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Inserito il - 07/11/2017 : 23:16:17  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La BAD-BIKE di Napoli http://bad-bike.it/ ha in catalogo molti modelli con le ruote FAT
Questa della prova ha una caratteristica particolare: è pieghevole !
Non è pensata per essere portata facilmente in treno o sui bus: dimensioni e peso la rendono poco adatta
Ma la possibilità di piegarla consente di poterla caricare agevolmente in auto o di stivarla in uno spazio ristretto in garage

si chiama

BIG BAD


Eccola in una colorazione che, se non bastassero le gomme, non la fà certo passare inosservata










E’ disponibile in altre colorazioni, compreso questo verde militare




Il modello in prova mi è stato gentilmente messo a disposizione dalla stessa Ditta costruttrice e l’ho portato in giro per più di 300 km

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IN BREVE

Il telaio è inedito per una “Fat”: è pieghevole e a scavalco basso
Tutto in alluminio, è di tranquillizzante solidità
La forcella anteriore è assai massiccia
Non è ammortizzata perché questa azione è delegata alla larga sezione delle gomme

Lo scavalco è abbastanza basso e largo: si sale e si scende anche con bagagli sul portapacchi o nel caso in cui si debba scendere precipitosamente di sella
Robustezza e dimensioni si fanno sentire ed il peso complessivo è di 27.3 kg compresa la batteria
Il cannotto sella è ammortizzato e, insieme all’imbottitura della sella ed ai generosi “gommoni”, rende la bipa confortevole anche su fondi sconnessi
La regolazione dell’altezza è di tipo rapido e la regolazione dell’inclinazione è “fine”
La posizione in sella è a busto leggermente inclinato in avanti (cosiddetta “intermedia”)

Il manubrio è dritto, da MTB, e la presa è sicura, ma le manopole non sono troppo confortevoli nei lunghi tragitti
La pipa è fissa ma l’altezza è modificabile con uno sgancio rapido da un minimo di 1140mm perciò piuttosto alta, ma è possibile abbassarla di altri 50mm tagliando un tratto del cannotto
La serie sterzo è a cuscinetti semintegrata

Il cambio è uno Shimano Altus a deragliatore con 7 rapporti preciso e rapido da azionare
Il comando del cambio è a rotazione, Shimano Revoshift, un pò duro
Il range dei rapporti è ampio e consente di marciare ad ogni velocità con una pedalata tranquilla

La ruota anteriore è dotata di sgancio rapido; la ruota posteriore richiede, per lo smontaggio, l’uso di una chiave esagonale da 18mm e il distacco del connettore del motore

La stabilità in marcia è risultata piacevolmente elevata: in discesa sono arrivato a 54.1 km/h con un’ottima sensazione di controllo: sembra di guidare una moto !

Il portapacchi posteriore è robusto ma un pò corto; la larghezza è di 140mm perciò adatta al montaggio di un seggiolino per bimbi
L’assemblaggio è curato e ne risulta un aspetto ben rifinito; la componentistica è di buon livello

I pneumatici sono larghi 4” a bassa pressione e conferiscono a questa bipa un aspetto che non passa inosservato
L’attrito dipende fortemente dalla pressione di gonfiaggio
Su asfalto o sterrati leggeri si gonfiano a 1 bar e il loro attrito è appena superiore a quello di una qualsiasi bipa con pneumatici un po’ generosi
Ammortizzano assai bene le asperità stradali regalando un ottimo confort di marcia
Su sterrati più impegnativi e su terreni soffici si gonfiano a 0.5 bar: l’attrito cresce ma cresce ancora di più il confort di marcia; erba, sabbia e anche ghiaia si superano assai bene “galleggiandoci” sopra
E dove non si riesce più a restare in sella, c’è la potente “camminata assistita” che ci tira fuori d’impaccio
Però se le buche diventano profonde, l’effetto ammortizzante non è più sufficiente e ci vorrebbe anche l’ammo anteriore
Il “difetto” che ho riscontrato è l’elevata rumorosità

L’impianto frenante è realizzato con dischi ad azionamento idraulico Tektro Auriga E-Comp
L’anteriore è da 180mm e il posteriore da 160
Le leve, anch’esse Tektro E-Comp, sono molto morbide da azionare e comode da usare
Entrambe le leve sono dotate di sensori di cut-off dell’assistenza
La frenata è potente ed ottimamente modulabile: da 25 km/h ci si arresta in 3.55m
Nei percorsi in discesa la frenata rimane sempre potente ed efficace, senza surriscaldamenti anche con un uso gravoso
Ottima la soluzione con i dischi per una bipa che facilmente incontra fango, sabbia e neve dove i V-Brake soffrirebbero moltissimo
Si manifestano dei bloccaggi alla ruota posteriore ma non fanno minimamente perdere la stabilità di guida
Non c’è tendenza al ribaltamento in avanti

Su questo modello, grosso e pesante 24 chili senza batteria, la piegatura non ha lo scopo di renderlo trasportabile sui mezzi pubblici, ma quello di consentirne il trasporto in auto
La manovra di piegatura si esegue senza difficoltà in meno di mezzo minuto, ma bisogna fare un pò di pratica per via del peso
L’ho caricata nel bagagliaio della mia Clio 3: bisogna ribaltare gli schienali posteriori, ma in questo modo ci stanno ancora molti bagagli oppure due BigBad

La centralina è alloggiata sotto alla batteria: la posizione è molto bene protetta e assai facilmente raggiungibile
La centralina è dotata di autospegnimento dopo 5 minuti di inattività

La batteria è una generosa Litio 36V 13Ah 468Wh assemblata con celle Samsung: ha una generosa capacità come richiesto da una bipa adatta a terreni difficili
E’ alloggiata dietro al tubo sella; questa posizione favorisce l’equilibrio delle masse ma allunga la bipa; però siamo in presenza di un telaio corto perciò questo allungamento diventa positivo per la stabilità in marcia
La chiave ha funzione di blocco meccanico e di interruttore elettrico
La forma del contenitore è il cosiddetto “silver fish” perciò facilmente reperibile sul mercato dei ricambi
L’estrazione della batteria avviene sfilandola verso l’alto ed è facile da eseguire, ma occorre sfilare la sella (c’è lo sgancio rapido sul cannotto)
E’ presente un indicatore di carica a 4 led attivabile tramite pulsante anche a batteria estratta

Il caricabatteria è “classico” : switching, senza ventola e con corrente di carica 2° e ricarica in 7 ore e 45 minuti da batteria completamente esaurita

Il cruscottino, posto al centro del manubrio, è dotato di un ampio schermo a cristalli liquidi retroilluminato che riporta molte indicazioni
La sua visibilità è buona anche in piena luce ma soffre di qualche riflesso di troppo; al buio è gradevolmente retroilluminato di azzurro e ancora meglio leggibile
Vi si leggono lo stato di carica della batteria, la velocità istantanea, il livello di assistenza impostato, l’accensione delle luci e i dati tipici da ciclocomputer
Una pulsantiera, comoda da azionare col pollice anche se si indossano guanti, è ubicata sul lato sinistro del manubrio
Sul fianco del display è presente una presa USB

