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 Pix test n. 73 – Armony MODENA EVO
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11840 Messaggi

Inserito il - 14/09/2017 : 21:35:13  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E’ la prima volta che faccio un test su una bicicletta a pedalata assistita (BiPA) della

ARMONY

che ha sede a San Marino




http://www.armonybikes.com/


Il modello sotto test si chiama

MODENA EVOLUTION

E ho potuto starci in sella per 575km (eh si ci ho fatto parecchia strada !)










La versione provata è un modello per uso cittadino/turistico; se si è interessati alle MTB c’è disponibile il modello
SESTRIERE EVO
con la medesima motorizzazione



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IN BREVE

Il telaio è di tipo aperto, completamente in alluminio e, secondo la tendenza stilistica che si sta affermando, con la batteria integrata - ma facilmente estraibile- nel tubo obliquo

L’ammortizzatore anteriore è del tipo “monoshock”
E’ efficace sulle piccole irregolarità ma si arriva rapidamente alla fine della sua breve corsa

Il tubo obliquo ha una conformazione ad “L” per poter integrare la batteriae consentirne una rapida estrazione ; garantisce una buona solidità ma in condizioni di uso spinto si avverte la sua elasticità
Sono comunque arrivato in discesa a 53.6km/h senza che si innescassero instabilità
Lo scavalco è basso e largo: agevole salire e scendere anche con seggiolino-bimbi montato
La posizione in sella si regola da “busto eretto” a “intermedio”

Il peso della bipa senza batteria è di 21.7kg ; la batteria pesa 3.35kg e porta il peso complessivo a 25kg: non è leggerissima ma è nella media

La sella è di tipo “unisex” imbottita; si è rivelata comoda anche in lunghe percorrenze E’ il modello Hertz City della SR

Il cambio è uno Shimano Acera preciso e veloce; si aziona con un morbido comando a rotazione
Lo sviluppo metrico è un pò corto: buono in salita fino a meno di 8km/h, ma a 25km/h richiede una cadenza di 82ped/min che è piuttosto elevata

I pneumatici (da 26” x 1.75” ) superano bene le piccole asperità ed hanno una buona tenuta; la valvola è di tipo automobilistico

Il cavalletto è stabile e consente la rotazione completa dei pedali
Il portapacchi è ben robusto e omologato per 25kg
La componentistica è di buon livello e la cura nell’assemblaggio è ottima

L’impianto frenante è a dischi (entrambi da 160mm) ed azionamento meccanico Tektro Aries
Le leve sono morbide da azionare
La frenata è potente e assai ben modulabile; è difficile arrivare al bloccaggio della ruota posteriore e non c’è tendenza al ribaltamento in avanti
Lo spazio di fermata da 25 km/h è di 3.30m: buon valore che restituisce una confortante sensazione di sicurezza
Nelle frenate “di panico” l’ammo anteriore tende ad avere qualche tremolio ma la bipa rimane perfettamente controllabile

La centralina è integrata nel gruppo motore ed è posta sul lato destro
E’ accessibile facilmente senza smontare il gruppo motore: molto utile !

La batteria è al Litio a 36V e ha una buona capacità: 13 Ah 468Wh
E’ alloggiata nella struttura del tubo obliquo del telaio e ne completa la forma a “L”
L’estraibilità è molto facile: ottimo risultato per una batteria integrata nel telaio !
Quando completamente scarica, si ricarica in 7 ore e 30 minuti : è un tempo un pò lungo ma che ne preserva la durata

Un display, ben visibile sia di giorno che di notte, riporta molte utili indicazioni compresa la potenza assorbita dal motore, quella erogata dal ciclista e le calorie da lui bruciate
Interessante è anche la presenza di una precisa indicazione del consumo medio in Wh/km
Una pulsantiera, posta vicino alla manopola sinistra del manubrio, è comoda e ben raggiungibile

La Modena Evo è equipaggiata con il gruppo motore Olieds (che ha l’attacco compatibile Bosch)
Il motore e la centralina sono smontabili senza dover rimuovere tutto il gruppo motore dalla bipa
La linea di catena risulta ottimale
La coppia erogabile è di 80Nm al pedale (o alla ruota se si usa un rapporto corona/pignone 1:1)
La spinta è buona e vigorosa
Durante la marcia il motore è silenzioso e lo rimane anche quando è sotto sforzo elevato
Mi viene da definirlo “potente e gentile “: ti mette a disposizione tutta la sua forza ma senza importela

Il cablaggio elettrico della Modena è ridotto ad un cavetto che arriva al cruscottino e da qui alla pulsantiera
Tutto il resto è inglobato nel telaio e nel gruppo motore

La regolazione dell’assistenza è a controllo dello sforzo applicato ai pedali
L’effetto per il ciclista in sella è quello di sentirsi fortemente accresciuta la potenza dei muscoli perchè il motore “copia” la pressione muscolare accrescendola a livello di un professionista del ciclismo
Il torsiometro montato sul gruppo Olieds ha una risposta molto veloce e un ampio range di regolazione che va da 12kg (pari al solo peso della gamba) a 60kg (pari a praticamente tutto il proprio peso scaricato sul pedale)
I livelli di assistenza sono 4 e corrispondono a 100% - 200% - 300% - 400% della potenza impiegata dal ciclista
La regolazione è efficace: si può viaggiare molto lenti o partire con spinta decisa a seconda della pressione sui pedali
La risposta del torsiometro è sempre regolare e proporzionata allo sforzo esercitato
La sensazione generale è che la Modena risulta molto pronta e gradevole
C’è il livello 0 cioè assistenza disattivata ma cruscottino acceso
E poi c’è il livello 5 che lavora in “emulazione PAS” cioè fa erogare al motore circa 130W anche con la semplice “pedalata simbolica”: è la prima volta che lo trovo su un sistema a sensore di sforzo
Con questa modalità si viaggia in piano a circa 22.5km/h a zero sforzo, ma è sufficiente premere sui pedali per avere il 400% di assistenza

