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 Pix-test n. 30 - TCM Frisbee MIKI 3
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pixbuster
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Veneto


11787 Messaggi

Inserito il - 29/04/2012 : 18:38:30  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Questa volta è stata la TC Mobility di Bolzano [ www.Frisbee.eu ] a mettermi gentilmente a disposizione l’esemplare per le prove
L’ho usata per due settimane e 230 km

Il modello si chiama

Frisbee MIKI 3












IN BREVE

La Miki è sensibilmente diversa dai modelli prodotti finora: batteria dietro al cannotto sella, motore anteriore a doppia riduzione, cruscottino a manubrio più manettino, nuova “filosofia” di erogazione della potenza del motore… davvero molte novità
Confortevole in marcia, ha un robusto telaio in Al 7005 che ha la giusta elasticità per poter affrontare anche fondi sconnessi; il peso è di 23.7kg compresa batteria
Il motore è da 250W a 37V e la batteria è una Li poli da 10Ah che pesa 3.3kg
Il cambio è a mozzo e consente la cambiata da fermo; ha tre rapporti che nella marcia senza motore o su salite impegnative sono troppo pochi
L’avvio dell’assistenza avviene dopo un quarto di giro di pedale e l’accelerazione è buona
La regolazione dell’assistenza avviene tramite tre livelli impostabili con un pulsante sul cruscottino; sono tre livelli di potenza del motore e con ognuno è possibile raggiungere i 26-27km/h però con differente sforzo sui pedali
E’ presente anche un manettino che ha prevalenza sul livello impostato, con cui si può modulare molto rapidamente e con continuità, l’erogazione di potenza del motore
E’ possibile la pedalata “simbolica” cioè senza applicare sforzo ai pedali, ma è altrettanto possibile fare esercizio fisico regolando opportunamente l’assistenza
La velocità in marcia raggiunge facilmente i 27km/h
Il sollevamento è agevole e la bipa risulta equilibrata; una comoda maniglia (che è però un rinforzo del telaio) facilita l’operazione
L’autonomia è risultata 74 km con una velocità di 25-26 km/h
Si superano senza sforzo salite fino al 10% su cui si riparte facilmente
Con contributo muscolare ancora sostenibile si sale sul 17%
La ripartenza su salite ripide è penalizzata dai pochi rapporti del cambio
L’impianto di illuminazione è a norma … ma niente di più



Qui c’è la consueta SCHEDA con tutte le caratteristiche






CICLISTICA

Il telaio è progettato per essere robusto, come nella tradizione TCM: in alluminio 7005 e di generosa sezione



E’ di tipo “aperto” per consentire uno scavalco basso assai utile se si ha il seggiolino per bimbi posteriore o se si caricano sul portapacchi cose ingombranti
La geometria aperta corregge la durezza propria dell’alluminio sulle asperità della strada
La sistemazione della batteria dietro al cannotto sella, implica un allungamento totale della bipa e particolarmente del carro posteriore; questo diminuisce leggermente la manovrabilità

La forcella anteriore è, invece, in acciaio per sopportare, senza pericolo, le spinte del motore

Ruote da 26”, pneumatici a sezione un po’ larga (1.75”) e geometria del telaio rendono la Miki comoda in sella con un buon assorbimento delle asperità stradali, nonostante la mancanza di ammortizzatori

La sella è imbottita e ammortizzata con elastomeri, con forma “unisex” e leggero scavo antiprostatite
La regolazione è rapida senza attrezzi



La posizione in sella è a busto piuttosto verticale (olandese), ma, sfruttando bene le regolazioni anche della pipa del manubrio , si può trovare una posizione inclinata in avanti




Il manubrio ha una inclinazione delle manopole di tipo turistico: molto comoda ma non sportiva
La pipa è regolabile




Le manopole sono del tipo allargato nella zona del palmo della mano e sono comode anche passando molto tempo in sella

Il cambio è di tipo interno al mozzo posteriore (SturmeyArcher); ha tre rapporti ed il freno integrato ; gli innesti sono rapidi e dolcissimi e si può, molto comodamente nell’uso urbano, azionare anche da fermo (a patto di togliere il peso della gamba dal pedale)



Non richiede regolazioni interne ma solo una sporadica compensazione dell’allungamento del cavo che lo aziona
E’ una operazione assai facile ed aiutata da un chiarissimo riferimento visibile sul cambio stesso:



(per la cronaca la regolazione và fatta in 2.a marcia)


Il range dei rapporti non è molto esteso e le marce sono piuttosto lunghe
A 25 km/h la cadenza di pedalata è di 57 ped/min