La BigBad è dotata di un motore montato nel mozzo ruota posteriore (hub) marca 8Fun / Bafang da 250W, a 36V, brushless, geared e sensored modello SWX-02P la cui spinta è buona e sempre vigorosa
Non è particolarmente silenzioso, ma il rumore non aumenta quando è sotto sforzo
Il cablaggio è ordinato ma esterno, come assai spesso sulle bipa pieghevoli; i cavi sono comunque ber raggruppati ed inguainati Ogni utenza è dotata del proprio connettore
Il dischetto del PAS è montato sull’asse pedali lato corona

La centralina è a controllo della rotazione dei pedali con 5 livelli di regolazione (più lo “zero”) e con la modulazione dell’assistenza in funzione della velocità di pedalata fra 14 e 45 ped/min; è perciò possibile la “pedalata simbolica” ma solo se si fanno girare i pedali sopra ai 45 giri al minuto (che è comunque una cadenza lenta)

La centralina è del tipo a controllo di tensione, cioè ad ogni livello corrisponde una certa velocità massima
E’ presente il cut-off tachimetrico tarato a 28km/h perciò la massima velocità assistita su strada si ferma a questo valore
ma il motore sarebbe in grado di spingere la bipa a velocità sensibilmente più alte

L’avvio dell’assistenza avviene dopo mezzo giro di pedale (180°) pari a 1.6m in prima marcia; il motore, per la presenza della modulazione, parte in modo progressivo ma vigoroso
Questa partenza progressiva aiuta nelle manovre a bassa velocità ed evita slittamenti anche sui fondi più scivolosi
(non dimentichiamo che uno degli utilizzi di questi pneumatici FAT è la neve !)

Al 5.o livello si innescano delle “onde” nella velocità: si arriva rapidamente all’intervento del limitatore poi la velocità scende e poi il motore riattacca vigorosamente ... e così di seguito
Con il pulsante “soft-start” non è necessario esercitare alcuno sforzo sui pedali in partenza e l’avvio è vigoroso ed immediato
Il soft-start non prevale sulla pedalata, perciò si parte tenendo premuto il relativo pulsante ed automaticamente, quando iniziamo a pedalare, prende il sopravvento la pedalata
L’aiuto del soft-start in salita è consistente ed è molto utile anche in caso di partenze su ghiaia o sabbia; ci si può avviare e salire su una pendenza del 12% (che è tosta) senza nemmeno mettere i piedi sui pedali
Agendo su una qualsiasi delle leve dei freni, l’assistenza si interrompe immediatamente

Il tempo per percorrere 50m da fermo è 9.20” ... ma l’ho ottenuto escludendo il limitatore di velocità
La velocità di uscita è stata di 29.9 km/h
Sono valori ottimi che si mantengono sopra alla media anche con il limitatore di velocità tarato entro i limiti di legge
L’appellativo di “cattiva” le sta bene

La spinta del motore è vivace e, nel traffico, ci si muove disinvoltamente; la bipa è assai agile al contrario da quanto ci si aspetterebbe dalle gomme così larghe
Il cambio a 7 rapporti consente di trovare facilmente la giusta cadenza
L’attacco dell’assistenza non è mai brusco ma poi l’accelerazione è potente

L’ammo sella e i pneumatici FAT assorbono benissimo lo sconnesso urbano anche se gonfiati a 1 bar
Sampietrini e acciottolati non fanno sentire la loro presenza ne sui polsi ne sul didietro
Attenzione alla forma dei parcheggi per le bici: la ruota spesso non entra negli incavi previsti

Il cavalcavia al 4% viene superato disinvoltamente a 25.7 km/h senza esercitare alcuno sforzo sui pedali
Il tratto di prova al 10% si supera a 13.2km/h , in 1.a marcia e assecondando solamente la rotazione dei pedali
La ripartenza, utilizzando il soft-start, non richiede alcuno sforzo
Comodissimo il fatto che il soft-start si esclude automaticamente quando inizia la pedalata
Sul 17% la velocità scende a 9.5km/h ma la cadenza di pedalata rimane ottimale : 50 ped/min; la pressione sui pedali richiesta è di 27kg che inizia a diventare sensibile
La modulazione dell’assistenza in funzione della cadenza di pedalata fa sentire il suo effetto negativo su queste salite impegnative; dato che non si raggiungono facilmente frequenze di pedalata elevate, la centralina non invia al motore tutta la potenza di cui è capace, penalizzando il comportamento in salita
La ripartenza è richiede 32kg di spinta muscolare con l’ausilio del soft-start: ancora sopportabile
Sulla durissima rampa al 27%, sale se già in velocità ma siamo al limite e la ripartenza risulta impossibile anche col soft-start
In definitiva la BigBad non è una scalatrice purosangue, ma su pendenze anche molto faticose muscolarmente, ci allevia fortemente l’impegno fisico
Si può attivare la funzione di “camminata assistita” che è molto potente e permette di cavarsi d’impaccio se il terreno diventa troppo morbido per restare in sella o se la pendenza diventa eccessiva

Ho eseguito una prova di autonomia a livello 4, applicando ai pedali i consueti 70W medi
La velocità “tipica” è stata di 24.5 km/h
A 20°C si ottiene una autonomia utile di quasi 56km con altri 4 chilometri “in riserva”
Valori interessanti considerata la buona velocità di marcia

Nella prova al livello di assistenza massimo (5) ho rilevato una velocità tipica di 28km/h determinata dall’intervento del limitatore tachimetrico (con i consueti 70W muscolari) e che si è mantenuta tale per tutta la scarica
A 20°C si ottiene una autonomia utile di più di 43km con il solito paio di chilometri “in riserva”
Si può viaggiare velocemente , al limite del codice della strada, contando su una buona autonomia

Portando la pressione dei pneumatici a 0.7bar non ho rilevato differenze nell’autonomia: consiglio di tenere sempre questa pressione per aumentare il confort (ma non scendete al di sotto perchè i consumi si impennano)

La marcia in coppia è agevole per l’elevato numero di livelli di assistenza disponibili e per la presenza della modulazione in funzione della velocità di pedalata

Sugli sterrati leggeri si viaggia esattamente come sull’asfalto: pneumatici e ammo-sella funzionano bene
Le buche si sentono ma diventano “morbide” e non provocano spiacevoli “martellate” sulle nostre ossa
Gli acciottolati si percorrono senza disagio
Su sterrati difficili il grip è elevato, ma la poca escursione dell’effetto ammortizzante delle gomme fa desiderare di avere una bipa dotata di ammortizzatori a corsa lunga
Neve, fango, erba, ghiaia e sabbia sono i fondi su cui ci si può cimentare con grande soddisfazione con questa bipa, anche in virtù dell’erogazione progressiva e mai violenta del motore e della sua potenza

In treno non è per niente agevole portarla per via delle generose dimensioni e per il peso significativo
Bisogna anche considerare che le sue grosse gomme non entrano negli incastri o nei ganci