La partenza è immediata alla pressione del pedale ma avviene solo se si spinge con almeno 24kg: in questo modo si evita che, quando si è fermi al semaforo, il motore si avvii col peso della gamba
L’accelerazione è subito vivace e il motore spinge vigorosamente, senza brutalità
Il tempo per percorrere 50m da fermo è breve: 10.11” e la velocità di uscita è 25.1 km/h

La spinta del motore è vivace e, nel traffico, ci si muove disinvoltamente; la bipa è assai agile
La regolazione dell’assistenza col sensore di sforzo consente di regolare rapidamente e istintivamente la spinta del motore e la velocità di marcia al valore desiderato

Il cavalcavia al 4% viene superato a 20.0 km/h col semplice peso della gamba sui pedali e la
ripartenza richiede una pressione sui pedali leggera

La salita al 10% si supera a 10.4km/h , in 1.a marcia e con una potenza sui pedali di circa 86W; è un valore di sforzo sostenibile senza difficoltà ed è simile a quello necessario in piano
La ripartenza richiede una spinta sui pedali di soli 24kg:

Anche sul 20% lo sforzo necessario non diventa eccessivo : 22kg per 7.0km/h
Però la cadenza di pedalata comincia a diventare lenta (46 ped/min); da qui in poi è appannaggio di ciclisti muscolosi che possono spingere più vigorosamente facendo risalire la velocità (e perciò la cadenza di pedalata)
La ripartenza ha richiesto 44kg

Sul 27% sale e riparte con 61kg applicati ai pedali: praticamente tutto il proprio peso

Non c’è la funzione “soft start” ma è presente il “walk” che però è piuttosto debole in salita

La velocità massima è di 26km/h limitata dal cut-off tachimetrico ed è raggiungibile con ogni livello di assistenza (ovviamente spingendo adeguatamente sui pedali)

L’autonomia a livello 3 e a velocità contenuta (22.5km/h) risulta di 94km: ottimo valore per il cicloturismo
Lo sforzo richiesto è di 80W ben sopportabile ma superiore ai soliti 70W che impiego nelle prove di autonomia

In “emulazione Pas” l’autonomia è risultata di oltre 74km con uno sforzo “simbolico” sui pedali

A livello 4 e applicando 90W ai pedali, l’autonomia è risultata 82km a 24.2km/h di velocità di crociera

La marcia in coppia è senz’altro agevole modulando lo sforzo esercitato sui pedali e selezionando il rapporto più adeguato

Sugli sterrati leggeri si viaggia bene e sicuri; non è però la bipa a cui si può chiedere di affrontare sterrati impegnativi

In auto si trasporta come una normale muscolare, solo un pò più pesante
Il suo trasporto da sollevata risulta agevole se non si prolunga nel tempo
Il trasporto in treno è di conseguenza sufficientemente agevole ma non abbastanza da essere usata in uso “commuting”

Senza assistenza il fabbisogno di energia è superiore a quello di una analoga bici muscolare: 105W a 18km/h;
si torna comunque a casa senza particolari difficoltà e senza troppo sudore

L’impianto luci è alimentato da pile indipendenti che possono essere anche ricaricabili
La luce anteriore è ottima per essere visti ma appena sufficiente per illuminare la strada
La luce posteriore (a luce fissa) è ben visibile anche lateralmente

Non ci sono antifurti di serie salvo il blocco a chiave della batteria; è presente la bulinatura del numero del telaio

La Modena Evo è certificata per le norme europee su robustezza bici da turismo, Epac e compatibilità elettromagnetica

La garanzia è di 2 anni su tutta la bipa
Sulla batteria la garanzia è di 6 mesi

Il prezzo di listino, al momento del test, è di 2499 €


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Qui c’è la SCHEDA con il riassunto delle caratteristiche principali

Scheda valutazione





CICLISTICA

Il telaio è di tipo aperto, completamente in alluminio e, secondo la tendenza stilistica che si sta affermando, con la batteria integrata (ma facilmente estraibile) nel tubo obliquo




L’ammortizzatore anteriore è del tipo “monoshock” cioè ha un elemento elastico coassiale col cannotto del manubrio
E’ efficace sulle piccole irregolarità; si arriva rapidamente alla fine della sua breve corsa quando il fondo diventa sconnesso
In frenata flette sensibilmente ma non altera la traiettoria; la sua costruzione è più leggera di un ammo classico (e risulta più bello)
E’ l’ammortizzatore giusto per una bipa turistica come è la Modena



Il posteriore è rigido però il telaio ha un pò di elasticità che rende la marcia confortevole sulle piccole asperità cittadine
In effetti la costruzione a batteria integrata costringe a progettare un tubo con una forma particolare
In questo caso la rigidità laterale è data dalla grossa sezione della parte inferiore di detto tubo, mentre quella verticale è affidata ad una forma ad “L” del fianco
E quando si chiede di più al telaio si sentono i suoi limiti
In discesa sono arrivato a 53.6km/h ma a quella velocità si avverte l’elasticità; comunque la bipa rimane ben guidabile e stabile anche così veloce



Senza mani è abbastanza guidabile però c’è qualche accenno di instabilità del manubrio

Lo scavalco è basso e largo : agevole salire e scendere anche con bagagli sul portapacchi o col seggiolino per bimbi

Il peso della bipa senza batteria è di 21.7kg ; la batteria pesa 3.35kg e porta il peso complessivo a 25kg: non è leggerissima ma è nella media delle bici elettriche turistiche

La sella è di tipo “unisex” imbottita, senza scavo centrale ma con una conformazione più morbida sull’asse centrale
E’ il modello Hertz City della SR
Si è rivelata (per il mio “lato B”) confortevole anche dopo lunghe percorrenze (e non mi ha provocato indolenzimenti)





Il cannotto sella ha la regolazione rapida dell’altezza e una regolazione fine dell’inclinazione della sella




Il manubrio ha una inclinazione ergonomica e le manopole hanno l’appoggio largo; ne risulta un buon confort nella guida




La pipa è regolabile e la serie sterzo è a cuscinetti semintegrata




La posizione in sella si può regolare fra “busto eretto” e “intermedia” (cioè col busto inclinato in avanti di una qjuindicina di gradi)




Il cambio è un preciso e rapido Shimano Acera a deragliatore con 7 rapporti



Gli innesti sono precisi in entrambe le direzioni e non mi ha mai dato il benchè minimo problema

