sforzo sui pedali








andrea 104KG Inserito il - 28/09/2019 : 20:56:25
Giancarlo Gallerini ha scritto:

Grazie per i commenti. Per quanto riguarda i reportage dei viaggi, ci sto lavorando e quanto prima pubblicherò qualcosa, ma non credo sia questa la sede adatta. Vi terrò informati.

C'è un'apposita area per le esperienze di viaggio, ci accontentiamo di qualche foto e qualche piccolo commento
Sergiom2 Inserito il - 28/09/2019 : 20:30:55
Vabbè, è un segreto di stato.
Sergiom2 Inserito il - 28/09/2019 : 20:19:24
Sergiom2 ha scritto:

@pixbuster
Perché nelle tue prove a volte scrivi i Watt e a volte i kg?
Nel caso specifico, che differenza c'è tra 77W e 15 kg?


Up!
Giancarlo Gallerini Inserito il - 28/09/2019 : 08:00:12
Grazie per i commenti. Per quanto riguarda i reportage dei viaggi, ci sto lavorando e quanto prima pubblicherò qualcosa, ma non credo sia questa la sede adatta. Vi terrò informati.
andrea 104KG Inserito il - 27/09/2019 : 22:58:20
Mi associo sia ai complimenti che alla richiesta di luc_maz48 di foto e reportage dei tuoi viaggi! rsslcn, evidentemente si porta un albergo 5 stelle smontabile e provviste da sopravvivenza in un pamorama post atomico, ma se si trova bene, meglio così
luc_maz48 Inserito il - 27/09/2019 : 21:59:44

@Giancarlo Gallerini: Complimenti!
Se ti riuscisse postare qualche foto dei tuoi bei viaggetti!
Per conoscere tanti altri luoghi. Grazie.



rsslcn Inserito il - 27/09/2019 : 10:35:13
Bici + bagaglio = 50 Kg ? C'è qualche cosa che non va.
Faccio anche io cicloturismo, da 45 anni, ma il mio bagaglio non ha mai superato i 17 Kg neppure quando mi portavo l'attrezzatura da campeggio e da cucina. Neppure se dovessi fare la Milano - Pechino mi porterei tanta roba. Del resto la foto è emblematica.
Scusate se sono andato fuori tema, comunque grazie per la testimonianza.
bubunapoli Inserito il - 27/09/2019 : 07:14:49
kaspita..
nando_mac Inserito il - 27/09/2019 : 01:31:13
Giancarlo Gallerini é un guerriero dell'asfalto..
Giancarlo Gallerini Inserito il - 27/09/2019 : 00:57:04
Ho letto con piacere l'accurata recensione. Io ho montato il kit Hill Raser (motore 250W, tripla corona e batteria da 630Wh) sulla mia bici da viaggio a inizio 2018 e da allora ho percorso circa 6700Km. Sono totalmente soddisfatto sia della funzionalità sia delle prestazioni. Essendo un cicloturista, non ho alcuna velleità in termini di prestazioni; il mio scopo è arrivare a sera alla meta anche se incontro qualche imprevisto (un colle in più da scavalcare) o decido di allungare il percorso per visitare un paese arrampicato in cima a un bricco. Il motivo per cui ho deciso di passare alla pedalata assistita è stato il fatto che la mia bici in assetto “vacanza” arrivava a pesare più di 50Kg (bici + bagaglio) e questo comportava che anche normali salite 6 – 10% diventassero una prova estenuante. Il kit motore, anche se ha comportato un ulteriore aumento di peso, ha risolto alla grande i miei problemi.
In generale utilizzo l’ausilio del motore quasi esclusivamente in salita. In piano, se riesco a pedalare ad almeno 15Km/h ne faccio volentieri a meno e mi godo il paesaggio. In piano non ho notato grande differenza in termini di scorrevolezza rispetto a prima. Anche in salita comunque utilizzo quasi esclusivamente il primo livello di assistenza, che a me risulta essere un aiuto del 35% . Trovo particolarmente utile il fatto che si possa avere un aiuto basso, perché permette di risparmiare al massimo l’uso della batteria. E’ un aiuto sufficiente per mantenere una velocità che mi permette di non ondeggiare troppo (8 – 10 Kmh). Il grosso vantaggio che io provo è il fatto che la pedalata diventa molto più “rotonda”, non mi porta cioè a stantuffare sui pedali. La differenza fra il primo e il secondo livello (50%) non è così eclatante, mentre cambia molto quando si passa al livello 3 (100%). Questo livello lo uso solo in caso di necessità, cioè se devo affrontare rampe particolarmente ripide o nei casi in cui mi voglio togliere rapidamente da situazioni potenzialmente pericolose quali tratti di strada stretta e trafficata, gallerie o viadotti.
Con queste modalità arrivo a sera che generalmente ho ancora almeno metà della carica della batteria. Le mie tappe giornaliere sono di 80-100Km con dislivelli fino a 1600-1800m. Il record di autonomia della batteria l’ho realizzato a maggio di quest’anno. In tre giorni consecutivi ho percorso 164Km e superato un dislivello in salita di 4090m con una velocità media di 15,5 Kmh (in quell’occasione non avevo bagaglio).
Il motore non mi ha mai dato problemi, sia in inverno a temperature prossime allo zero sia quest’estate in Montenegro con temperature che superavano i 45°C.
L’unico appunto che mi sento di fare riguarda la funzione walk. Sul ripido e con la bici carica tende a disinserirsi e bisogna rilasciare e premere nuovamente il pulsante per farlo ripartire.

Immagine:

30,46 KB
Sergiom2 Inserito il - 25/09/2019 : 20:19:28
Up!
Sergiom2 Inserito il - 23/09/2019 : 20:48:51
@pixbuster
Perché nelle tue prove a volte scrivi i Watt e a volte i kg?
Nel caso specifico, che differenza c'è tra 77W e 15 kg?
Sergiom2 Inserito il - 23/09/2019 : 19:22:48
claudio02 ha scritto:

27% senza assistenza


Una qualsiasi bici muscolare con 3 corone è in grado di salire partendo dal piano!
Solo che se la salita fosse stata più lunga si sarebbero fermate entrambe.

https://youtu.be/OWDM2cUA1Vk
Sergiom2 Inserito il - 23/09/2019 : 19:18:32
Certo che un centrale da 48v con tripla corona sale ovunque...
Però:
Sul 17% 12.7km/h con uno sforzo di 77W
La Milano sul 17% sale a 14,9 kmh con 15 kg di sforzo.
15 kg a quanti Watt corrispondono?



bubunapoli Inserito il - 23/09/2019 : 12:52:36
Attenzione:

la lettura di questa recensione è sconsigliata
a coloro che hanno acquistato una bipa a 36 volt
negli ultimi mesi !!




claudio02 Inserito il - 23/09/2019 : 10:02:56
27% senza assistenza
Miura72 Inserito il - 23/09/2019 : 09:50:30
Pix fantastico test lo asspettavo da tempo, mi spiace per le luci speravo che ci fossero
bubunapoli Inserito il - 23/09/2019 : 09:33:53
grazie pix.
E' la fine dei kit 36 v (250 w).

Anche i blasonati (bosch, brose, yamaha,..) sono avvisati,
per il discorso delle batterie proprietarie.

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