La scorrevolezza al banco risulta buona: il motore è dotato di ruota libera e i pedali non vengono minimamente frenati dalla presenza del motore
Nonostante la gommatura ... esagerata, la EVO FAT risulta scorrevole come molte altre bipa: 106W muscolari per viaggiare a 18km/h,

Come altre Bad-Bike provate, anche la BigBad ha un ottimo impianto di illuminazione: il faro anteriore a led illumina bene la strada anche quando bagnata; è alimentato dalla batteria principale e rimane acceso anche a batteria troppo scarica per il motore
La luce posteriore, monoled rosso a luce fissa, è ben visibile anche lateralmente; è dotata di batteria al litio autonoma e si ricarica con un pannellino solare; non è dotata di catadiottro
La visibilità laterale quando illuminata dai fari delle auto è sufficiente ma non di più

La BigBad non è dotata di antifurti meccanici di serie salvo la chiave di bloccaggio della batteria
C’è la possibilità di attivare un PIN numerico per poter accendere la centralina: questo evita che un eventuale ladro possa scappare con l’assistenza attiva, perciò velocemente
Purtroppo un tale sistema difende poco dai furti perchè comunque la bipa è abbastanza scorrevole da consentire di marciare senza assistenza

Sono applicabili i normali accessori da bicicletta
Sono disponibili diversi tipi di borsa, dalle bisacce laterali ad una borsa da manubrio che consente di alloggiare ed utilizzare lo smartphone come navigatore (tenendolo carico tramite la porta USB della bipa)

La BigBad è certificata per le normative europee vigenti: EN15194 EPAC per le biciclette a pedalata assistita, EN14764 per le bici da turismo
La garanzia prevede: 7 anni sul telaio; 2 anni a scalare per la batteria e 1 anno per tutto il resto della bipa

Il prezzo di listino al momento delle prova è di 1970€



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Qui c’è la SCHEDA con il riassunto delle caratteristiche principali






CICLISTICA

Il telaio è inedito per una “Fat”: è pieghevole e a scavalco basso
Tutto in alluminio, è di tranquillizzante solidità
Nonostante i giunti per la piegatura, non ho rilevato elasticità ne tanto meno svirgolamenti
La sua lunghezza, a causa della posizione della batteria e della grande sezione dei pneumatici, è come quella di una bici da 28”: 1890mm



La forcella anteriore è assai massiccia; oltre ad avere le giuste caratteristiche meccaniche, si armonizza bene con la grossa larghezza dei pneumatici
Non è ammortizzata perché questa azione è delegata alla larga sezione delle gomme

Lo scavalco è abbastanza basso e largo: si sale e si scende anche con bagagli sul portapacchi o nel caso in cui si debba scendere precipitosamente di sella su qualche sterrato insidioso

Robustezza e dimensioni si fanno sentire ed il peso complessivo è di 24.0 kg senza batteria e 27.3 kg con a bordo il “serbatoio di elettroni”

La sella è di tipo “unisex” imbottita e con molle; risulta confortevole anche su fondi sconnessi



Il cannotto è ammortizzato e, insieme alla sella ed ai generosi “gommoni” rende la bipa confortevole anche su fondi sconnessi
La regolazione dell’altezza è di tipo rapido e la regolazione dell’inclinazione è “fine”




La posizione in sella è a busto leggermente inclinato in avanti (cosiddetta “intermedia”)




Il manubrio è dritto, da MTB, e la presa è sicura, ma le manopole sacrificano a questa salda presa un pò di comodità
Il diametro è proporzionato a questa bipa: 32mm nel punto di attacco e 22 sulle manopole (attenzione agli accessori eventualmente da applicare perchè devono poter abbracciare tale generoso diametro)



La pipa è fissa ma l’altezza è modificabile con uno sgancio rapido
L’altezza minima è di 1140mm perciò piuttosto alta, ma è possibile abbassarla di altri 50mm tagliando un tratto del cannotto




La serie sterzo è a cuscinetti semintegrata




Il cambio è uno Shimano Altus a deragliatore con 7 rapporti che si è rivelato sempre preciso e rapido da azionare




Il comando del cambio è a rotazione, Shimano Revoshift, che risulta un pò duro da manovrare




Il range dei rapporti è ampio e consente di marciare ad ogni velocità con una pedalata tranquilla

Ecco la tabella relativa



Come si vede, a 28km/h la cadenza in 7.a è molto rilassata: 60 ped/min: non si frullano sicuramente le gambe !
E, all’altro estremo, si può marciare a 9.6 km/h con 50 ped/min in prima
Si potrebbe anche pensare di montare una corona più piccola per favorire la pedalata su fondi che frenano molto o in salita, ma il motore è potente e non ci fa scendere troppo di velocità


La ruota anteriore è dotata di sgancio rapido



La ruota posteriore richiede, per lo smontaggio, l’uso di una chiave esagonale da 18mm e il distacco del connettore del motore




La stabilità in marcia è risultata piacevolmente elevata: sulla discesa al 10% sono arrivato a 54.1 km/h con un’ottima sensazione di controllo
Il telaio trasmette una ottima sensazione di stabilità; le giunzioni non hanno giochi avvertibili ... ed è come se non ci fossero
Ve lo dico francamente: sembra di guidare una moto !
La marcia senza mani risulta stabile e, nonostante le grosse gomme, facilmente guidabile

Big Bad - marcia senza mani



Il cavalletto è monopiede; è molto robusto e montato vicino all’asse della ruota posteriore: mantiene bene in equilibrio la bipa
Consente la rotazione completa dei pedali, perciò si può spingere la bipa in retromarcia senza urtarlo con i pedali




Il portapacchi posteriore è robusto ma un pò corto




la larghezza è di 140mm perciò adatta al montaggio di un seggiolino per bimbi




I pedali sono pieghevoli; ci sono i catadiottri regolamentari




Il campanello è di tipo classico ma intonato al manubrio come forma e colore




L’assemblaggio è curato e ne risulta un aspetto ben rifinito; la componentistica è di buon livello






PNEUMATICI

La Bad-Bike si è un pò specializzata in modelli con le gomme grosse e, dopo la prova della EvoFat, mi trovo ancora a tu-per-tu con i pneumatici Fat






Sono dotati di tacchette piuttosto distanziate adatte a fare grip sui terreni sterrati



riporto quanto detto per la Evo, che vale anche per questa BigBad

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“La prima domanda che mi hanno fatto tutti quelli che hanno visto questa bipa è stata” ma fanno tanto attrito?”
Per rispondere dobbiamo sottolineare un aspetto importante: questi pneumatici richiedono aggiustamenti della pressione a seconda dell’utilizzo perché a seconda della pressione cambiano “personalità”
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Li ho gonfiati a 1 bar (su un massimo di 1.4) per avere scorrevolezza su asfalto e sterrati leggeri
Con questa pressione l’attrito risulta simile a quello di un pneumatico da 2”: il contatto con la strada avviene su una sezione di piccola larghezza
Perciò la scorrevolezza è simile a quella di molte altre bipa testate
L’effetto ammortizzante sulle asperità non molto rilevate è invece ottimo e non fa desiderare l’ammortizzatore anteriore”

