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Miky75
Nuovo Utente


Puglia


41 Messaggi

Inserito il - 04/06/2019 : 10:50:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato sia "Los Olivos" che “Evan's Ranch”
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 04/06/2019 : 11:39:41  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Pensandoci bene forse nella versione definitiva che metterò su amazon sarà meglio cambiare i nomi...almeno dei locali.. non vorrei incontrare problemi.. non lo leggerà quasi nessuno ma non si sa mai... La versione in questo forum si atterrà per quanto possibile alla zona reale...
Miky75 onorato di averti come fedele lettore!

Modificato da - andrea 104KG in data 04/06/2019 11:40:17
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pixbuster
Amministratore

fondatore



Veneto


11863 Messaggi

Inserito il - 04/06/2019 : 22:25:15  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
((( Andrea, per problemi di vista non riesco più a leggere libri - ed è una cosa che mi manca tantissimo;
ma ho un soft di sintesi vocale che mi è di grande aiuto Ora sto mettendo i tuoi vari capitoli in un file word e, appena è abbastanza corposo, lo do in pasto alla mia "badante virtuale" perchè me lo legga Tutto questo per dirti che ti ringrazio di questa tua iniziativa )))

Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 06/06/2019 : 00:55:24  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Onoratissimo di averti come ascoltatore pix !
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 06/06/2019 : 00:59:21  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Procedo, lentamente ma procedo

Andrea fece un ultimo tentativo.
“Pablo, lei conosceva la dottoressa Ellen Carter?”
A sentire quel nome gli occhi di Pablo parvero recuperare un barlume di lucidità “La dottoressa Carter.… Era sempre gentile, abitava in una bella casa al numero 165 della via principale. La vedevo tutti i giorni venire a piedi verso la palazzina degli uffici” ma poi la sua mente vacillò “Anche lei è stata presa dal diavolo! La sua anima sarà fatta resuscitare al servizio del maligno!”
Bevve un altro bicchiere e crollò sul tavolo.
Marco e Andrea capirono che non avrebbero ottenuto più nulla da lui.
Uscendo chiesero alla cameriera dov'era l'ufficio dello sceriffo. La cameriera rispose che il paese era troppo piccolo per avere uno sceriffo, ma c'era comunque un ufficio con un suo vice e gli diede indicazioni su come trovarlo. Andrea estrasse un rotolo di banconote e gli lasciò un'altra mancia. Prima di rimetterle in tasca si fermo un attimo e prese altri duecento dollari “ Faccia in modo che quel povero diavolo abbia almeno un pasto caldo per qualche giorno” disse guardando verso il tavolo dove Pablo dormiva.

La polizia non aiuta.

L'ufficio del vice sceriffo non era distante dal locale, Andrea e Marco vi andarono a piedi percorrendo poche centinaia di metri e guardandosi in giro.
L'ufficio era veramente minuscolo, con una scrivania, un telefono, e un vecchio pc. Evidentemente non avevano grandi problemi di ordine pubblico in quel piccolo paese.
Il vice sceriffo era un ometto basso, di evidente origine ispanica, vicino alla sessantina e con una pancia enorme. Se ne stava seduto senza far nulla e sembrò infastidito dall'arrivo dei due stranieri.
“Perchè volete notizie sul Mindtech Village?” chiese in risposta a una richiesta di informazioni da parte di Andrea.
“Ero un caro amico della dottoressa Ellen Carter, sicuramente ne è al corrente, quel caso di suicidio di poco più di un mese fa” rispose Andrea.
“Il caso era abbastanza chiaro, si tratta di suicidio, c'erano anche dei testimoni. L'inchiesta è stata subito archiviata” disse il poliziotto in maniera un po' acida.
“La mia amica aveva una figlia, passavo ore a giocarci insieme” disse Andrea mentendo “posso sapere a chi è stata affidata?”
“Non sono al corrente dei dettagli. E' una questione civile che non riguarda la polizia” tagliò corto il vice sceriffo.
Marco e Andrea uscirono dal piccolo ufficio consapevoli di non aver ricevuto nessuna notizia utile.
“Non era granché gentile quel vice sceriffo” disse Marco.
“A me sembrava addirittura reticente” rispose Andrea e continuò “Come se volesse nasconderci qualcosa.”
Nel frattempo nel piccolo ufficio il vice sceriffo prese il telefono e compose un numero dopo averlo dovuto cercare sulla sua agenda. Non era un numero che usava di frequente. “Sono stati qui due stranieri a chiedere notizie del caso della dottoressa Carter” disse al suo interlocutore.
“Si certo, ho chiesto le loro generalità. Gliele invio vie e-mail al solito indirizzo. Non vorrei sbagliarmi ma passando in auto davanti al Evan's Ranch credo di averli visti parlare con Pablo” senza salutare, riattaccò il telefono.
Spedì velocemente l'e-mail e ritornò al suo ozio, sperando che i due stranieri non si trasformassero in un problema.
Dentro i laboratori segreti del Mindtech Village il medico dal portamento militare aveva posato il telefono e stava controllando l'e-mail con le generalità dei due sconosciuti inviatagli dal vice sceriffo di Los Olivos” e stava riflettendo. Non era per nulla preoccupato, anzi aveva un'aria compiaciuta.
L'infermiere che era nella stanza con lui invece interpretò il suo silenzio come preoccupazione e chiese “ Va tutto bene signore?”
“Si benissimo” rispose e continuò “Ricordi mentre sorvegliavamo la dottoressa Carter, lo strano pacco che ha spedito dal negozio di articoli sportivi e armi del villaggio?”
“Certamente, lei si è illusa che non ce ne accorgessimo ma le telecamere presenti in tutti gli ambienti del villaggio ci hanno permesso di vedere tutto. Conteneva una freccia, non sappiamo che significato avesse, ma lei quando ha esaminato il pacchetto ha voluto che fosse spedito ugualmente.” rispose l'infermiere.
“L'ho deciso quando ho visto a chi era destinato” rispose il medico “Ricordi quattro anni fa in Brasile quando quel gruppetto di italiani ha distrutto la nostra base?”
“Certamente signore. Ce la siamo cavata solo perché eravamo fuori in una zona della piantagione che non è stata coinvolta dal crollo della montagna dell'Eldorado e sfuggita alla tremenda alluvione” rispose l'infermiere.
“Ho sempre meditato di vendicarmi ma poi ci siamo spostati in questo centro e con le cose da fare la vendetta è passata in secondo piano” disse il medico “ Ora però stanno venendo loro da noi, il pacco era indirizzato ad uno di quegli italiani” disse il medico.
“Signore, mi permetto di farle notare che sono individui pericolosi” disse preoccupato l'infermiere.
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microchip
Utente Attivo