Il comando del cambio è – sempre Shimano - del tipo a rotazione (revoshift)
L’indicazione della marcia inserita è ben visibile, ma solo di giorno



La spaziatura fra i rapporti è corretta però il range complessivo è un pò limitato: a 25 km/h la cadenza di pedalata è di 82 ped/min in 7.a: richiede una gamba agile per sostenerla
In salita, a 50 pedalate al minuto, si marcia a 7.7 km/h: valore buono per poter affrontare anche salite ripide
A mio parere ci starebbe meglio un pignone finale da 13 invece di quello da 14 (ho indicato nella tabella i valori relativi a questa ipotesi)




Lo smontaggio sia della ruota anteriore che di quella posteriore richiede l’uso di una chiave da 15mm ;essendo la motorizzazione centrale, anche lo smontaggio della ruota posteriore è del tutto uguale a quello di una bici muscolare






Il passo è quello di una classica bici muscolare; la motorizzazione in posizione centrale molto bassa e la posizione della batteria anch’essa centrata e bassa, rendono la Modena reattiva e manovrabile : assai piacevole nel traffico


I pneumatici (da 26” x 1.75” ) superano bene le piccole asperità ed hanno una buona tenuta
La zona centrale “slick” minimizza gli attriti in rettilineo e le zone intagliate laterali garantiscono tenuta in curva anche su strada bagnata



la valvola è una Schrader (tipo automobilistico): facile gonfiarla ai distributori di carburante e dai gommisti




Il cavalletto è monopiede ed è fissato piuttosto indietro consentendo la rotazione completa dei pedali quando estratto (ottimo per oliare la catena )
La stabilità è buona anche nelle operazioni di carico e scarico del portapacchi




Il portapacchi posteriore è robusto (è omologato per 25kg)
Qualche attenzione va posta se si adotta un seggiolino per bimbi data la sua forma rastremata
Ha l’aggancio per le corde elastiche triple



Il suo fissaggio al telaio è particolarmente robusto




I pedali sono in lega e così anche le pedivelle; ci sono i catadiottri regolamentari



Il campanello è integrato nella leva del freno (vedi foto più sotto), è comodissimo da usare ed ha un suono molto gradevole

La componentistica è di buon livello e la cura nell’assemblaggio è ottima; l’aspetto ne risulta curato anche nei dettagli






IMPIANTO FRENANTE

I freni sono a disco da 160mm sia all’anteriore che al posteriore e sono dei Tektro Aries a comando meccanico






Le leve sono robuste e morbide da azionare; essendoci il controllo dello sforzo sui pedali non sono presenti gli switch di cut-off del motore
Il freno anteriore è comandato dalla leva sinistra
La leva sinistra comprende il campanello



La frenata è potente e assai ben modulabile; è difficile arrivare al bloccaggio della ruota posteriore e non c’è tendenza al ribaltamento in avanti
In discesa i freni “mordono” bene, ma, su una discesa lunga e ripida, ho riscontrato un certo riscaldamento (a fine discesa “cigolavano”) Vabbè li ho voluti proprio strapazzare ! Difatti nell’uso quotidiano anche intenso non hanno mai rivelato il minimo problema

Lo spazio di fermata da 25 km/h è di 3.30m: buon valore che restituisce una confortante sensazione di sicurezza
Nelle frenate “di panico” l’ammo anteriore tende ad avere qualche tremolio ma la bipa rimane perfettamente controllabile

Armony Modena Evo – frenata da 25km/h






Passiamo ora alla PARTE ELETTRICA


MOTORIZZAZIONE

La Modena Evo è dotata della motorizzazione centrale OLIEDS
Questa ditta produce completamente in Italia tutto il gruppo motore e lo assembla interamente nella sua sede di Cesena
Ha progettato internamente anche la centralina elettronica ed il display



CENTRALINA

La centralina è integrata nel gruppo motore ed è posta sul lato destro
E’ accessibile facilmente senza smontare il gruppo motore: molto utile !
E’ sotto al coperchietto davanti alla corona



La centralina è dotata di autospegnimento dopo 5 minuti esatti



BATTERIA

La batteria è al Litio a 36V con una capacità di 13 Ah 468Wh : è un valore elevato (ma che sta diventando lo standard per le bipa)

E’ alloggiata nella struttura del tubo obliquo del telaio e ne completa la forma a “L” (vedi più sopra nel paragrafo “ciclistica”)



La posizione è ottimale per abbassare il baricentro e per tenerlo centrato : ne guadagna la manovrabilità

L’estraibilità è molto facile: si sgancia il blocco con la chiave (che funge perciò da antifurto per la batteria stessa) e si fa ruotare lateralmente la batteria; per il reinserimento non occorre nemmeno la chiave ma entra “a scatto”
E’ una manovra assai facile sia nell’estrazione che nel reinserimento : basta prendere un minimo di familiarità con la posizione in cui appoggiare la parte inferiore nell’apposito incavo
Ottimo risultato per una batteria integrata nel telaio !



Ecco come si presenta la batteria quando estratta





La sua forma è stretta ed allungata: si trasporta molto facilmente sottobraccio ma, per la sua lunghezza, è un pò più difficile alloggiare una eventuale seconda batteria sul portapacchi o nello zaino



Il peso della batteria è di 3.35kg

La chiave di bloccaggio non ha alcuna funzione elettrica ed è ubicata sulla parte fissa del telaio



E’ presente un indicatore dello stato di carica a led attivabile da pulsante (per capire se ci si è ricordati di caricarla )



Non ci sono interruttori perciò i contatti rimangono sempre sotto tensione
Sono però ben incassati nel connettore e non facilmente “toccabili”, però se si ripone la batteria insieme ad altre cose (in valigia o nello zaino) è bene prestare attenzione ad eventuali oggetti conduttori posti nelle vicinanze
Nella foto è visibile anche il connettore di ricarica facilmente accessibile anche a batteria montata