Sulla Evo avevo riscontrato una leggera ritrosia ad entrare in piega, che con questa geometria e con la diversa marca di pneumatico, è del tutto scomparsa




La bipa resta controllabile anche sul pericolosissimo brecciolino che si forma ai lati delle strade asfaltate

Sgonfiando le gomme a 0.5 bar cresce l’attrito ma cresce moltissimo anche il confort di marcia anche sull’asfalto sconnesso Sembra di rimbalzare sulle buche
La guida diventa solo un pochino più pesante

Riporto ancora quanto detto per la Evo

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“Ho provato la EVO FAT su erba alta con terreno sottostante morbido e poi l’ho portata su una riva ghiaiosa del lago di Garda
Fantastico ! dove gli altri pneumatici si piantano inesorabilmente, questi “galleggiano” e consentono non solo la marcia ma anche una eccellente guidabilità
Bisogna però tener presente che su questi terreni soffici il consumo aumenta in modo violento: è come andare su una salita molto dura
Sulla sabbia bagnata viaggia come sull’asfalto; sulla sabbia morbida ce la fa comunque a marciare
E se il terreno è proprio morbido, si può scendere ed affidarsi alla potente “camminata assistita” per tirarci fuori d’impaccio

Devo dire che comunque se le buche sono profonde l’effetto ammortizzante non è più sufficiente e ci vorrebbe un ammortizzatore; perciò su sterrati difficili rimane il vantaggio dell’elevato grip ma non è questo il modello di bipa più adatto per affrontarli”

La valvola è una Shrader (quella “automobilistica”)
Visto che è necessario adattare la pressione alle condizioni di utilizzo, consiglio di portare con se una pompa
E di sceglierla con una portata elevata (cioè non le piccole pompe da bici da corsa) perché bisogna pompare parecchia aria all’interno di quel grosso gommone

Nota negativa: sono pneumatici decisamente rumorosi ed il loro rumore copre quello del motore
A qualsiasi pressione di gonfiaggio si sente sempre questo forte ronzio che, devo dire sinceramente, dopo il primo periodo in cui lo trovavo divertente, è diventato un po’ fastidioso”
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IMPIANTO FRENANTE

L’impianto frenante è realizzato con dischi ad azionamento idraulico Tektro Auriga E-Comp
L’anteriore è da 180mm e il posteriore da 160






Le leve, anch’esse Tektro E-Comp, sono molto morbide da azionare e comode da usare; quella di sinistra aziona il freno anteriore



Entrambe le leve sono dotate di sensori di cut-off dell’assistenza
Nella foto si vede anche il serbatoio dell’olio



La frenata è potente ed ottimamente modulabile
Lo spazio di frenata da 25 km/h è di 3.55m: ottima anche in confronto ai V-brake che sono di solito più efficaci nella frenata di panico
Nei percorsi in discesa la frenata rimane sempre potente ed efficace, senza surriscaldamenti anche con un uso gravoso
Ottima la soluzione con i dischi per una bipa che facilmente incontra fango, sabbia e neve dove i V-Brake soffrirebbero moltissimo
Si manifestano dei bloccaggi alla ruota posteriore ma non fanno minimamente perdere la stabilità di guida
Non c’è tendenza al ribaltamento in avanti

Big Bad – frenata da 25km/h





RIPIEGABILITA’

Su questo modello, grosso e pesante 24 chili senza batteria, la piegatura non ha lo scopo di renderlo trasportabile sui mezzi pubblici, ma quello di consentirne il trasporto in auto
Si carica la BigBad nel bagagliaio, si arriva sulla spiaggia ... e ci si diverte per un paio di ore (quanto dura la carica della batteria)

La manovra di piegatura si esegue senza difficoltà in meno di mezzo minuto, ma bisogna fare un pò di pratica
Meglio rimuovere la batteria prima della piegatura così si alleggerisce la bipa
Ecco come si presenta piegata









Viene fornito un laccetto col velcro per tenere unite le due parte piegate





Quando è piegata, la BigBad si appoggia sulla protezione inferiore e rimane stabilmente in equilibrio



Le cerniere sono robuste e non ho avvertito alcun gioco, nemmeno sulle buche o nelle discese veloci





L’ho caricata nel bagagliaio della mia Clio 3: bisogna ribaltare gli schienali posteriori, ma in questo modo ci stanno ancora molti bagagli ... oppure due BigBad





I pedali sono pieghevoli






Passiamo ora alla PARTE ELETTRICA


CENTRALINA

E’ alloggiata nella struttura del telaio, dietro al tubo sella e sotto alla batteria: la posizione è molto bene protetta e assai facilmente raggiungibile



La centralina è dotata di autospegnimento dopo 5 minuti di inattività



BATTERIA

La batteria, su una bici elettrica destinata a terreni difficili, deve essere capiente e qui si è provveduto con una 36V 13Ah 468Wh assemblata con celle Samsung

E’ alloggiata dietro al tubo sella
Questa sistemazione tiene il baricentro basso ma avrebbe lo svantaggio di allungare la bipa; qui però siamo in presenza di un telaio corto perciò questo allungamento diventa positivo per la stabilità in marcia



Viene bloccata da un aggancio protetto da chiave con funzione antifurto
La chiave ha anche la funzione di interruttore elettrico
Questo è l’alloggiamento e la guida di montaggio visti dall’alto



Il suo contenitore è quello definito “silver fish” ... anche se in questo caso è color nero
E’ perciò una forma facilmente reperibile sul mercato dei ricambi
Nella foto, vicino alla maniglia, si nota la presenza del fusibile : comodo per eventuali sostituzioni o controlli



La maniglia la rende facile da trasportare ed il suo peso è di 3.3 kg (ma ve le ricordate le batterie al piombo da 14 chili ?!)




L’estrazione avviene sfilandola verso l’alto ed è facile da eseguire, senza impuntamenti anche nella fase di reinserimento
L’unico problema è che, per farlo, occorre togliere la sella; essendo però una “pieghevole” questa manovra è abituale e comunque lo sgancio rapido è morbido e tiene bene
Per ritrovare facilmente la posizione consiglio di fare un segno o, meglio ancora, una piccola bulinatura sul tubo sella e un corrispondente puntino di vernice sul cannotto

Qui si vede l’altro lato della batteria con la chiave e il connettore di ricarica (che è facilissimamente accessibile a batteria montata sulla bipa)



Qui si vedono i contatti sulla batteria; quando la chiave è su “off” non vengono alimentati e consentono un trasporto sicuro anche se insieme ad altri oggetti metallici



Qui si vedono i contatti sulla bipa: facilmente accessibili per la loro pulizia periodica



E’ presente un indicatore di carica a 4 led attivabile tramite pulsante anche a batteria estratta




Il caricabatteria è “classico” : switching, senza ventola e con corrente di carica 2A, facilmente trasportabile
Il tempo di ricarica non è particolarmente breve: 7 ore e 45 minuti da batteria completamente esaurita
Forse si potrebbe usare un più veloce caricabatteria da 3A , ma con quello di serie si sollecita poco la batteria e se ne allunga la vita