Veneto


521 Messaggi

Inserito il - 07/06/2019 : 08:49:45  Mostra Profilo Invia a microchip un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ho letto il primo, bello, scrivi semplicemente e la lettura è sempre fluida, quando si legge si entra nella storia. Hanno un grande difetto, è breve in un paio d'ore è finito.

Roberto
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 08/06/2019 : 01:12:08  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Eeee lo so, io riesco a scrivere una storia, ma poi non so perdermi nei particolari che mi annoiano anche Basterebbe allungare la storia con tante descrizioni dettagliate delle scene e dei colloqui. Ma poi ci sono 2 inconvenienti, il rischio che tutto diventi noioso e soprattuto un enorme spreco di tempo per lo scrittore che anzichè costruire una trama deve perdersi in infiniti particolari... col risultato che la scrittura di un libro dura 3 anni e la probabilità di lasciarlo perdere è altissima
E' come con le bici, se faccio un progetto deve essere realizzabile nel breve/medio periodo altrimenti mi stressa
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 08/06/2019 : 01:14:52  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
“Già, mi è giunta notizia che li hanno visti parlare con Pablo” disse il medico.
“Il vigilantes che lavorava qui qualche anno fa? Se posso permettermi signore è stato un errore lasciarlo andare.” rispose l'infermiere e continuò “Ricordo che per errore aveva digitato 666 nell'ascensore della palazzina. Quel codice porta ai piani sotterranei dei laboratori. In realtà se non si ha un chip rfid abilitato non succede nulla ma per un errore di sistema nel suo caso l'ascensore si è abilitato ugualmente. L'abbiamo trovato che girava da ore nelle sale di backup e di riproduzione. Non che avesse le conoscenze per capirci granché, ma comunque sapeva troppo” disse l'infermiere.
“Lo considero un interessante esperimento invece.” disse il medico sorridendo e continuò.
“Lo abbiamo condizionato alla vecchia maniera, come negli anni 50, con droghe e scariche elettriche. Come già sapevamo il suo cervello non avrebbe retto, va in giro convinto di aver visto la tana del diavolo. Nessuno può ricavarne qualcosa di coerente.” Fece una piccola pausa e aggiunse “Comunque hai ragione, sono pericolosi. Ma stavolta sappiamo che sono qui e guideremo noi il gioco. Fai raddoppiare la sorveglianza al perimetro del villaggio e anche nei laboratori”
“Signorsì signore” rispose l'infermiere e uscì per eseguire l'ordine.

Il piano (OMMAGIO A JOBIKE)