Questi sono i contatti sulla bipa




La ricarica, come detto, può essere eseguita a batteria montata o estratta
Il caricabatteria è di tipo switching, senza ventola : è perciò silenziosissimo
Pesa 490 grammi compresi i cavi; eroga una corrente massima di 2.0A e ricarica la batteria completamente scarica in 7 ore e 30 minuti : è un tempo piuttosto lungo ma garantisce di non stressare la batteria e ne allunga la durata
Il caricabatteria ha dimensioni contenute e ben si presta ad essere portato con se
I cavi sono di lunghezza normale e la spina di rete è di tipo “europeo”
E’, classicamente, dotato di un led rosso che segnala quando è collegato alla rete e di un secondo led che si accende di color rosso durante la carica e diventa verde a carica ultimata






COMANDI e REGOLAZIONE DELL’ASSISTENZA

Un display ben visibile riporta molte utili indicazioni



La pagina principale indica : la velocità di marcia, la temperatura ambiente, il livello di assistenza selezionato, la tensione della batteria sia con una barra analogica che col valore numerico in volt, una barra analogica della potenza richiesta alla batteria e i valori da ciclocomputer (la foto fa vedere anche la luminosità della retroilluminazione)




Questa è la pagina per gli “smanettoni” che indica anche la potenza muscolare esercitata sui pedali, i watt assorbiti dal motore e il consumo in Wh/km !!!
Finalmente un display fatto da chi usa davvero una bici elettrica !!!




Questa è la pagina riassuntiva in cui sono indicate anche le calorie consumate dal ciclista
(è accessibile solo a bipa ferma per non indurre troppe distrazioni al guidatore)



Le cifre sono grandi e i simboli ben leggibili anche in pieno sole
Per la notte, è retroilluminato e ben leggibile
I pulsanti invece rimangono bui e occorre trovarli al tatto

L’indicazione fornita è precisa: giusto per fare il pignolo, indica il 2% in più sia nei chilometri percorsi che nella velocità (e per fare ancora di più il pignolo segnalo che i valori di velocità ed autonomia riportati qui nel test sono i valori reali e non quelli indicati dal cruscottino)
Sull’esemplare che ho provato ho rilevato un difetto: le cifre della potenza muscolare e di quella elettrica “ballano”, ovvero cambiano molto rapidamente valore seguendo tutte le fluttuazioni della grandezza misurata ed è un pò difficile interpretare il valore reale; ma stanno già ovviando a questo inconveniente (che non si manifesta però sull’indicazione della velocità)

I pulsanti per cambiare il livello di assistenza e per commutare le indicazioni del display sono posti vicino alla manopola, in posizione ben raggiungibile senza muovere la mano
Si azionano bene anche con i guanti



Il pulsante “freccia in giù” avvia la camminata assistita



MOTORE

Ecco il gruppo motore OLIEDS che equipaggia la Modena Evo



qui è visto da sotto
L’attacco è uguale a quello dei gruppi motore Bosch




Questo è il particolare del motore
Molto interessante è il fatto che si può smontare tale motore senza dover rimuovere il gruppo dal telaio
Considerato che anche la centralina è accessibile a gruppo montato, direi che la manutenzione è davvero facilitata e che il sistema è progettato con acume




La linea di catena risulta ottimale




Qui si vede la ridotta sezione del gruppo motore



(nella foto il motore sembra interferire con la rotazione del pedale: ovviamente non è così, è solo un effetto prospettico dovuto all’obbiettivo di corta focale utilizzato)


C’è il consueto sensore di velocità che legge i giri al minuto della ruota posteriore




Tutto il gruppo motore è costruito badando alla robustezza e alla durata

La coppia erogabile è di 80Nm al pedale (o alla ruota se si usa un rapporto corona/pignone 1:1)

La spinta è buona e vigorosa
Durante la marcia il motore è silenzioso e lo rimane anche quando è sotto sforzo elevato
Mi viene da definirlo “potente e gentile “: ti mette a disposizione tutta la sua forza ma senza importela

Armony Modena Evo - rumore in marcia





CABLAGGI

Il cablaggio elettrico della Modena è ridotto ad un cavetto che arriva al cruscottino e da qui alla pulsantiera
Tutto il resto è inglobato nel telaio e nel gruppo motore

Al manubrio il cablaggio è ordinato e tutto passa da guaine che raggruppano i vari comandi soprattutto meccanici; poi tutto scompare rapidamente all’interno del telaio



Resta solo un ulteriore cavetto che va al sensore di velocità sulla ruota posteriore



MODALITA’ DI ASSISTENZA

La regolazione dell’assistenza è a controllo dello sforzo applicato ai pedali
Il sensore che misura la coppia applicata ai pedali si chiama “ torsiometro” e si usa questo termine per identificare il tipo di regolazione
In realtà la centralina utilizza sia il valore del torsiometro sia quello della velocità di rotazione dei pedali per determinare la corrente inviata al motore
In questo modo, se non si applica sforzo ai pedali il motore non viene avviato e altrettanto più si spinge sui pedali più il motore eroga potenza
L’effetto per il ciclista in sella è quello di sentirsi fortemente accresciuta la potenza dei muscoli perchè il motore “copia” la pressione muscolare accrescendola a livello di un professionista del ciclismo

Il torsiometro montato sul gruppo Olieds ha una risposta molto veloce e un ampio range di regolazione che va da 12kg (pari al solo peso della gamba) a 60kg (pari a praticamente tutto il proprio peso scaricato sul pedale)

Cambiando il livello di assistenza, si cambia ... la potenza del muscolo elettrico: ovvero il motore assiste sempre in modo proporzionale allo sforzo sui pedali, ma con più o meno vigore
Si può regolare fra l’aiuto fornito da un Pantani o da un Pix
Numericamente il motore assiste con le seguenti percentuali (sottolineo che tali valori sono tipici della Modena Evo e possono cambiare quando il gruppo motore Olieds viene montato su altri modelli)

a livello 1 100% (cioè il ciclista ci mette 100 e il motore altrettanto)
a livello 2 200% (cioè 100 dal ciclista e 200 dal motore e via così)
a livello 3 300%
a livello 4 400%

Questo implica che per mantenere una certa velocità o per superare una salita è necessario impiegare un certo sforzo muscolare via via crescente al diminuire del livello di assistenza impostato (vedi paragrafo “Velocità e Autonomia”)