COMANDI e REGOLAZIONE DELL’ASSISTENZA

Il cruscottino è dotato di un ampio schermo a cristalli liquidi retroilluminato che riporta molte indicazioni
E’ alloggiato al centro del manubrio, in posizione protetta in caso di caduta della bipa



La sua visibilità è buona anche in piena luce anche se bisogna orientarlo bene perchè tende ad avere riflessi; al buio è gradevolmente retroilluminato di azzurro e ancora meglio leggibile



Vi si leggono lo stato di carica della batteria, la velocità istantanea, il livello di assistenza impostato, l’accensione delle luci e i dati tipici da ciclocomputer

Una pulsantiera, comoda da azionare col pollice anche se si indossano guanti, è ubicata sul lato sinistro del manubrio
Consente una facile regolazione del livello di assistenza e il cambiamento della visualizzazione dei vari parametri di viaggio sul cruscottino
I pulsanti non sono retroilluminati: di notte bisogna riconoscerli al tatto, ma è una operazione facile



E’ presente il livello zero di assistenza che consente di viaggiare a sola forza muscolare ma con i fanali accesi e col tachimetro attivo

Sul fianco del display è presente una presa USB assai comoda per ricaricare lo smartphone o per alimentare un navigatore satellitare (o lo smartphone attivato su questa funzione)








MOTORE

La BigBad è dotata di un motore montato nel mozzo ruota posteriore (hub) marca 8Fun / Bafang da 250W, a 36V, brushless, geared e sensored modello SWX-02P







La spinta è buona e sempre vigorosa
Durante la marcia il motore non è particolarmente silenzioso, ma il rumore non aumenta quando è sotto sforzo
Nel filmato si sente anche il rumore dei pneumatici Fat che è ben avvertibile

Big Bad - rumore in marcia



Il motore è dotato di un connettore per poter agevolmente smontare la ruota






CABLAGGI

Il cablaggio è ordinato ma esterno, come assai spesso sulle bipa pieghevoli, e garantisce che i cavi non vengano sollecitati durante le operazioni di piegatura
I cavi sono comunque ber raggruppati ed inguainati









Ogni cavo ha il suo connettore, utilissimo in caso di sostituzione di qualche componente

Il dischetto del PAS è montato sull’asse pedali lato corona
E’ ben protetto ma facilmente raggiungibile per eventuali manutenzioni






MODALITA’ DI ASSISTENZA

La centralina eroga potenza al motore in presenza della rotazione dei pedali e in funzione del livello di assistenza selezionato (fra i 5 disponibili)
E’ presente la modulazione dell’assistenza in funzione della velocità di pedalata fra 14 e 45 ped/min (cioè fino a 8 km/h in prima e fino a 16km/h in 5.a); è perciò possibile la “pedalata simbolica” , cioè il far girare lentamente i pedali solo per tenere attivo il sensore di cadenza, ma solo se si fanno girare i pedali sopra ai 45 giri al minuto (che è comunque una cadenza lenta)

La centralina è del tipo a controllo di tensione, cioè ad ogni livello corrisponde una certa velocità massima; se la velocità scende, la centralina eroga più corrente per mantenere più possibile la velocità impostata
I livelli di assistenza sono 5
E’ presente il cut-off tachimetrico tarato a 28km/h perciò la massima velocità assistita su strada si ferma a questo valore
Per le prove ho potuto disattivarlo e ho indicato i valori che il motore è in grado di far raggiungere alla bipa
Qui i valori a ruota sollevata e su strada




Si vede che è una bipa veloce, anche in presenza del cut-off di legge

E’ presente il pulsante “camminata assistita” (chiamato anche “walk”) che ha anche la funzione “soft-start” cioè consente di avviare il motore anche da fermi e in assenza di pedalata
In questa modalità la potenza è elevata e ci aiuta consistentemente nelle partenze in salita o nel portare la bici a mano in salita o su fondi cedevoli

Ecco il filmato dell’avvio, stop e riavvio dell’assistenza a ruota sollevata

Big Bad - avvio assistenza al banco


E’ presente il “livello zero” che consente di tenere accese le luci e il display a motore disattivato
Assai importante se si dovesse restare “a secco” con la batteria di notte perché quando non c’è più energia per il motore ne rimane ancora per un po’ di tempo per tenere accese le luci



AVVIO DELL’ASSISTENZA

Per ottenere la partenza del motore bisogna attivare la batteria con la chiave, accendere la centralina e iniziare a pedalare, eventualmente selezionando il livello di assistenza desiderato

L’avvio dell’assistenza avviene dopo mezzo giro di pedale (180°) pari a 1.6m in prima marcia; il motore, per la presenza della modulazione, parte in modo progressivo ma vigoroso
Se si vuole il massimo sprint in partenza, è meglio scalare un paio di rapporti prima di fermarsi non tanto per poter aiutare muscolarmente quanto per raggiungere rapidamente le 45ped/min a cui la centralina ... scatena tutti gli elettroni disponibili
Questa partenza progressiva aiuta nelle manovre a bassa velocità ed evita slittamenti anche sui fondi più scivolosi
(non dimentichiamo che uno degli utilizzi di questi pneumatici FAT è la neve !)

Big Bad - avvio assistenza su strada


La potenza del motore (che potrebbe spingere la BigBad a velocità ben al di sopra di quelle da codice) e la presenza del cut-off tachimetrico innescano delle “onde” nella velocità: si arriva rapidamente all’intervento del limitatore poi la velocità scende e poi il motore riattacca vigorosamente ... e così di seguito
Questo effetto perdura per molta parte dell’autonomia, ma è presente solo al livello massimo di assistenza

Big Bad – intervento cut-off tachimetrico


Il riavvio dell’assistenza, alla ripresa della pedalata, è rapido se la fermata della rotazione è breve: tipicamente nel traffico quando si avvista un possibile ostacolo e poi si riattacca subito
Invece se la fermata dei pedali si prolunga, ad esempio al termine di una discesa, c’è un ritardo prima che il motore riattacchi e così si perde fastidiosamente velocità (meglio anticipare il riavvio della pedalata)

Con il pulsante “soft-start” non è necessario esercitare alcuno sforzo sui pedali in partenza e l’avvio è vigoroso ed immediato
C’è il consueto ritardo di circa 1 secondo dalla pressione del pulsante per avere l’avvio del motore
C’è però un trucco: al semaforo si può premere il soft-start e contemporaneamente almeno uno dei freni con un po’ di anticipo sul verde; al momento del via, rilasciando il freno, il motore si avvia immediatamente
Il soft-start non prevale sulla pedalata, perciò si parte tenendo premuto il relativo pulsante ed automaticamente, quando iniziamo a pedalare, prende il sopravvento la pedalata; non succede, come su molti altri modelli, che la velocità si fermi a 6km/h ma qui (ribadisco: in presenza di rotazione dei pedali) la velocità si porta al livello selezionato

L’aiuto del soft-start in salita è consistente ed è molto utile anche in caso di partenze su ghiaia o sabbia

Qui si vede come ci si possa avviare e salire su una pendenza del 12% (che è tosta) senza nemmeno mettere i piedi sui pedali
E non sale nemmeno tanto lentamente: 4km/h !!!