Il movimento centrale è del tipo a cartuccia sigillata

Lo smontaggio delle ruote richiede solo l’uso di una chiave per i dadi di bloccaggio: il motore è dotato di connettore e i comandi di cambio e freno sono sganciabili con molta facilità
(nella foto: se si segue il filo del freno si vede bene il cilindretto sganciabile)




Il comando del cambio è a rotazione e, contrariamente alle altre Frisbee, è posto sulla manopola destra del manubrio, perciò nella posizione tradizionale delle bici muscolari; l’indicatore della marcia inserita è ben visibile (ma non di notte)




La stabilità in marcia è ottimale, anche a velocità elevate (testata fino a 48.9km/h senza alcun problema)
La marcia senza mani è facile e stabile anche con il cestino anteriore montato

Il posizionamento del leggero motore sulla ruota anteriore non disturba minimamente la guidabilità

I pneumatici (da 26” x 1.75” ) sono marca Kenda con protezione antiforatura



La valvola è la “Presta”(ops) "Schrader" di tipo automobilistico



uniti alla giusta flessibilità del telaio, i pneumatici rendono la marcia confortevole anche sul pavè

Il cavalletto è centrale a due piedi
Conferisce alla bipa un’ottima stabilità anche quando si carica un bimbo sul seggiolino




Di serie è montato un portapacchi posteriore con una buona portata di 25kg





è dotato anche di molla per i piccoli oggetti (un tempo si diceva “portagiornale”)




Non so se il cesto anteriore di cui era fornita la bipa è di serie, ma sicuramente sono già predisposti gli attacchi




La componentistica è di discreto livello e l’assemblaggio è curato






IMPIANTO FRENANTE

Il freno anteriore è un V-Brake
Come su altri modelli TCM, è montato posteriormente alla forcella , consentendo così il montaggio anteriore del lucchetto ad arco




Il freno posteriore è integrato nel gruppo del cambio a mozzo SturmeyArcher




Le leve sono robuste e morbide da azionare; entrambe sono dotate degli switch di cut-off del motore




La frenata risulta molto efficace: l’anteriore è ben modulabile e potente, il posteriore è più progressivo
Entrambi i freni non soffrono nelle lunghe discese e non presentano “evanescenze” quando si surriscaldano
Non si innescano ribaltamenti ne bloccaggi della ruota posteriore
La consueta prova di frenata ha fatto registrare uno spazio di arresto da 25km/h di 3.20 metri (valore buono);
ricordo che per la normativa EN 14764, deve essere inferiore a 7 m

qui il filmato “on-board”






Ed ora la PARTE ELETTRICA


CENTRALINA

La centralina è sistemata nella parte inferiore dell’alloggiamento della batteria, direttamente sotto ai contatti
La posizione è ben protetta anche da urti accidentali



All’accensione viene selezionato automaticamente il livello intermedio di assistenza
Dopo circa 5 minuti di inattività, la centralina si disconnette automaticamente



BATTERIA

La Miki viene fornita con una batteria al litio da 36V 10Ah 370Wh litio polimeri

E’ alloggiata nell’apposita struttura dietro al tubo sella (e questa collocazione implica un allungamento del carro posteriore)




L’estrazione avviene agendo sulla chiave (lato destro) che la sblocca e la fa ruotare lateralmente (verso sinistra)
La chiave ha solo funzioni di blocco meccanico e di antifurto: non ha azioni elettriche

Ecco come si presenta la batteria quando estratta






Il suo peso è contenuto (3.3 kg) ed è facilmente trasportabile tramite una comoda maniglia




I contatti sono ben protetti e alloggiati molto all’interno, ma non è possibile interrompere la loro alimentazione




Non sono presenti indicatori di carica: per conoscerne lo stato occorre leggere l’indicazione sul cruscottino a manubrio

La ricarica può essere eseguita a batteria montata o estratta

Come sempre con le Litio polimeri, c’è un progressivo calo delle prestazioni durante l’arco della scarica; in questo caso devo dire che non si avverte in modo molto marcato, probabilmente perché il motore, ad inizio scarica, viene “tagliato” dal cut-off tachimetrico

Il caricabatteria è di tipo usuale, senza ventola



Pesa 500 grammi compresi i cavi; eroga una corrente massima di 2A e ricarica la batteria completamente scarica in 6 ore e 50 minuti
La sua dimensione è contenuta e ben si presta ad essere portato con se
I cavi sono di lunghezza normale e la spina di rete è di tipo “italiano”
E’ dotato di una spia che si accende di color rosso durante la carica e diventa verde a carica ultimata






