Tempo fa mi sono imbattuto in un paio di conversazioni su questo forum che riguardavano la protezione della propria bicicletta. L'argomento mi interessava alquanto visto che se sono passato alla bicicletta elettrica era proprio perché qualcuno mi ha rubato la mia precedente bici (muscolare) opportunamente legata al palo. Potete immaginarvi le ansie di un passaggio da una bici alla quale ero comunque molto affezionato, ma sicuramente meno costosa, ad una elettrica. Proprio in una di queste conversazioni si parlava di un cellulare modificato da Pixbuster in modo tale che lo stesso fosse in grado di chiamarti nel caso di un movimento. L'idea mi è sembrata geniale soprattutto per calmare le mie ansie quando la bici è legata ma non alla portata dell'occhio!
Nella seconda conversazione invece, Pixbuster mostrava il suo nuovo allarme sempre costituito da un cellulare con sensore di movimento ma questa volta pronto per l'uso e acquistato da un sito tedesco.
In entrambe le conversazioni non si scendeva nel dettaglio del circuito (sicuramente anche perché off topic) tuttavia le descrizioni mi sono state sufficienti per farmi ispirare per la scrittura di un progetto che ho realizzato e di cui pubblico immagini e video nel caso in cui qualcuno, come me, non abbia voglia di comprare il prodotto già pronto ma voglia fare un tentativo di costruirselo e anche per riciclare un cellulare che magari giace inutilizzato in un cassetto.
Parto col dire che le mie esigenze per questo progetto erano:
1) che funzionasse con ogni tipo di movimento e non soltanto con determinate inclinazioni; 2) che potesse diventare una scheda idonea a quasi tutti i cellulari, se non tutti; 3) che avesse pochi componenti facili da reperire; 4) che fosse piccolo e quindi facilmente occultabile.
Per il primo punto all'inizio ho provato diverse soluzioni. Normalmente il tipico sensore di movimento è il "tilt-sensor". "Tilt" in inglese vuol dire "inclinazione", quindi tipicamente questi sensori funzionano quando si agisce su un cambio di inclinazione come quando si fa muovere una sfera in un cilindro, prima o poi la sfera arriva a toccare l'altro capo del cilindro e qualcosa succederà. Altri sensori simili possono essere gli accelerometri oppure anche le membrane piezoelettriche. Però gli accelerometri costano più di un cellulare nuovo e le membrane piezoelettriche (che ho anche provato prima di scartarle) funzionano solo a determinate frequenze, in pratica l'allarme scattava solo con suoni molto intensi e acuti e non alle basse frequenze. Io invece volevo un sensore semplicissimo che si muovesse appena c'era un reale movimento sul telaio. Mi è venuto in mente il pendolo che è anche quello uno storico strumento di rilevazione di movimento però nel mio caso doveva funzionare in qualsiasi posizione/angolo. Eureka... Una molla con un cuscinetto a sfera saldato su di un capo!
Trovata la soluzione sono passato alla realizzazione. Gli altri punti erano presto risolti perché sapevo che il cuore del circuito doveva essere soltanto un integrato chiamato 555. In pratica e molto rapidamente provo a spiegare il principio base. Ho notato che non tutti i cellulari chiamano l'ultimo numero in memoria tenendo premuto il tipico tasto verde di chiamata. Per esempio il cellulare che avevo deciso di "sacrificare", un vecchio T-100 non funzionava così, mentre direi che quasi tutti (ma forse proprio tutti) i cellulari, quando si tiene premuto per circa 2 secondi il tasto "1" chiamano la segreteria telefonica. Il numero della segreteria telefonica può essere impostato nel menù del cellulare e può essere, ad esempio, il numero del nostro telefono personale. Fatta questa premessa si trattava di realizzare un circuito che ad ogni minimo impulso in entrata, fornisse un impulso della durata X (nel mio caso 2 secondi) in uscita. Il miglior modo per farlo (a mio avviso) era proprio con un timer 555 configurato in modalità monostabile (che significa che dopo i 2 secondi di impulso in uscita si spegne e attende il prossimo impulso in entrata... Come il pulsante delle luci delle scale che dopo un minuto, ad esempio, si spengono).
Una delle parti più delicate del progetto è stata la saldatura dei fili sui due poli del tasto 1.
Che vanno in seguito adagiati nelle parti vuote dell'involucro del cellulare... Teneteli molto lunghi perché non è detto che il percorso migliore sia quello lineare.
Lo schema del circuito è il seguente. Mi scuso per le note in inglese ma non dicono altro che alcune delle cose descritte qua.
Il prodotto finito risulta essere questo. Il tutto è costato davvero poco se escludiamo il tempo per farlo e la scatola di Tic-Tac che lo racchiude
Un video sul suo funzionamento è visibile su youtube
Altre immagini dettagliate sono visibili a questo indirizzo.
Spero che questo intervento sia cosa gradita e mi scuso se è off-topic rispetto alla materia del sito.
Rispetto al mio "primo" tentativo ha l'alimentazione prelevata dallo stesso cellulare che è molto comoda Poi ottimo il fotoaccoppiatore invece del relè (sempre come avevo fatto io) E così è molto molto più piccolo
Hai misurato quanto assorbe ? (cioè quanta può essere l'autonomia ? )
Permettimi un dubbio: temo che l'ossidazione del rame su cui va a fare contatto la sferetta ne possa causare, nel tempo, perdita di sensibilità O sono troppo pessimista?
Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
Rispetto al mio "primo" tentativo ha l'alimentazione prelevata dallo stesso cellulare che è molto comoda Poi ottimo il fotoaccoppiatore invece del relè (sempre come avevo fatto io) E così è molto molto più piccolo
Hai misurato quanto assorbe ? (cioè quanta può essere l'autonomia ? )
Permettimi un dubbio: temo che l'ossidazione del rame su cui va a fare contatto la sferetta ne possa causare, nel tempo, perdita di sensibilità O sono troppo pessimista?
Grazie per le domande Pix, e soprattutto per "l'ottimo!!!" :-)
Sì è così, l'alimentazione è presa in parallelo dall'interno del cellulare. E' il motivo per cui dal cell escono 4 fili e non solo 2. Non è un passaggio obbligatorio ma faceva parte delle mie esigenze. E' molto importante rispettare le polarità perché il 555 si danneggia facilmente se venisse invertita la polarità, per questo motivo nell'ultima versione (quella che ho pubblicato) ho aggiunto un diodo sul polo positivo della batteria.
I fotoaccoppiatori li preferisco di gran lungo ai relè, soprattutto per circuiti di questo tipo. Inoltre separano completamente i circuiti dalle proprie tensioni interne.
Per risponderti, ho misurato la corrente assorbita ed è bassissima circa 20 mA (come un led). Questo perché ho usato un 555 versione CMOS. E' molto importante sia per l'assorbimento molto basso sia perché la versione standard del 555 è stabile solo con tensioni più alte di 5 V e pertanto non avrei potuto usare la batteria del cellulare che normalmente non supera i 4,2 V. Morale fai prima a scaricare la batteria del cell per lo standby che per il circuito aggiunto.
Per quanto riguarda l'ossidazione, al momento non ci sono problemi ma non credo che nel tempo ce ne saranno (almeno per quella parte dello schema) perché il pin 2 del 555 è davvero molto sensibile a qualsiasi impulso. Tieni presente che la molla con le sue spire offre già una resistenza di qualche decina di Ohm ma nonostante questo l'impulso viene rilevato sempre.
Infine ti garantisco che non suona quasi mai se non quando è davvero sollecitato. Naturalmente lo puoi calibrare tu in base al diametro del cerchio intorno alla sfera. Io preferisco in ogni caso un falso allarme piuttosto che un mancato allarme! Ma fino ad oggi falsi allarmi non ne ha mai avuti anche perché non oscilla per dei suoni ma proprio per reali movimenti.
molti sul forum lo apprezzeranno, specie quelli in grado di riprodurlo (quelli come me si fermano all'ammirazione )
unico dubbio su quel sensore geniale: non sarà troppo sensibile? l'impressione è che anche una folata di vento basti ad attivarlo
Ciao Elle, grazie!
Guarda che non è difficile realizzarlo... Se vuoi provarci e hai dei dubbi sono qui. Certo non usare un Iphone!
No, fidati, come ho anche detto a Pixbuster non è "troppo" sensibile e comunque puoi decidere tu la sensibilità del sensore. Cerchio più grande = meno sensibile, cerchio più stretto = più sensibile. Oppure puoi anche optare per una forma meno circolare e più ellittica in modo da far corrispondere sensibilità differenti in base alla posizione ma sinceramente opterei per quella più sensibile tanto una volta messo nel sacchetto non si muove più fino a quando non lo ritoccheranno.
Poi se infine te le rubano lo stesso puoi sempre chiamarla e chiederle come sta
Bixy Urban Cruiser - corretta con SWXH@8SLi-ion18650-11Ah km.percorsi:1000 HardVolt - messa a riposo dopo 4000km. Born2ride 16" N.1 con cryst209sensorless@8sNanotech + Born2ride 16" N.2 -> Pedalare !!! Sub Minivelo - Small Urban Bike ... now with SWXK :) Ciocodream: l'unica bipa al mondo color Nesquik, ora in versione Tourist 24V Hai hai hai tanta voglia di pedalare ! :p - Eqxduro FS versione "AM" 853...neonata con cryst406@14s18650 km.percorsi bipa:900 batteria:4900
Il tracker gps è un oggetto stupendo ma normalmente presentano delle limitazioni che mi hanno portato a preferire un allarme via cellulare.
Prima di tutto che io sappia in Europa non è venduto un tracker gps con sensore di vibrazione integrato ma solo sensore di posizione. Il che significa che mentre con un allarme via cellulare puoi essere avvertito appena iniziano a toccarti la catena (e quindi in teoria fai in tempo a coglierli in flagranza di reato) con il tracker gps sei avvertito solo dopo che la bici è già sparita ed è uscita da un quadrilatero di coordinate preimpostate.
Ne esistono con sensore di vibrazione ma li avevo visti solo negli USA... Forse qualcuno può smentirmi sulle nuove versioni dei tracker importati e in tal caso pure io opterei per un tracker.
Rimane tuttavia il costo. Se alla bici rubata dobbiamo aggiungere altre 100 € di perdita dell'antifurto non mi sembra un affare.
Il mio vecchio cellulare era destinato a morire in un cassetto ma con la modifica è tornato utile con meno di 5 € a dir tanto.
Infine la copertura della rete cellulare a terra è più capillare di quella gps che necessita dei satelliti e quindi di almeno porzioni di cielo. Parcheggia la bici sotto a dei portici in una via stretta con abitazioni di qualche piano e ti sfido ad avere un segnale gps. Se poi da lì la bici la caricassero su un furgone, il segnale della posizione potresti averlo dopo ore di trasporto chissà dove (sempre se nel frattempo non hanno gettato il tracker in un fosso).
Comunque ripeto che un tracker con sensore di vibrazione integrato interesserebbe anche a me.
il tracker gps oramai è obsoleto.. con 50-100E ci si prende un telefono android con gps, magnetometro, giroscopio e connessione a internet.. fa anche le foto a chi te lo ruba