La regolazione è efficace: si può viaggiare molto lenti o partire con spinta decisa a seconda della pressione sui pedali
La risposta del torsiometro è sempre regolare e proporzionata allo sforzo esercitato
La sensazione generale è che la Modena risulta molto pronta e gradevole

Col livello 0 l’assistenza è interrotta e si marcia solo con la forza dei propri muscoli; rimane però acceso il cruscottino con tutte le sue indicazioni

E poi c’è il livello 5
Per la prima volta di cui ho notizia, su un sistema a controllo dello sforzo applicato si ha anche la possibilità di
funzionare in “emulazione PAS”: ovvero il motore rimane attivo anche con la semplice rotazione dei pedali, senza sforzo applicato
Lo si potrebbe definire, citando una pubblicità di un deodorante, “altolà al sudore”
In questa modalità il motore eroga circa 130W che spingono la Modena a 22.5km/h senza alcuno sforzo muscolare
Se si spinge di più, si ritorna alla proporzionalità fra potenza muscolare ed elettrica, con un livello di assistenza al 400%
Questo funzionamento risulta molto utile perchè si ha comunque sempre disponibile tutta la potenza del motore senza dover agire su pulsanti o settaggi

E’ però solo una emulazione del sistema a controllo della rotazione dei pedali (detto appunto PAS) perchè la centralina, anche in questa modalità, controlla il motore “in corrente” e non in “tensione” (come avviene con i veri PAS)
Perciò falsipiani, vento e sconnessioni fanno calare la velocità perchè la potenza del motore rimane costante ; con i PAS “veri” controllati in tensione, all’abbassarsi della velocità la corrente aumenta e “compensa” automaticamente l’aumentata necessità di potenza
In pratica, col livello 5, appena c’è più richiesta di potenza bisogna spingere un pò altrimenti la velocità cala molto
E, sempre in pratica, con questa modalità si arriva a destinazione senza sudare: appunto “altolà al sudore” !

Tornando al funzionamento generale, l’assistenza si prolunga fino a 120 pedalate al minuto ed inizia praticamente a zero ped/min; i progettisti mi hanno detto che il sistema è ottimizzato per 66 ped/min perciò ben centrato per i percorsi in salita

Quando si effettua la cambiata, bisogna alleggerire con un mezzo secondo di anticipo la spinta sui pedali perchè il sensore sente subito la variazione ma c’è una certa inerzia del motore;
il riattacco è immediato ma progressivo e senza strappi
Quando si viaggia in “emulazione PAS” e si cambia marcia, alleggerire non basta perchè il motore continua ad erogare i suoi 130W e un pò di strappo sulla catena lo si avverte (ma alla Olieds mi hanno tranquillizzato perchè nelle loro prove di fatica questo strappo non ha dimostrato di accorciare significativamente la durata della catena e dei pignoni)

E’ presente un controllo tachimetrico (cut-off) che stacca inesorabilmente l’assistenza quando si superano i 26.0km/h



AVVIO DELL’ASSISTENZA

La partenza è immediata alla pressione del pedale ma avviene solo se si spinge con almeno 24kg: in questo modo si evita che, quando si è fermi al semaforo, il motore si avvii col peso della gamba

Poiché il motore scarica la sua potenza attraverso il cambio, è consigliabile partire con un rapporto corto altrimenti l’accelerazione risulta debole (diciamo che prima di fermarsi è meglio scalare uno o due rapporti)

L’accelerazione è subito vivace e il motore spinge vigorosamente ma senza brutalità
La rumorosità resta molto contenuta e solo se c’è silenzio chi ci sta attorno può capire che la bici è elettrica

Armony Modena Evo - avvio assistenza su strada


C’è il comando “walk” ma non è utilizzabile come “soft-start” per partire senza pedalare (e non avrebbe la potenza per farlo)



ACCELERAZIONE

Ecco il consueto grafico della velocità in funzione della distanza percorsa e del tempo



Il tempo per percorrere 50m da fermo è breve: 10.11” e la velocità di uscita è 25.1 km/h
(questa prova viene eseguita con la batteria appena staccata dal caricabatteria dopo la ricarica)
E’ una buona accelerazione che consente di districarsi agilmente nel traffico

Il valore è ottenuto applicando ai pedali circa 85W che è maggiore di quello che normalmente viene utilizzato nei pix-test che è di 70W; tale sforzo maggiorato è necessario per poter attivare il torsiometro e perciò per avere una buona erogazione di potenza da parte del motore



NEL TRAFFICO

La spinta del motore è vivace e, nel traffico, ci si muove disinvoltamente; la bipa è assai agile
Il telaio è giustamente elastico

La regolazione dell’assistenza col sensore di sforzo consente di regolare rapidamente e istintivamente la spinta del motore e la velocità di marcia al valore desiderato
Non ho mai riscontrato vuoti di potenza o improvvise accelerazioni: il comportamento del motore è sempre stato docile e prevedibile
Si guida volentieri in città
L’attacco dell’assistenza non è mai brusco e non mette in imbarazzo nemmeno nelle manovre a raggio stretto
Il riattacco è pronto e potente

La manovrabilità è ottimale anche per via dei pesi di gruppo motore e batteria concentrati nella zona centrale
Il confort di marcia è buono e resta tale anche sulle piccole irregolarità; sulle buche l’ammo anteriore raggiunge facilmente i suoi limiti

La sensazione generale è che la Modena nel traffico è molto pronta e gradevole



COMPORTAMENTO IN SALITA E PENDENZE SUPERABILI

Le salite ripide sono il punto di forza dei sistemi a motore centrale e la Modena Evo non smentisce questo fatto; ma per ottenere tutta la forza del motore è necessario esercitare una spinta decisa sui pedali (che comunque non diventa mai eccessiva)

Ecco la tabella degli sforzi necessari sulle varie pendenze e le velocità relative




La partenza in piano può avvenire con sforzo modesto, anche con marce lunghe (ma in questo caso l’accelerazione è debole)

La marcia in piano può avvenire anche senza esercitare spinta sui pedali con il livello 5 “emulazione PAS” (vedi “Modalità di Assistenza”)