COMANDI e REGOLAZIONE DELL’ASSISTENZA

Per la prima volta su una Frisbee/Dinghi compare un cruscottino a manubrio; però di fianco c’è il classico manettino (anche qui una novità: è posizionato a sinistra)



Un pulsante a membrana accende e spegne la centralina; l’avvenuta accensione è segnalata dall’accensione dei led dello stato di carica e del livello di assistenza

Il cruscotto fornisce, con 4 led rossi, l’indicazione dello stato di carica della batteria
Non è semplicemente un voltmetro ma tiene conto (anche se parzialmente) degli amperora già consumati
Ne risulta una indicazione piuttosto precisa anche se avrei preferito un numero maggiore di led

Un ulteriore pulsante (sempre a membrana) commuta sequenzialmente il livello di assistenza
Tre led ne indicano il valore

La visibiltà delle segnalazioni è ottima sia di giorno in piena luce che di notte, ma in questo caso manca la retroilluminazione dei pulsanti che vanno trovati “a memoria”




L’azionamento dei pulsanti è suffcientemente facile, ma diventa un po’ difficoltoso quando si indossano i guanti per lo scarso rilievo e la corsa limitatissima
I comandi si raggiungono facilmente senza staccare la mano dal manubrio



MOTORE

E’ un hub anteriore, geared, da 250W, a 36V, brushless, sensored
Altra novità: questo motore ha una doppia riduzione interna
Cioè oltre al sistema ad ingranaggi planetari, ha una ulteriore coppia di ingranaggi
Ne deriva una velocità di rotazione del motore più elevata di quella dei consueti motori geared montati sulle Frisbee classiche
I risultati pratici sono una diminuzione netta del peso (la TCM dichiara una diminuzione di 2kg) e migliori prestazioni dinamiche




La spinta è sempre buona e le partenze sono rapide
Durante la marcia il motore è piuttosto silenzioso; in partenza e sotto sforzo la rumorosità aumenta




E’ dotato di un connettore per poter agevolmente smontare la ruota






CABLAGGI

I cablaggi sono ordinati
Nella parte che và al manubrio sono raccolti con una guaina




Poi entrano nel telaio e ne fuoriescono vicino al movimento centrale, dove sono poco visibili ma non molto protetti
Da lì vanno immediatamente alla centralina e alla batteria




Anche il dischetto del PAS è di nuovo tipo: è montato sull’asse pedali a sinistra ed è nascosto da una calotta … e non è più un dischetto, ma un cilindro con molti magneti per un avvio rapido dell’assistenza




Il cavo motore – vedi il paragrafo “motore”- rimane esposto, ma è una necessità per poter scollegare l’utile connettore stagno che consente un agevole smontaggio della ruota anteriore



MODALITA’ DI ASSISTENZA

L’erogazione della potenza del motore si basa sul controllo della rotazione dei pedali
La sua intensità viene regolata in due modi

Il primo prevede l’uso del manettino che regola la tensione che và al motore, regolandone così la velocità
Si può accordare la spinta sui pedali con la potenza erogata dal motore in modo da viaggiare alla velocità voluta con lo sforzo che si è disposti ad esercitare sui pedali
Lo sforzo può anche essere nullo (ma – non serve dirlo – occorre la presenza della pedalata)
Col manettino e su strada piana è possibile scendere di velocità fino a 7-8 km(h

Il secondo modo utilizza tre livelli preimpostabili sul cruscottino
Questi livelli non effettuano semplicemente una parzializzazione della tensione che và al motore, ma ne limitano la potenza a tre livelli
Difatti, indipendentemente dal livello impostato, si ottiene, a vuoto, la stessa velocità della ruota
Questo funzionamento implica la possibilità di viaggiare alla velocità desiderata ma con tre livelli di apporto muscolare
Se si pedala “simbolicamente” cioè senza esercitare spinta sui pedali, la velocità si assesta su tre valori differenti, proporzionali al livello di assistenza selezionato: col primo intorno a circa 21km/h, col secondo intorno ai 23 e col terzo intorno ai 25 km/h
Se si desidera marciare più lentamente, si deve passare alla regolazione col manettino e, per farlo, basta semplicemente ruotare il detto manettino che ha prevalenza sulle regolazioni impostate; il suo rilascio fa tornare al livello selezionato

Con ciascun livello di assistenza si raggiungono, su strada, i 26-27 km/h : col terzo livello lo sforzo richiesto è intorno ai 50-60 W perciò modesto

Sui falsopiani, sia in salita che in discesa, è agevole modificare il livello di assistenza per mantenere lo sforzo al livello desiderato; e se c’è una “gobba” da superare … via di manettino