Big Bad – rampa al 12% col solo soft-start


Agendo su una qualsiasi delle leve dei freni, l’assistenza si interrompe immediatamente



ACCELERAZIONE

Ecco il consueto grafico della velocità in funzione della distanza percorsa e del tempo



Ma in questa prova ho “barato” perchè ho rimosso il cut-off tachimetrico e la bipa poteva raggiungere i 30km/h

Il tempo per percorrere 50m da fermo è da primato: 9.20”
La velocità di uscita è stata di 29.9 km/h
Sono valori ottimi che si mantengono sopra alla media anche con il limitatore di velocità tarato entro i limiti di legge
La Big Bad consente di districarsi assai bene nelle partenze ai semafori: le sta bene l’appellativo di “cattiva”



NEL TRAFFICO

La spinta del motore è vivace e, nel traffico, ci si muove disinvoltamente; la bipa è assai agile al contrario da quanto ci si aspetterebbe dalle gomme così larghe
L’avvio è comodissimo utilizzando il soft-start e i 5 livelli di assistenza consentono di trovare facilmente la giusta andatura
Il cambio a 7 rapporti consente di trovare facilmente la giusta cadenza
L’attacco dell’assistenza non è mai brusco ma poi l’accelerazione è potente

L’ammo sella e i pneumatici FAT assorbono benissimo lo sconnesso urbano anche se gonfiati a 1 bar (se poi si mettono a 0.5bar è.... viaggiare in prima classe ma i consumi aumentano)

Sampietrini e acciottolati non fanno sentire la loro presenza ne sui polsi ne sul didietro

Attenzione alla forma dei parcheggi per le bici: la ruota spesso non entra negli incavi previsti



COMPORTAMENTO IN SALITA E PENDENZE SUPERABILI

Ecco la tabella degli sforzi necessari sulle varie pendenze e le velocità relative



La partenza in piano può avvenire anche con sforzo lieve, ma se si utilizza il soft-start diventa nullo

La marcia in piano può avvenire anche semplicemente tenendo in rotazione i pedali sopra a 45 ped/min (“pedalata simbolica”)

Il cavalcavia al 4% viene superato disinvoltamente a 25.7 km/h senza esercitare alcuno sforzo sui pedali con lo stesso rapporto del cambio utilizzato in pianura
Anche qui, col soft-start, lo sforzo per la ripartenza è nullo

Big Bad - cavalcavia 4 %



Il tratto di prova al 10% si supera a 13.2km/h , in 1.a marcia e assecondando solamente la rotazione dei pedali
La ripartenza, utilizzando il soft-start, non richiede alcuno sforzo
Comodissimo il fatto che il soft-start si esclude automaticamente quando inizia la pedalata

Big Bad - salita 10 %


Su questa pendenza, con un pò di impegno muscolare (e un filo di fiatone) sono salito a 17km/h: chi è sportivo può prendersi delle belle soddisfazioni


Il tratto finale della salita di prova è al 13.5%; si sale in 1.a marcia a 10.3 km/h e ma bisogna iniziare ad applicare sforzo ai pedali per non far scendere troppo la velocità: 19kg di spinta sui pedali; la cadenza di pedalata è ottimanente nella fascia di buon rendimento: 54 ped/min
La ripartenza richiede usa spinta sui pedali di 20kg (sempre utilizzando il soft-start)

Big Bad – tratto salita al 13.5 %



Sul 17% la velocità scende a 9.5km/h ma la cadenza di pedalata rimane ottimale : 50 ped/min; la pressione sui pedali richiesta è di 27kg che inizia a diventare sensibile
La modulazione dell’assistenza in funzione della cadenza di pedalata fa sentire il suo effetto negativo su queste salite impegnative: poichè non si raggiungono facilmente frequenze di pedalata elevate, la centralina non invia al motore tutta la potenza di cui è capace, penalizzando il comportamento in salita
La ripartenza è richiede 32kg di spinta muscolare con l’ausilio del soft-start: ancora sopportabile

Big Bad – tratto salita al 17%


Sul tratto di prova al 20% si sale a 6.1km/h con uno sforzo di 35kg applicato ai pedali: è uno sforzo consistente che chi non è atletico può reggere solo per brevi periodi anche perchè la frequenza di pedalata cala a valori di basso rendimento
La ripartenza richiede 41kg, in pratica si comincia a staccare il didietro dalla sella

Big Bad – tratto salita al 20%



Sulla durissima rampa al 27%, sale se già in velocità; ma la prova che simula un tratto più lungo (partendo alla base del tratto al 27%) evidenzia che siamo al limite e che se la rampa fosse più lunga non riuscirebbe a percorrerla
La ripartenza risulta impossibile anche col soft-start

Big Bad - rampa al 27%



Il rumore del motore non cresce in modo fastidioso anche quando il motore è al massimo sforzo, ma è comunque avvertibile

In definitiva la BigBad non è una scalatrice purosangue, ma su pendenze anche molto faticose muscolarmente, ci allevia fortemente l’impegno fisico



CAMMINATA ASSISTITA

Si può attivare la funzione di “camminata assistita” con un comando sulla pulsantiera a manubrio
L’attivazione avviene dopo circa un secondo ed è molto potente: fa superare alla bipa un gradino partendo da fermo con estrema disinvoltura
E’ però un po’ veloce e in piano bisogna accelerare il passo per starle dietro
Fino a salite del 17% ci si può “far tirare”; sul 27% sale bene ma non ce la fa ad aiutare anche il ciclista nella salita

Big Bad - camminata assistita





VELOCITA’ e AUTONOMIA

Ho eseguito una prova di autonomia a livello 4, applicando ai pedali i consueti 70W medi e viaggiando in 5.a marcia per tenere la cadenza di pedalata ad un valore un pò brioso (come faccio sempre in queste prove)
La pressione delle gomme era di 1 bar, perciò quella “stradale”
La velocità iniziale è stata di 25.5km/h e quella “tipica” (cioè quella per la maggior parte del percorso) è stata di 24.5 km/h
A 24°C di temperatura ambiente, ho percorso 58.0 km con una velocità sempre superiore ai 22km/h e poi c’è stato un rapido calo della velocità fino a quando, a 62.8km , è intervenuto il BMS
Riportando i valori alla temperatura normalizzata di 20°C si ottiene una autonomia utile di quasi 56km con altri 4 chilometri “in riserva”
Valori interessanti considerata la buona velocità di marcia




Ho eseguito la seconda prova al livello di assistenza massimo (5) con una velocità tipica di 28km/h determinata dall’intervento del limitatore tachimetrico e aggiungendo i consueti 70W muscolari
Tale elevata velocità è rimasta praticamente invariata fino alla fine della prova: 44.8km; poi le prestazioni sono calate bruscamente e dopo un paio di chilometri il BMS ha decretato il passaggio alla sola energia muscolare
La temperatura ambiente durante questa prova è stata di 23°C
Riportando il dato a 20°C si ottiene una autonomia utile di più di 43km con il solito paio di chilometri “in riserva”
Si può viaggiare velocemente , al limite del codice della strada, contando su una buona autonomia