Il cavalcavia al 4% viene superato a 20.0 km/h col semplice peso della gamba sui pedali (a livello 5 e in 7.a marcia)
La ripartenza richiede una pressione sui pedali leggera (20kg in 5.a marcia)

Armony Modena Evo - cavalcavia 4 %



La salita al 10% si supera a 10.4km/h , in 1.a marcia e con una potenza sui pedali di circa 86W; è un valore di sforzo sostenibile senza difficoltà ed è simile a quello necessario in piano
La ripartenza richiede una spinta sui pedali di soli 24kg:

Sul tratto al 13.5% la velocità è scesa a 7.6km/h ma sempre con una spinta sui pedali modesta (17kg)
La ripartenza ha richiesto 28kg

Armony Modena Evo - salita 10 % e 13.5%



Sul 17% lo sforzo sale a 19kg applicati ai pedali e la velocità si attesta sui 7.4km/h
La cadenza di pedalata è ancora sufficiente per poter scaricare con buon rendimento la propria potenza muscolare (48ped/min)
La ripartenza è avvenuta con 36kg di spinta muscolare (comincia ad essere sensibile ma ancora sostenibile anche da chi non è muscoloso)

Armony Modena Evo - salita al 17%



Anche sul 20% lo sforzo necessario non diventa eccessivo : 22kg per 7.0km/h
Però la cadenza di pedalata comincia a diventare lenta (46 ped/min); da qui in poi è appannaggio di ciclisti muscolosi che possono spingere più vigorosamente facendo risalire la velocità (e perciò la cadenza di pedalata)
La ripartenza mi ha richiesto 44kg
Anche su tale pendenza il rumore in marcia non diventa avvertibile se non nelle immediate vicinanze

Armony Modena Evo - salita al 20%


La Modena Evo è una bipa stradale e ben difficilmente si dovrà cimentare con salite di tale entità che sono rare sulle strade asfaltate (proprio per sottolineare questo fatto, guardate come è ridotto il manto della salita al 20% che è stato rifatto non più di un anno fa e che non viene percorso da traffico)
Se fosse necessario affrontare tratti ancora più pendenti, i rapporti del cambio non sarebbero più adeguati

Ho provato comunque anche la durissima rampa al 27%: sale e riparte !
In questo caso lo sforzo per avviarla è di 61kg che praticamente richiede di sollevarsi dalla sella

Armony Modena Evo - rampa al 27%



I valori indicati sono quelli “a minimo sforzo”; se si spinge con più vigore sui pedali le velocità crescono in modo sensibile perchè aumenta anche l’aiuto fornito dal motore



CAMMINATA ASSISTITA

Si può attivare la funzione di “camminata assistita” (Walk) tramite il pulsante “meno” sul cruscottino (tenendolo premuto per circa due secondi)
Come già detto, non è un “soft start” perché non ha abbastanza potenza da avviare la bipa con il ciclista a bordo
E si è rivelato piuttosto debole anche come “walk” : non riesce a far superare un cordolo alla bipa e in salita fatica a spingerla



VELOCITA’ e AUTONOMIA

Diciamo subito che, essendoci il cut-off tachimetrico, la velocità è limitata a 26.0km/h
E, poichè la centralina lavora “in corrente”, tale limite può essere raggiunto con ogni livello di assistenza (ovviamente con più o meno spinta muscolare che va di pari passo con la potenza erogata dal motore)

Ho eseguito diverse prove con i vari livelli di assistenza dal 3 al 5 e con vari sforzi sui pedali
Ecco la tabellina che riassume i risultati (il dato di autonomia per l’ultima prova “liv5 con pedalata” è stimato in base al consumo rilevato su una percorso di una decina di chilometri)
Le prove sono in ordine di velocità di crociera crescente

Dati energetici alle varie andature


La prima prova è stata eseguita col livello 3 marciando a velocità contenuta : 22.5km/h
L’autonomia totale normalizzata a 20°C risulta di 94.1km: ottimo valore per fare del turismo !!!
Ho viaggiato in 7.a marcia con una cadenza di 73ped/min
Lo sforzo muscolare applicato è stato di 80W perciò leggermente superiore ai consueti 70W che utilizzo nelle prove
E’ una marcia tranquilla che richiede poco sforzo e consente autonomie elevate;
in caso di bisogno, basta premere con più forza sui pedali per ottenere una spinta sostanziosa che porta subito ai valori massimi di velocià, assai utile per districarsi nel traffico
Direi che è la modalità di utilizzo che mi è piaciuta di più
Per un mio errore, il grafico non è completo fino alla scarica totale ma mi pare comunque significativo per vedere la costanza della velocità di crociera anche a batteria ormai scarica (il totale è stato 102km a 31°C)




Nella seconda prova ho utilizzato il livello 5 “emulazione PAS” e ho marciato il più possibile a “pedalata simbolica” cioè tenendo semplicemente in rotazione i pedali; ho calcolato un sforzo di appena 45W
Preciso che comunque nelle ripartenze, sui falsipiani e sulle salite ho aumentato la spinta per poter far erogare al motore più dei 130W della “emulazione PAS”
La velocità di crociera è risultata identica al caso precedente (che richiedeva più sforzo): 22.5km/h
A 32°C di temperatura, ho percorso 80.8 km tutti pienamente utilizzabili
Riportando il valore a 20°C si ottiene una autonomia normalizzata di 74.6 km : un valore di tutto rispetto




Ulteriore prova col livello 3 ma questa volta applicando uno sforzo muscolare sufficiente ad avere una velocità di 24.0 km/h
Tale sforzo muscolare è stato di 95W perciò maggiore dei consueti 70W (e lo ho avvertito nettamente in termini di stanchezza a fine prova)
A 32°C ho percorso 96.0km tutti pienamente utilizzabili
Come sempre riporto il valore a 20°C ed ottengo 88.6 km




Altra prova a livello di assistenza 4 : prova che si è rivelata molto simile alla precedente con sforzo muscolare applicato di 90W e con velocità di 24.2km/h
A 28°C ho percorso 88.1km ancora una volta tutti pienamente utilizzabili
Il valore riportato a 20°C fornisce una autonomia di 82.2 km