Ecco il filmato dell’avvio, modulazione e stop dell’assistenza a ruota sollevata






AVVIO DELL’ASSISTENZA

Il funzionamento della Miki è diverso da quello delle altre Frisbee ma anche da quello delle altre bipa

Dopo aver acceso la centralina con il pulsante sul cruscottino, per ottenere la partenza del motore è necessario iniziare la pedalata mentre si tiene ruotato il manettino, come sulle altre Frisbee
Però appena il motore inizia a spingere, si può abbandonare il manettino e si passa al livello di assistenza selezionato
Alla partenza si possono adottare due modi diversi di utilizzo:
si può tenere ruotato il manettino e farsi “fiondare” alla velocità desiderata con il motore che spinge vivacemente; poi si abbandona il manettino (che torna a zero) e si viaggia con il livello di assistenza impostato
oppure si può tenere ruotato il manettino solo fino a quando inizia l’assistenza elettrica e poi portarsi in velocità aiutando con i pedali
Poiché col manettino la regolazione è continua (e non a livelli), si può scegliere una qualsiasi condizione intermedia fra le due estreme citate sopra

Il terzo livello di assistenza in pratica coincide con la rotazione massima del manettino

In ogni momento la rotazione del manettino è prevalente sul livello impostato
Così si può immediatamente accelerare, ma anche rallentare : molto comodo se il traffico diventa improvvisamente caotico
Rilasciando del tutto il manettino, si torna subito al livello impostato

Questo sistema implica una particolarità a cui ci si deve abituare
Supponiamo di essere in marcia al secondo livello di assistenza
Per un problema di traffico si smette di pedalare e l’assistenza, dopo meno di un secondo, si interrompe
Ora vogliamo di nuovo accelerare perché la strada è tornata libera
La sola ripresa della rotazione dei pedali non avvia nuovamente l’assistenza, ma occorre dare un “colpetto” di rotazione del manettino per riavviarla
Questa può essere una scomodità ma in realtà ci si abitua in fretta e ci si abitua facilmente a decidere se dare solo il “colpetto” o se mantenere il manettino ruotato per farsi di nuovo sparare alla velocità di crociera (ma si può anche riprendere velocità tranquillamente ruotando poco il manettino: a scelta personale)

L’avvio dell’assistenza avviene dopo un quarto di giro di pedale: buono

Qui si vede il filmato della partenza; il rumore c’è ma in realtà è meno intenso di quanto si sente nel sonoro



E qui si vede la manovra di avvio e la ripresa dell’assistenza dopo uno stop della pedalata




Interrompendo la pedalata, il motore si arresta dopo 0.7” secondi (valore abbastanza rapido)
Agendo su una qualsiasi delle leve dei freni, l’assistenza si interrompe immediatamente

Nelle discese, per economizzare la carica della batteria, è possibile staccare l’assistenza semplicemente “toccando” uno dei freni; l’assistenza si interrompe e per farla riavviare occorre dare il “colpetto” sul manettino



ACCELERAZIONE

Ecco il grafico della velocità in funzione della distanza percorsa e del tempo
I grafici sono due: uno ottenuto senza esercitare sforzo sui pedali e il secondo con la solita leggera pressione usata nei test di autonomia (circa 70W)



Il tempo per percorrere 50m da fermo è risultato 11.17” con velocità di uscita di 25 km/h nel primo caso
Nel secondo caso, con un po’ di potenza muscolare, si scende a 9.7” con velocità di uscita di 27km/h : è un valore molto buono e ai semafori ci si disimpegna bene dall’automobile in prima fila



NEL TRAFFICO

La presenza del manettino (molto più dei tre livelli di assistenza) consente di regolare velocità e spinta del motore in modo rapido ed istintivo, da leggero aiuto a spinta vigorosa
L’avere il manettino a sinistra (cioè dal lato opposto dei consueti acceleratori motociclistici) richiede un minimo di abitudine, ma si acquisisce in fretta
Anche il cambio azionabile da fermo contribuisce a facilitare l’uso nel traffico, però i rapporti sono tutti un po’ lunghi : meno male che la potenza del motore sopperisce bene



COMPORTAMENTO IN SALITA E PENDENZE SUPERABILI

I valori di sforzo necessari con le varie pendenze sono raggruppati in questa tabella




Vabbè, metto anche questa volta le “considerazioni”, ma prometto che è davvero l’ultima volta