Ho poi eseguito una prova ancora a livello 4 di assistenza, ma con i pneumatici sgonfiati a 0.7bar, guadagnando decisamente in confort sulle asperità stradali
La prova, riportando i dati a 20°C, ha dato praticamente lo stesso risultato di quella con pressione 1.0 bar, accorciando solo il tratto percorso “in riserva”
Perciò consiglio di tenere queste gomme a pressione più bassa per guadagnare in confort
(però non si deve esagerare perchè, sgonfiando ancora di più, i consumi salgono rapidamente)






MARCIA IN COPPIA

La marcia in coppia è agevole per l’elevato numero di livelli di assistenza disponibili e per la presenza della modulazione in funzione della velocità di pedalata; occorre però agire sul cambio per trovare la giusta combinazione fra velocità di marcia e velocità di pedalata



MARCIA SU FONDI STERRATI

Dopo il lungo discorso fatto all’inizio sui pneumatici , analizzo qui il comportamento generale

Sugli sterrati leggeri si viaggia esattamente come sull’asfalto: si può anche mantenere la pressione ai livelli “stradali” e il confort è garantito: l’ammo della sella funziona bene
La guidabilità è ottima e la frenata - assai ben modulabile - porta difficilmente al bloccaggio delle ruote e ancora più difficilmente alla perdita di controllo
Le buche si sentono ma diventano “morbide” e non provocano spiacevoli “martellate” sui nostri cari ossicini
Ecco una foto del tipo di sterrato di cui sto parlando



Sugli acciottolati la marcia rimane confortevole e non si avverte il tipico forte tremolio sui polsi e sulla sella
A tal proposito si può notare come la ripresa seguente, eseguita tenendo nella mano la fotocamera, non risulti molto sobbalzante

Big Bad - acciottolato



Su sterrati difficili il grip è elevato, ma la poca escursione dell’effetto ammortizzante delle gomme fa desiderare di avere una bipa dotata di ammortizzatori a corsa lunga

Neve, fango, erba, ghiaia e sabbia sono i fondi su cui ci si può cimentare con grande soddisfazione con questa bipa, anche in virtù dell’erogazione progressiva e mai violenta del motore e della sua potenza

E dove anche i FAT si piantano, la potenza della funzione “camminata assistita” ci può far continuare la marcia camminando a fianco della BigBad



TRASPORTO IN AUTO E IN TRENO

Il trasporto in auto lo abbiamo già visto nel paragrafo “Piegatura”: occupa parecchio spazio e, se non si ha un grande bagagliaio, si devono abbattere gli schienali posteriori; però si carica molto più facilmente di una bici turistica non pieghevole

In treno non è per niente agevole portarla per via delle generose dimensioni e per il peso significativo
Bisogna anche considerare che le sue grosse gomme non entrano negli incastri o nei ganci
Ho comunque provato a farla entrare negli ascensori standard delle stazioni FS: la ruotona va a coprire la fotocellula e non c’è verso di far avviare la cabina
In definitiva non è il tipo di bici elettrica adatta al trasporto in treno



Il trasporto su una scala rivela un punto di presa comodo ed equilibrato; occorre solo una certa forza muscolare per muovere i suoi 27 chili abbondanti (ecco : mi sono indirettamente vantato di prestanza fisica ... visto che sulla scala sono riuscito a trasportarla)

Big Bad - trasporto su scala





PEDALABILITA’ AD ASSISTENZA DISINSERITA – SCORREVOLEZZA

La scorrevolezza al banco risulta buona: il motore è dotato di ruota libera e oppone una debolissima resistenza alla marcia; anche in retromarcia non frena in modo significativo
I pedali non vengono minimamente frenati dalla presenza del motore

Big Bad - scorrevolezza ruote e pedali


Anche qui riporto pari-pari quanto scritto per la EVO FAT che vale punto per punto anche per la BigBad

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“Ero curioso di vedere l’esito del test dinamometrico in assenza di aiuto del motore con questi pneumatici “ciccioni”
Ebbene , ha confermato la sensazione avuta stando in sella: la EVO FAT risulta scorrevole come molte altre bipa
Non è da primato, ma con i suoi 106W richiesti ai muscoli per viaggiare a 18km/h, si colloca nella media

Perciò nessun timore: se si resta senza batteria si torna a casa facilmente ….. a meno che non ci siano salite dove il peso rilevante si fa sentire e bisogna ricorrere ai rapporti più corti anche con pendenze leggere
Comunque i rapporti del cambio sono adeguati anche alla marcia solo muscolare“
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Nelle prove di autonomia, comparandole con i dati di consumo di altri modelli con gomme da 1.75”-2.00”, ho rilevato un consumo elettrico maggiore di circa il 10% (esattamente 11% dai calcoli fatti)
Non tutto viene dall’attrito dei pneumatici: il dato ingloba anche la maggior richiesta di energia per mettere in movimento queste ruote nettamente più pesanti, quella per accelerare l’intera massa della bici ad ogni ripartenza o rallentamento e il maggior attrito aerodinamico dovuto alla maggiore sezione frontale


Ecco come si presenta senza batteria (devo dire che non mi piace proprio, io non la toglierei mai)






IMPIANTO LUCI

Come altre Bad-Bike provate, anche la BigBad ha un ottimo impianto di illuminazione (che bello !)
Tale impianto consente di essere visti da lontano e di illuminare bene la strada priva di luce pubblica
Anche il commuter che torna a casa con il buio e con la strada bagnata non sentirà il bisogno impellente di un upgrade del sistema di illuminazione !

Il fanale anteriore è dotato di 4 led a luce fissa; manca il catadiottro
L’alimentazione viene dalla batteria principale ed è attivabile con un comando sul la pulsantiera
E’ possibile marciare senza assistenza ma con il fanale acceso;
anche in caso di batteria troppo scarica per il motore, si ha ancora un certo tempo in cui la luce rimane alimentata



il fascio luminoso che produce è potente, di forma allungata e regolare e con una buona illuminazione residua laterale (si definisce “spillbeam”): anche le zone laterali risultano così illuminate




La luce posteriore, monoled rosso a luce fissa, è ben visibile anche lateralmente, ma anche qui manca il catadiottro
E’ dotata di batteria al litio autonoma e si ricarica con un pannellino solare
Attenzione però se tenete la bipa in un garage senza sole




La visibilità laterale è sufficiente ma non di più: come si vede dalla foto, risaltano la luce anteriore e posteriore ma l’illuminazione riflessa è limitata ai due catadiottri sulle ruote (non c’è la fascia antiriflesso sui pneumatici)
A chi utilizza abitualmente la bipa nelle ore notturne o a chi vuole comunque essere visto meglio dagli altri utenti della strada, consiglio l’adozione dei bastoncini catadiottrici da applicare ai raggi (ma attenzione che i raggi sono grossi)