Ho anche fatto una prova (breve) utilizzando il livello 5 ma spingendo sui pedali per avere una velocità di 25km/h
Lo sforzo è calato a 85W nonostante la percentuale di assistenza sia la medesima del livello 4 (perciò 400%) e la velocità passata a 25km/h rispetto ai 24 della prova precedente
Evidentemente la “base” di 130W dovuti all’emulazione Pas alleggerisce ulteriormente lo sforzo
Considerando il consumo rilevato, stimo che l’autonomia in questa condizione sia di circa 71 km a 20°C


Qui riporto la tabellina redatta dal Costruttore



I valori dichiarati per l’autonomia sono sostanzialmente allineati con quelli che ho ottenuto nel test: brava la Armony che non vanta percorrenze inverosimili come invece spesso accade di vedere



MARCIA IN COPPIA

La marcia in coppia è senz’altro agevole modulando lo sforzo esercitato sui pedali e selezionando il rapporto più adeguato; si può regolare la velocità anche a valori molto bassi, fino al limite dell’equilibrio



MARCIA SU FONDI STERRATI

Sugli sterrati leggeri si viaggia bene e sicuri
Si regola bene la frenata ma i freni sono potenti e se si forza molto si può arrivare al bloccaggio dell’anteriore
Non si ribalta e il posteriore fa fatica a bloccarsi

Non è però la bipa a cui si può chiedere di affrontare sterrati impegnativi



TRASPORTO IN AUTO E IN TRENO

In auto si trasporta come una normale muscolare, solo un pò più pesante (21.7 kg senza batteria);
le parti elettriche non richiedono necessità particolari
Anche la lunghezza è come quella di una muscolare

Il punto di presa per il trasporto su scala è agevole ma molto stretto e la mano fatica ad entrarci
Il peso risulta appena sbilanciato in avanti (con la batteria montata)
Se invece la si afferra dal tubo sella, è più facile la presa ma risulta fortemente sbilanciata in avanti : in questo caso sarebbe opportuno rimuovere la batteria
Il suo trasporto da sollevata risulta agevole se non si prolunga nel tempo

Armony Modena Evo - trasporto su scala


Il trasporto in treno è di conseguenza sufficientemente agevole; occorre qualche “constorsionismo” per la dimensione generosa del manubrio che fatica a passare negli angusti spazi dei nostri vagoni nazionali
L’aggancio ai sostegni non presenta ostacoli (quando ci sono )



Nel viaggio relativo alla foto ho approfittato del fatto che ero il solo con la bici al seguito e non l’ho agganciata verticalmente; l’ho solo bloccata con una corda elastica per evitare che cadesse al passaggio sugli scambi
Ma vedo che gli scomparti bici sono sempre più affollati

Negli ascensori standard delle ferrovie entra con la sola accortezza di tenere girato il manubrio






PEDALABILITA’ AD ASSISTENZA DISINSERITA – SCORREVOLEZZA

La scorrevolezza al banco risulta buona
Dal filmato si può apprezzare che la ruota motrice scorre meglio di quella anteriore (che aveva i perni leggermente stretti) e tale scorrevolezza è stata confermata dalle prove in discesa
Anche la pedalata indietro è libera
Nell’ultima parte del filmato ho portato la ruota posteriore a velocità elevata per saggiare la resistenza da parte del cinematismo interno alla pedalata muscolare: si vede in effetti che i pedali (che non ingaggiano i pignoni posteriori che ruotano molto più veloci) hanno una certa viscosità nel movimento; e questo è un effetto tipico delle motorizzazioni centrali

Armony Modena Evo - scorrevolezza al banco


La prova dinamometrica a 18km/h (velocità bassa per minimizzare l’effetto della resistenza dell’aria ed evidenziare invece la scorrevolezza meccanica) conferma la buona scorrevolezza ma anche la viscosità della pedalata e indica una richiesta di 105W applicati ai pedali: non è un valore da primato ma consente di marciare agevolmente anche a batteria completamente scarica oppure ad assistenza disinserita
I rapporti del cambio consentono di trovare facilmente la giusta cadenza di pedalata anche a motore spento

Ecco come si presenta senza batteria






IMPIANTO LUCI

L’impianto luci è alimentato da pile indipendenti che possono essere anche ricaricabili

Anteriormente è montato un fanale a led dotato di luce fissa e lampeggiante
E’ alimentato da 3 pile tipo AAA
Produce una luce ottima per essere visti (anche lateralmente) ma appena sufficiente per illuminare la strada in assenza di luci pubbliche



Il fanale posteriore è anch’esso a led e a luce solo fissa (lo so che il codice prescrive questo, ma a me piace di più la luce lampeggiante che ci fa identificare facilmente come ciclisti da parte delle auto che sopraggiungono)
La luce che irradia è buona e ben visibile anche lateralmente
L’alimentazione è data da due batterie tipo AAA che garantiscono una ventina di ore di funzionamento
Il fanale incorpora anche il catadiottro ed è a norma europea



L’apertura del vano batterie è facile per entrambi i fanali e non richiede l’uso di attrezzi

L’immagine seguente rappresenta quello che vede un automobilista che illumini la Modena lateralmente con i fari:
si nota bene l’ottimo effetto riflettente dei pneumatici






ANTIFURTO

La Modena Evo non è dotata di antifurti di serie salvo la chiave di bloccaggio della batteria
Assolutamente necessario dotarla del sistema preferito per poterla affrancare solidamente a qualche struttura fissa durante il parcheggio

Sul telaio è bulinato il numero di serie: molto utile per poterne rivendicare il possesso



E’ disponibile, opzionale, un pacchetto “garanzia furto”



ACCESSORI

Sono applicabili i normali accessori da bicicletta

Per applicare un seggiolino per i bimbi è meglio verificare la possibilità di montaggio sul portapacchi che ha una forma particolare; invece lo scavalco basso ne consente un facile e sicuro utilizzo

E’ disponibile una App per il monitoraggio della propria attività
Citando la descrizione di tale App: “Consente di controllare la velocità, il livello di batteria, determinare durata e distanza del percorso effettuato e regolare tutte le funzioni per configurare al meglio la performance e monitorarla in tempo reale” (per avere tutte le funzioni richiede un adattatore opzionale)