“Il peso della semplice gamba appoggiata al pedale è di circa 10-12 kg (per un adulto di circa 70kg di peso)
[ricordiamo che se si appoggia solo il peso della gamba, bisogna comunque fare lo sforzo di sollevare i 10kg dell’altra gamba altrimenti i pedali non girerebbero]
Tale spinta corrisponde all’incirca a 60W esplicati durante la marcia
Per far viaggiare una bici muscolare turistica di media qualità a circa 20 km/h, occorre una spinta di circa 80W ed è uno sforzo che una persona appena un po’ allenata può mantenere per lungo tempo;
per viaggiare a 25km/h -sempre su una muscolare turistica- occorrono circa 125W e richiede di essere allenati se si vuol fare più di qualche chilometro
Valori di potenza sopra i 150W possono essere mantenuti per breve tempo da una persona con un modesto allenamento
200-250W è una potenza di picco … a meno di non si è atleti
I valori della tabella sono riferiti ad un peso del ciclista di 75 kg”

Analizziamo i valori misurati:

La partenza in piano può avvenire anche con sforzo lievissimo e la rapidità di avvio dell’assistenza facilita ulteriormente le cose

Il cavalcavia al 4% viene superato, impostando il massimo valore di assistenza, a 20 km/h a “pedalata simbolica” cioè senza applicare sforzo e a 22 km/h con il semplice peso della gamba
La ripartenza richiede uno sforzo leggero (26kg)

Ecco il filmato




La salita del filmato seguente comprende un tratto al 10% che si supera a circa 10.5km/h , in 1.a marcia e con una potenza sui pedali di 52 W; in pratica basta il peso della gamba per salire

La ripartenza richiede uno sforzo di 53 kg che comincia a diventare elevato: i pochi rapporti qui si cominciano a sentire

Il tratto finale è al 13.5%; si sale in 1.a a 9 km/h e con uno sforzo di 90 W: ben sopportabile anche a lungo

Nella ripartenza occorre scaricare sui pedali quasi tutto il proprio peso (67 kg): la prima marcia è troppo lunga

Filmato salita 10-13.5%



Il superamento della salita al 17% richiede uno sforzo ancora sopportabile (113W); la velocità scende fino ai 7.5 km/h

La partenza da fermo richiede invece di applicare tutto il proprio peso sui pedali; per fortuna l’assistenza si avvia rapidamente e il motore inizia presto ad aiutare

Filmato salita 17%


Questa è la prospettiva della rampa per dare un’idea della pendenza




La rampa al 27% viene superata bene se si affronta in velocità; anche partendo dal tratto al 10% si riesce a salire, ma siamo proprio al limite perché occorre scaricare tutto il proprio peso sui pedali: il motore fatica a prendere giri e non riesce ad erogare tutta la potenza di cui è capace
La ripartenza non è possibile



(come sempre, preciso che questa è una pendenza estrema e che è assai difficile incontrarla sulle strade: su una tale pendenza una automobile generalmente non è in grado di ripartire; ci riescono solo le fuoristrada dotate di marce ridotte)

Qui si vede la prospettiva di tale salita




La Miki si comporta bene anche su salite impegnative ma è penalizzata nelle ripartenze dai soli tre rapporti del cambio
Non è una scalatrice purosangue, ma difficilmente ci si può trovare in imbarazzo se la strada diventa salita

(ho caldeggiato la messa in produzione di una versione un po’ più sportiva con il cambio a 5 o più rapporti che le consentirebbe prestazioni in salita ancora più brillanti)



VELOCITA’ e AUTONOMIA

Ho eseguito la prova sul consueto tracciato urbano-extraurbano esercitando l’altrettanto consueta leggera spinta sui pedali (circa 70 W)
Ho usato il manettino solo nelle fasi di avviamento mentre nella marcia normale ho usato il selettore della potenza
La prima parte del giro l’ho eseguita con il livello di assistenza intermedio (liv 2) ad una velocità di 26km/h
I primi 35km hanno conservato le prestazioni iniziali; poi ho avvertito un progressivo leggero calo; dopo 56 km la velocità è scesa a 25km/h per il consueto abbassamento della tensione delle litio polimeri; a questo punto sono passato al livello massimo di assistenza (liv 3) per non dover aumentare lo sforzo sui pedali
La velocità è tornata sui 26km/h ed è definitivamente scesa a 25 dopo una dozzina di chilometri
Al km 74 la velocità è scesa a 24km/ e considero questo il limite dell’autonomia

(ho proseguito la prova fino all’intervento del cut-off voltmetrico e sono arrivato, con prestazioni in ripida discesa,
al km 76 )

La temperatura durante la prova è stata di 25°C perciò i risultati non richiedono correzioni