ANTIFURTO

La BigBad non è dotata di antifurti meccanici di serie salvo la chiave di bloccaggio della batteria

C’è la possibilità di attivare un PIN numerico per poter accendere la centralina: questo evita che un eventuale ladro possa scappare con l’assistenza attiva, perciò velocemente
Purtroppo un tale sistema difende poco dai furti perchè comunque la bipa è abbastanza scorrevole da consentire di marciare senza assistenza
Assolutamente necessario dotarla del sistema preferito per poterla affrancare solidamente a qualche struttura fissa durante il parcheggio

Sul tubo sterzo è bulinato il numero di serie: molto utile per poter rivendicare il possesso della bipa






ACCESSORI

Sono applicabili i normali accessori da bicicletta

Il portapacchi è largo 140mm perciò ben compatibile con i seggiolini per bimbi, ma attenzione perchè ha una forma particolare

Il caricabatteria viene consegnato nella sua scatola di cartone posta all’interno di una comoda borsa sottosella



La Bad Bike ha un nutrito catalogo di accessori applicabili, fra cui :

Le borse a bisaccia sono molto comode e non disturbano la pedalata consentendo di trasportare attrezzi, capi antipioggia ... e la merenda, senza doverli sopportare nello zaino



La borsa da manubrio ha una tasca per lo smartphone o per il navigatore: molto interessante il fatto che la plastica trasparente è conduttiva e permette di agire sul touchscreen senza togliere il telefono dalla tasca
Ricordo che la BigBad ha la presa USB sul cruscottino e che consente perciò di utilizzare lo smartphone come navigatore e di ricaricarlo mentre lo si usa



Ci sono in catalogo molti altri accessori




CERTIFICAZIONI, GARANZIA E PREZZI

La BigBad è certificata per le normative europee vigenti: EN15194 EPAC per le biciclette a pedalata assistita, EN14764 per le bici da turismo



La batteria è a norma “CE-RoHS” che certifica l’assenza al suo interno di sostanze pericolose o dannose
Questa è la garanzia fornita: 7 anni sul telaio; 2 anni a scalare per la batteria e 1 anno per tutto il resto della bipa




Il prezzo di listino al momento delle prova è di 1970€



CONSIDERAZIONI SULL’UTILIZZO

Le gomme FAT hanno il loro principale campo di impiego su terreni soffici e la BigBad, con il suo potente motore, è senz’altro adatta a questo utilizzo divertente

Una bici elettrica con tali dimensioni delle ruote (e di conseguenza con un peso elevato) assai difficilmente può essere alloggiata sui portabici da auto, non fosse altro perchè le gomme non entrerebbero nelle guide del portabici
Ma la BadBike ha “l’asso nella manica” per il fatto che è pieghevole e può facilmente essere stivata all’interno dell’automobile; anzi, per un divertimento ancora più completo, se ne possono caricare anche due
Questo ne amplia fortemente le occasioni di utilizzo perchè è possibile arrivare sul luogo d’uso senza dover acquistare costosi carrelli o portabici speciali

Nel gavone di un camper entra solo se è davvero capiente, ma è una possibilità da valutare per chi ama le vacanze su spiagge solitarie o in zone innevate

Ma c’è anche un altro campo di utilizzo, forse meno ovvio: quello cittadino
Si, perchè è agile potente e veloce e, con le sue grosse gomme e l’ammo sella, è risultata molto confortevole sui disastrati fondi delle nostre città
Piegando il manubrio (operazione rapidissima), la BigBad può essere parcheggiata in spazi molto ridotti : altro punto favorevole nell’uso cittadino

La sua disinvoltura nel superare le salite, la rende adatta anche alle località collinari
Meno adatta ad un fuoristrada su pendenze elevate, dove sarebbe più consona una motorizzazione centrale

Altrettanto le gite fuoriporta in località agresti, con fondi ghiaiosi o erbosi ... e perciò facilmente fangosi, la vedono adatta anche per la sua buona autonomia

Non è invece adatta al trasporto in treno o su mezzi pubblici

E poi, diciamolo senza falsi pudori, girare con un simile mezzo (per di più con la inusuale caratteristica di essere pieghevole) ci farebbe fare un figurone con gli amici !!!
Per sottolineare questo fatto vi racconto che qui nel paese di 10000 anime in cui vivo, dopo pochi giorni di utilizzo di quella color verde fluo, in molti mi chiedevano notizie, si fermavano a guardare la bipa con curiosità e ammirazione, se ne parlava in paese e si complimentavano con me persino molte mamme dei compagni di scuola delle mie nipotine



NOTA

Tutti i dati sono ottenuti col mio peso a bordo: 75kg vestito e con gli accessori tipo navigatore satellitare e fotocamera


Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"

Miura72
Utente Attivo



Veneto


676 Messaggi

Inserito il - 08/11/2017 : 15:22:53  Mostra Profilo Invia a Miura72 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Pix
Bella bipa. La Bad-Bike di Napoli ha sempre delle belle bici elettriche.

Esperia al piombo 2009 Comperata 349 euro venduta 100 euro
Bottecchia be 2 Lady fatti 3989 Km da agosto 2014 Comperata 500 euro venduta 100 euro
Bipa artigianale Miura72 full mot BBS01 febbr 2016 fatti circa 7000 Km

Winora Sinus Dyo-9 Luglio 2017 fatti 1221 Km

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paolorighetti
Utente Medio



Emilia Romagna


370 Messaggi

Inserito il - 12/11/2017 : 22:24:15  Mostra Profilo Invia a paolorighetti un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Pix, bellissima prova, come sempre.
E complimenti anche alla BAD-BIKE di Napoli.

- Merida Crossway 10 elettrificata by Alcedo con kit Bafang BPM
- City Bike marca Windors elettrificata by Alcedo con kit Bafang BPM
- mtb con motore Bafang bbs01

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bpaperino
Nuovo Utente




47 Messaggi

Inserito il - 13/11/2017 : 09:00:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ottima recensione, queste gomme sono antiforatura?
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blindo7
Utente Master



Lazio


2345 Messaggi

Inserito il - 13/11/2017 : 12:26:59  Mostra Profilo Invia a blindo7 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
simpatica bici,buono il fatto di poterla caricare in auto

blindo7@tiscali.it
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pixbuster
Amministratore

fondatore



Veneto


11308 Messaggi

Inserito il - 13/11/2017 : 19:31:58  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
bpaperino ha scritto:

Ottima recensione, queste gomme sono antiforatura?


Grazie (e grazie a tutti)
No, non sono "antiforatura" in senso stretto, sono robuste e artigliate ma per evitare più possibile le forature bisogna agire sulla camera d'aria latticizzandola

Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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claudio02
Utente Master




5628 Messaggi

Inserito il - 13/11/2017 : 19:44:13  Mostra Profilo Invia a claudio02 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
mi piace, una delle poche pieghevoli che non schiaccia le vertebre.

Una persona pessimista fa si di creare delle energie che andranno nella direzione delle sue paure piu profonde, fino alla loro realizzazione. Il pessimismo sincronizza anche i semafori.
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