CERTIFICAZIONI, GARANZIA E PREZZI

La Modena Evo è certificata per le norme europee su robustezza bici da turismo, Epac e compatibilità elettromagnetica
Sul telaio è riportata la conformità alla normativa 15194 relativa all’assistenza elettrica



La garanzia è di 2 anni su tutta la bipa
Sulla batteria la garanzia è di 6 mesi

Il prezzo di listino, al momento del test, è di 2499 €




CONSIDERAZIONI SULL’UTILIZZO

Bici elettrica gradevole di aspetto e funzionale nell’uso
Agile in città e abbastanza confortevole anche su fondi dissestati
Il telaio aperto la rende adatta a portare cose sul portapacchi posteriore e all’utilizzo di un seggiolino per bimbi
La potenza del motore ci aiuterà anche in queste circostanze per fare il minimo della fatica

Ha una notevole autonomia per le gite fuori porta anche in modalità a basso utilizzo muscolare
Sicuramente adatta a percorsi con salite anche ripide perciò in città collinari o in montagna

Il trasporto in treno è realizzabile per le gite ma non per uso “commuter”
Utilizzarla come tender del camper richiede di valutare le sue dimensioni da bici muscolare

Affronta bene gli sterrati leggeri, ma meglio evitare quelli accidentati



NOTA

Tutti i dati sono ottenuti col mio peso a bordo: 75kg vestito e con gli accessori tipo navigatore satellitare e fotocamera


Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"

andrea 104KG
Utente Master


Marche


6193 Messaggi

Inserito il - 14/09/2017 : 23:23:16  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Che bella prova! complimentissimi come sempre perfetta!
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@lby64
Utente Master


Veneto


2066 Messaggi

Inserito il - 15/09/2017 : 08:26:35  Mostra Profilo Invia a @lby64 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Veramente ottimo, anche la serietà dei dati dichiarati
che qualifica la serietà dell'azienda.
Interessante ovviamente la modalità PAS + torque
on line pronto alla bisogna anche se qualche decina
di W in più in PAS non sarebbero male, almeno
per raggiungere i fatidici 25 km/h in totale simbolica.

Spero ci sarà la possibilità di provare questo
motore su qualche bipa a Verona (qualcuno lo sa?).




“L’età della pietra non finì perchè finirono le pietre". Ahmed Zaki Yamani
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dibi
Utente Attivo


Campania


723 Messaggi

Inserito il - 15/09/2017 : 11:56:43  Mostra Profilo Invia a dibi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Pix. Test completissimo come sempre.

Trovo però assurdo che una bici da città che costa circa 2.500 euro
monti un tale impianto luci.
Ma mi sembra di capire che sia un
difetto di quasi tutte le ARMONY.

“La terra non è un eredità ricevuta dai nostri Padri
ma un prestito da restituire ai nostri figli”.
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Miura72
Utente Senior



Veneto


1327 Messaggi

Inserito il - 15/09/2017 : 18:42:33  Mostra Profilo Invia a Miura72 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Bella Pix bravo l'ho vista oggi in fiera
mi fa rabbia
mi avrebbe piaciuto vederla dal vivo come funzionava
cavoli mi viene inmente ora, che la potevo provare fuori che c......e
be vuol dire che ho la scusa di ritornare in fiera, e la proverò

Esperia al piombo 2009 Comperata 349 euro venduta 100 euro
Bottecchia be 2 Lady fatti 3989 Km da agosto 2014 Comperata 500 euro venduta 100 euro
Bipa artigianale Miura72 full mot BBS01 febbr 2016 fatti circa 10.002 Km

Winora Sinus Dyo-9 Luglio 2017 fatti 6040 Km

Ordinato nuvo telaio
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andrea28
Utente Medio



Lombardia


362 Messaggi

Inserito il - 15/09/2017 : 19:42:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hai portato i tests a un livello 2018 !
COMPLIMENTI

Atala B-cross cx 500 Marzo '18
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bubunapoli
Utente Senior


Campania


1655 Messaggi

Inserito il - 15/09/2017 : 19:47:25  Mostra Profilo Invia a bubunapoli un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
mi capita spesso di ritornare a leggere qualche " vecchio"pix-test
per qualche dettaglio che mi ha incuriosito.
Ebbene mi sembra di leggere qualcosa dell'oltretomba, eppure
parliamo di bipa di appena 7-8 aa fa.
Mi sa che l'evoluzione tecnologica viaggia più veloce dell'immaginazione...
non tanto per la parte meccanica, quanto per l'elettronica.

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Sergiom1961
Utente Senior



Campania


1861 Messaggi

Inserito il - 15/09/2017 : 21:23:56  Mostra Profilo Invia a Sergiom1961 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sinceramente mi hanno deluso il prezzo e le prestazioni.
Meglio una Ecletta MC che costa 800 euro di meno e:
Al 10% sale in terza a 16.2 kmh a pedalata simbolica contro 10.41 in prima e al 17% sale a 11.8 contro i 7.4 della Armony
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spinellino
Utente Medio



199 Messaggi

Inserito il - 20/09/2017 : 09:32:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma come viene giustificato il prezzo così elevato? La componentistica è tutta assolutamente entry level: cambio, forcella, freni, impianto luci...una bici del genere dovrebbe costare molto meno di 2000€. O mi sto perdendo qualcosa?
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Sergiom1961
Utente Senior



Campania


1861 Messaggi

Inserito il - 21/09/2017 : 03:25:36  Mostra Profilo Invia a Sergiom1961 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non ti stai perdendo niente. Siamo in Italia! Questa bici, venduta onestamente, non dovrebbe costare più di 1200.
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Sergiom1961
Utente Senior



Campania


1861 Messaggi

Inserito il - 21/09/2017 : 03:38:35  Mostra Profilo Invia a Sergiom1961 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ma visto la prova, non la comprerei manco a 1000 euro. motore italiano... ok ma un Dapu hub a 48 volt gli
fa vedere la polvere. poi ognun
o è libero di essere masochista....
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