Mediamente il consumo elettrico è stato di 5.0 Wh/km: è un valore buono e indica che il controllo dell’erogazione della potenza sulla Miki è efficace
La buona scorrevolezza consente di fare tratti di strada completamente senza assistenza con sforzo contenuto, allungando la già buona autonomia (come già detto, per staccare l’assistenza basta un colpetto di freno e per poi riavviarla serve un colpetto sul manettino)



MARCIA IN COPPIA

La marcia in coppia è agevole
Se il nostro compagno di viaggio è lento, si sfrutta l’ottima modulabilità dell’erogazione consentita dal manettino
Se viaggia più veloce, è altrettanto agevole utilizzare il livello di assistenza più adatto e modulando la velocità con la spinta sui pedali



MARCIA SU FONDI STERRATI

Il telaio è robusto e, pur essendo aperto, non ha flessioni fastidiose sulle buche
Ruote da 26”, pneumatici un po’ cicciottelli e ottima regolabilità dell’assistenza permettono alla Miki di affrontare le strade non asfaltate e gli sterrati leggeri senza alcun problema; anche la frenata è stabile e il freno posteriore a mozzo non provoca bloccaggi della ruota; viene voglia di osare di più (beh non quei percorsi infernali che ci propone Windmillking !!!)
Anche gli acciottolati dei centri storici non provocano eccessive vibrazioni a sella e manubrio



TRASPORTO IN AUTO E IN TRENO

Il trasporto in auto è facilitato dal peso contenuto (20.4 kg senza batteria); verificare che la lunghezza, non molto contenuta (1840mm), non crei problemi

Il trasporto in treno non presenta particolari difficoltà salvo per il peso che è maggiore di quello di una bici muscolare anche a batteria estratta; l’aggancio ai sostegni non presenta ostacoli
Negli ascensori standard delle ferrovie ci sta ma bisogna sterzare bene la ruota anteriore




Ricordarsi di portare con se una corda elastica perché a volte i sostegni sono tutti occupati e occorre fissare la bipa … dove capita; qui l’ho legata, senza appenderla, per pigrizia



Lunghezza totale e larghezza del manubrio non la rendono troppo comoda nelle manovre negli angusti spazi dei vagoni


Nel sollevamento risulta ben equilibrata ed il peso non è eccessivo; il punto di presa è assai comodo perché il rinforzo frai i due tubi del telaio sembra proprio una comoda maniglia e questo la fa sembrare più leggera



Senza batteria il peso risulta appena sbilanciato in avanti

Film trasporto su scala





PEDALABILITA’ AD ASSISTENZA DISINSERITA – SCORREVOLEZZA

Il motore è dotato di ruota libera e risulta ben scorrevole ad assistenza staccata

Filmato ruota libera


la scorrevolezza complessiva della bipa è buona e simile a quella di una buona bici muscolare, salvo il peso maggiore
I rapporti del cambio sono troppo pochi per una marcia turistica senza assistenza, soprattutto in presenza di pendenze
Senza assistenza elettrica , si marcia a circa 20 km/h in seconda, con uno sforzo di circa 80 W (in piano)

Senza la batteria si nota il “vuoto” nel telaio, ma non rimangono visibili “frattaglie” sgradevoli






IMPIANTO LUCI



L’alimentazione è data da una classica dinamo

Il fanale anteriore è ad incandescenza ma ha anche un led bianco “a persistenza“ che si accende quando la bipa è ferma e rimane acceso per un certo tempo (dopo almeno due minuti di marcia rimane acceso per cinque minuti)



La luce che emette è un po’ più di quella “a norma” , ma, per me che con le luci sono incontentabile, è scarsina


Il fanale posteriore è a led a luce fissa (1 led rosso), anch’esso a persistenza (come l’anteriore, dura acceso cinque minuti a bipa ferma); la sua visibilità è ottima anche lateralmente



ANTIFURTO

La Miki viene fornita con un lucchetto ad arco sulla ruota anteriore
E’ utile per le soste brevi e per proteggere dal furto la ruota anteriore se accompagnato da un robusto lucchetto ad U o a catena che assicuri la bipa a qualcosa di fisso



Sul telaio è bulinato il numero di serie ch viene registrato presso la TCM insieme al nome del proprietario



ACCESSORI

La TCM ha un ricco catalogo di accessori applicabili, come cestini, seggiolini, borse, impermeabili …
E sono applicabili i normali accessori per bici



CERTIFICAZIONI, GARANZIA E PREZZI

La TCM è una ditta molto attenta al rispetto delle normative:
la Miki è certificata EN14764 e EN15194 (con prove di resistenza delle parti meccaniche e compatibilità elettromagnetica eseguite dal TUV tedesco)

