| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| docelektro |
Inserito il - 31/08/2026 : 15:02:14 Questo è un articolo più teorico che utile ma serve per illustrare il funzionamento di un oggetto che deve servire per costruire il convertitore DC DC per caricare le bici elettriche nel camper di chi dovesse avere questa necessità.
E riparare un convertitore se ve ne capitasse uno guasto.
A me è capitato questo che PER FORTUNA ha tutti gli stadi divisi e quindi si capisce facilmente.
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Gli inverter moderni devono la loro struttura a un certo miran [qualcosa] vissuto tra banja luka e tirana che aveva fatto un importante scoperta. Tanto è vero che i primi inverter "moderni" si chiamavano convertitori miran e avevano scritte più o meno così:
"Konvertues MIRAN DC në AC Hyrje DC 12 volt 40A Dalje 220 volt 50 Hz"
Correva il 1970 e qualcosa e la scoperta che aveva cambiato la storia dell'elettronica era stato il passare da una conversione DIRETTA a mezzo trasformatore . Quindi si prendeva la tensione di batteria,la si rendeva alternata a mezzo transistor di potenza e si alimentava il carico attraverso il trasformatore.
Era una soluzione dal pessimo rendimento in quanto si doveva lavorare a tutti i costi alla frequenza "giusta" per il carico e sopratutto il rendimento era basso e i transistor di potenza scaldavano come stufe.
Inoltre la stabilizzazione della tensione era penosa perchè risentiva della resistenza parassita del trasformatore di elevazione.
L'idea geniale era SEPARARE gli stadi di elevazione dalla ricreazione della sinusoide a 50 Hz. I primi convertitori avevano lo stadio elevatore a 100/400 hz che erano le frequenze di maggiore resa con i lamierini degli anni 70 e usavano transistor tipo BU da tubo catodico .
E si ottenevano rendimenti superiori al 50% e sopratutto c'era la possibilità di stabilizzare la tensione di uscita.
Per cui l'inverter passò dalla configurazione di un trasformatore pilotato da un oscillatore a una configurazione più complessa di un survultore che caricava un condensatore a una tensione TEORICA di 320 volt e da qui si ricreava mediante un pilotaggio ad impulsi la sinusoide dei 50 hz.
Veniamo ora ad analizzare lo schema e il circuito stampato che abbiamo davanti |
| 2 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
| docelektro |
Inserito il - 31/08/2026 : 15:25:33 Veniamo alla parte VIOLA che è quella che ricrea l'alternata a 50 hz per i nostri usi. La tensione del trasformatore viene immagazzinata nel condensatore tutto a sinistra da 400 volt lavoro.
Qui è stato rimosso uno dei finali perchè era in corto . Il precedente proprietario dell'inverter ha pensato bene di attaccare un razzo di ferro da stiro stupido e lo ha fuso. Togliendo un finale in corto l'alta tensione è ritornata.
Ed è la parte che non ci serve! Se guardiamo il caricatore di una bici elettrica o di un monopattino vedremo che la corrente di rete viene raddrizzata e riportata su un condensatore elettrolitico.
Quindi cosa facciamo ? Mettiamo in parallelo il condensatore da 400 volt nell'inverter e quello nel caricatore e otteniamo un caricatore per bici elettrica da batterioa a 12 volt. Funziona? Direi di si a patto che abbiamo alcune accortezze.
-Il primo inverter deve essere vicinissimo alla batteria che ci fornisce la corrente
-PER NESSUN MOTIVO la linea tra un condensatore e l'altro deve essere più di 10 metri (nemmeno di un millimetro) perchè altrimenti irradieremo una overdose di disturbi elettrici tali da azzerare la ricezione sulle decametriche e se capita il radioamatore giusto rischiamo una denuncia o un colpo di crick della macchina. -IL TRASPORTO della corrente dal primo al secondo condensatore (nel caricatore) deve avvenire con cavo tipo FG con sezione 1,5mmq e sopratutto a doppio isolamento e non propagante il fuoco. Con 320 volt non si scherza
-Il caricatore deve essere di quelli che fanno in automatico la commutazione 110/220 e sono con ingresso a raddrizzatore normalmente sono dichiarati 100/230 volt. Provandoli col tester infatti non danno continuità come un trasformatore ma una resistenza maggiore di 10Kohm. |
| docelektro |
Inserito il - 31/08/2026 : 15:10:26 Cominciamo dalla parte verde. e' un survultore generico funzionante a frequeze alte. Dei 400 hz degli anni 70 si era mano a mano saliti di frequenza per l'appunto per avere rendimenti migliori e trasformatori più piccoli.
Questo stadio si basa sull'SG3525 e una coppia di mosfet IRFZ44 ed è di fatto identico a uno stadio di alimentazione di un amplificatore per auto.
Quando gli si dà tensione lui oscilla e alimenta il trasformatore è un integrato "stupido" che si ferma solo se la NTC sente troppo calore sul dissipatore o se l'integrato che verrà dopo decide che si deve fermare.
L'unica differenza è che rispetto a un amplificatore auto è che il secondario non fornirà le tensioni necessarie ai 32/ 40 o 55 duali ma una tensione unica che servirà una volta raddrizzata e filtrata ad ottenere i 320 volt TEORICI per i circuiti dopo.
Veniamo ora alla parte ROSSA,il bms della situazione. L'intergrato mancante che ho rimosso per testare gli altri stadi è un LM324 che deve vedere se la batteria di partenza non è troppo scarica se l'alimentatore non è sotto sforzo . Insomma un pistaiolo firmaiolo faccione controllore che non verrà rimontato fino alla fine dei lavori perchè sa solo fermare tutto e fare suonare l'odiosa cicalina che verrà riempita di silicone per zittirla a -30 db visto che smarona sempre con troppo rumore.
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