La garanzia è di 2 anni; sulla batteria la garanzia è di 2 anni a scalare

Il prezzo di listino è 1299 € e la batteria di ricambio 380 €, ma rimando alla sezione “prezzi ufficiali” per il valore aggiornato



CONSIDERAZIONI SULL’UTILIZZO

Bipa di uso molteplice
Ben adatta al traffico urbano per la prontezza e potenza del motore nelle ripartenze e il cambio azionabile da fermo
Ben adatta alle gite fuori porta per la lunga autonomia e la comodità in sella
Ben adatta a chi non vuol sudare perché consente la pedalata simbolica
Ben adatta a chi vuol fare un po’ di esercizio fisico per la possibilità di modulare la potenza espressa dal motore
Bene su salite fino al 15-17% ma non oltre, per la mancanza di un adeguato numero di rapporti del cambio


NOTA

Tutti i dati sono ottenuti col mio peso a bordo: 75kg vestito e con gli accessori tipo navigatore satellitare e fotocamera



Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"

pc65
Utente Medio



109 Messaggi

Inserito il - 29/04/2012 : 18:59:08  Mostra Profilo Invia a pc65 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
complimenti per la bella prova ,come sempre un ottimo report.ciao peppino
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serbrushless
Utente Attivo



Abruzzo


687 Messaggi

Inserito il - 29/04/2012 : 20:16:04  Mostra Profilo Invia a serbrushless un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
kome sempre ottima prova pix

aprilia enjoy city e fresbee sudtirol
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elle
Amministratore

fondatore




17605 Messaggi

Inserito il - 29/04/2012 : 21:42:57  Mostra Profilo Invia a elle un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
grazie mille pix

interessante la doppia riduzione del motore e il nuovo pas
secondo me hai fatto bene a caldeggiare una versione con lo sturmey 5, che adesso c'è in un nuovo modello con una bella ampiezza


l.

giant lafree, 2006 - brompton M3L, 2007 - flyer T8, 2008 - xootr swift, 2009 - specialized tricross, 2012 - tag egolite, 2014
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Parimpari
Utente Senior



Liguria


1427 Messaggi

Inserito il - 29/04/2012 : 22:31:52  Mostra Profilo Invia a Parimpari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E bravo Pix

Bravi anche quelli della TCM, che però dopo il posteriore e l'anteriore, potrebbero lanciarsi in una ...via di mezzo

La Peppa: Bh E-motion City 700 Lux, Aprile 2011

Heidi: Flyer S Street Premium, Marzo 2012

Mumù e Mimì: Dahon Mu P8. Aprile 2013
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claudio02
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Inserito il - 29/04/2012 : 22:59:40  Mostra Profilo Invia a claudio02 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
bravo pix, dovrebbero regalartela dopo un pixtest così!

Una persona pessimista fa si di creare delle energie che andranno nella direzione delle sue paure piu profonde, fino alla loro realizzazione. Il pessimismo sincronizza anche i semafori.
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iw6cpk
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Marche


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Inserito il - 29/04/2012 : 23:09:19  Mostra Profilo Invia a iw6cpk un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Carina questa frisbee: ha un telaio da bicicletta invece che da motorino
Il test naturalmente è impeccabile come sempre

Rockrider 5.2 + kit bafang swxh Alcedo + batt. 9 Ah 36v
Flyer in the dirt (Flyer S street + dual drive 27 - Custom MTB)
Kalkhoff Pro Connect Alfine 11 speed
-------------------------------
Per arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima...con un motore a scoppio
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mibe
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Inserito il - 01/05/2012 : 15:35:44  Mostra Profilo Invia a mibe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Pix, più che perfetto come sempre!
Ho avuto modo di vedere questa bipa alla Fiera del Tempo Libero di Bolzano ieri. A mia moglie piace, a me non del tutto: qualcosa nelle proporzioni/linee del telaio mi stona. Mi piacerebbe inoltre capire le ragioni che hanno spinto la TC a spostare il manettino a sinistra.
Il rivenditore che era presente mi ha detto che la bipa è disponibile solo in colore bianco. Mi pare però (se non ho le visioni) che il modello da te provato sia metallizzato argento.
Probabilmente il signore si riferiva ai modelli disponibili in Fiera ... altrimenti continuerei a non capire il minimo sforzo richiesto da parte delle aziende di proporre i prodotti almeno in tre - quattro colori base (nero, rosso, bianco e metallizzato) se non in una pura ottica di risparmio o di presunzione di sapere quale sia il colore più bello per una bipa. Continuo a pensare che il colore di una bicicletta (evidentemente in second'ordine rispetto alle caratteristiche più importanti quali robustezza del telaio, prontezza della frenata, motore con le caratteristiche che si prediligono,...) sia comunque un fattore decisamente importante quando si sceglie una bipa e comunque qualche colore in più (che non sia "amaranto dell'isola di Java"!) non sia troppo un patema offrirlo come scelta ai potenziali clienti.

Se non chiedo troppo, riesci Pix a fare un confronto diretto tra pregi e difetti della Miki e della Euro 7, se non altro come impressione immediata tra le due?

La vita è come una ruota.
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pixbuster
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Inserito il - 01/05/2012 : 22:39:32  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Mibe

Sul catalogo (vedi "prezzi ufficiali") dicono che è disponibile in bianco perla e alluminio spazzolato; credo che per ora siano i soli disponibili

Per un confronto con la Euro7:
la Miki è più adatta anche a persone di statura elevata
E' meno adatta al turismo a lungo raggio per il cambio a soli tre rapporti e per la batteria unicamente da 10Ah
Anche in salita, sempre per via del cambio, è meno adatta
E' più comoda e meno rigida
La velocità è la stessa: 27 km/h
E' più lunga ma si trasporta meglio sulle scale (vedi accesso ai treni)
La nuova gestione dell'erogazione è più efficace e permette di ottenere lunghe autonomie senza troppa attenzione
(Non ha l'amperometro)


Per me stesso dato che sono bassetto, che raramente faccio meno di 40 km per uscita e abbastanza spesso oltre 70, che viaggio prevalentemente in pianura e su strade extraurbane, che mi piace una posizione in sella un pò inclinata in avanti, che sono maniaco degli strumenti e dei dati, preferisco la Euro7




Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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vigiul
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Inserito il - 14/05/2012 : 21:10:57  Mostra Profilo Invia a vigiul un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
complimenti per la prova
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pixbuster
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Inserito il - 14/05/2012 : 23:09:00  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
(grazie Vigiul)

Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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Bicifacile
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Inserito il - 15/05/2012 : 07:21:48  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Bicifacile Invia a Bicifacile un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Bellissima prova. Un riferimento per tutti. Grazie.

Bicifacile e-bike di qualita' www.bicifacile.it
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Cirano
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Piemonte


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Inserito il - 26/11/2012 : 17:43:07  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Cirano Invia a Cirano un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Pix, sono l'ultimo arrivato! Mi piacciono molto le tue prove vorrei acquistare la mia prima bipa nella prossima primavera, anzi per la verità ne vorremmo acquistare due, una per me e una per mia moglie, per andare in giro anche insieme.
Ci piace l'idea di acquistare un mezzo italiano e la "filosofia" di TCM della quale tu hai provato molti modelli ci convince (certo, potessimo spendere 2.500 € a bipa...).
Lucia presta più attenzione di me all'estetica (anche l'occhio vuole la sua parte) e sarebbe orientata sulla Fresbee Miki.
Per arrivare a casa dopo una passeggiata o una giornata di lavoro dobbiamo percorrere un dislivello di 131 metri per una distanza di 1,2 km, dunque una pendenza media (per la verità ad andamento costante)del 10,91%
Avendo letto tutte le tue recensioni forse la Miki non è la Fresbbe più adatta, meglio sarebbe la Euro 7 ma a Lucia non piace l'alloggiamento della batteria!
Che dici, ce la possiamo fare senza sforzo anche con la Miki?

"L'uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare" (George Bernard Shaw 1856-1950, scrittore e drammaturgo irlandese).
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pixbuster
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Inserito il - 26/11/2012 : 21:07:07  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Cirano e Lucia, benvenuti

E grazie per l'apprezzamento

Premetto che tutte le biciclette a pedalata assistita hanno ... la pedalata assistita e non sono scooter, perciò un certo sforzo per quanto leggero è comunque necessario

Il motore della Miki è potente e su una pendenza intorno al 10 percento richiede lo sforzo che si farebbe in pianura per andare a spasso su un lungomare: direi che è uno sforzo facilmente sostenibile anche da chi non è allenato

Però, visto che il tratto in salita lo dovete percorrere spesso ed obbligatoriamente, ti consiglierei di richiedere non il cambio a 3 rapporti montato di serie, ma uno con un maggior numero di marce che vi consentirebbe di salire con una pedalata più vivace e perciò dal rendimento maggiore
Se non ricordo male mi hanno detto in TCMobility (la fabbrica che produce la Miki) che è possibile richiederlo come optional


Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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