“Cosa facciamo adesso?” chiese Marco
“Per ora cerchiamo una stanza per la notte. Devo chiedere aiuto ad Arianna” rispose Andrea.
“Pensavo che aveste litigato. Insomma sei partito senza dirle nulla" disse Marco.
“Non le ho detto nulla perché non so se avrebbe compreso. Insomma fino a poco tempo fa Arianna era umana ma prevedibile, razionale. Ora si sta comportando come una donna gelosa, irrazionale. E comunque non credere che non sappia dove siamo.” Disse Andrea con un sorriso e continuò “Arianna è il computer più potente al mondo e vive sulla rete. È ovunque e ha accesso a qualsiasi dato, ai computer delle compagnie aeree, delle agenzie di viaggio, delle agenzie di noleggio auto, insomma tutto. Anche ai satelliti del sistema gps e sono sicuro che sa benissimo dove siamo tramite i gps presenti nei nostri smartphone”
Marco non rispose, rimase in silenzio. Sottovalutava sempre Arianna. I suoi sensi la vedevano come una bellissima donna e benché conoscesse le sue particolarità il suo cervello tendeva a considerarla un normale essere umano.
Trovarono una camera in affitto poco lontano e una volta sistemati Andrea accese il suo computer portatile.
Dopo pochi attimi comparve a video il volto di Arianna sorridente. “Com'è il vino della Ynez Valley?” disse Arianna.
Andrea guardò Marco con la tipica espressione da “te lo avevo detto” e Marco ricambiò con un sorriso.
“Ciao amore,” disse Andrea
“Prima che inizi a parlare, volevo scusarmi. Sono stata stupida! Sò, o almeno credo di comprendere cosa vuol dire avere una figlia e non posso impedirti di cercarla.” disse Arianna.
“Non scusarti amore, anch'io dovevo affrontare la situazione diversamente ma ero sconvolto” rispose Andrea e continuò “Ora però ci serve il tuo aiuto. Potresti mandarci tutto quello che trovi sul Mindtech Village? Ci serve un modo per entrare, quindi mappe, piani di costruzione, planimetrie. Magari potresti anche dare una sbirciatina al loro computer centrale.”
“Già fatto, mentre eravate in viaggio. Purtroppo per ora il loro computer centrale mi è precluso. Tutto quello che è disponibile sono i piani di costruzione memorizzati nei computer del comune per i permessi” rispose Arianna
Intervenne Marco con tono stupito “ Pensavo avessi accesso a qualsiasi database sul pianeta, o almeno così afferma il tuo innamorato” disse ridendo.
“Non ho detto che non posso accedervi o detto “per ora” l'accesso mi è precluso”. In effetti è la prima volta che mi capita, hanno un algoritmo di criptatura superiore a quelli dei computer militari. Ma niente di impossibile, si tratta solo di provare miliardi di combinazioni al secondo per tre-quattro giorni, una cosa veramente noiosa!” rispose Arianna.
“Mandaci quello che hai” disse Andrea
“Controlla la posta, dovrebbe esserti già arrivato tutto” rispose Arianna.
Marco si allontanò perché la conversazione fra Andrea e Arianna continuò per un po' con frasi amorose e smielate che lo mettevano sempre in imbarazzo.
Dopo un po', non sentendo più parlare si avvicinò di nuovo.
Andrea aveva aperto i progetti di costruzione del villaggio e li stava osservando con attenzione.
“E' immenso, occupa un'intera collina ed è completamente recintato” disse Marco.
“Già, e penso che ci siano allarmi e telecamere un po' dappertutto. Sarà molto difficile avvicinarci ” rispose Andrea con tono preoccupato.
“Lasciami controllare” disse Marco avvicinandosi al computer. “Cos'è quella parte di collina piena di quadratini sul progetto?”
“E' un enorme impianto fotovoltaico. Chissà cosa ne faranno di tutta quella corrente elettrica. A giudicare dall'estensione dell'impianto potrebbe alimentare una piccola cittadina.” rispose Andrea.
“Forse ci sono dei laboratori sotterranei, di cui ovviamente non c'è traccia sul progetto ufficiale.” disse Marco e continuò
“Inoltre vedo un'unica strada di accesso principale e due stradine secondarie che sicuramente saranno controllatissime. Impossibile avvicinarsi in auto, ci vedrebbero a chilometri di distanza.” dopo un attimo di silenzio chiese “Cos'è quella linea tratteggiata sulla mappa che attraversa il campo fotovoltaico?”
“Credo sia un torrente ai piedi della collina” rispose Andrea
“Non possono bloccare un torrente, probabilmente lì la recinzione si interrompe o comunque è possibile passarci sotto” disse Marco e continuò “senza contare che potremmo risalire la collina al riparo dei pannelli fotovoltaici. Sono enormi e sarà possibile passarci sotto o a lato agevolmente”
“Ma è in una zona impervia, lontana dalle strade diversi chilometri. Attraversare i campi con un fuoristrada non mi pare il modo migliore per non farsi notare” rispose Andrea.
“Che sia in un punto impervio va a nostro vantaggio. Non credo abbiano messo telecamere in quel punto. Per come arrivarci ho una piccola idea. Come te la cavi in bicicletta?” chiese Andrea ridendo.
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leonardix
Utente Master



Lazio


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Inserito il - 08/06/2019 : 09:27:39  Mostra Profilo Invia a leonardix un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

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andrea 104KG
Utente Master


Marche


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Inserito il - 09/06/2019 : 00:19:38  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Leonardix!

sempre in omaggio a Jobike

“Tu sei matto! Lo vedi che peso un quintale. Certo non ho problemi ad andare in bicicletta, in estate percorro sempre il lungomare da Cattolica verso Riccione, ma percorro una ciclabile di pianura, in salita muoio! E qui dove vogliamo andare ci sono solo campi brulli bruciati dal sole ” rispose Andrea
“Vai a dormire, ho un'idea. Oggi girando per la cittadina ho visto qualcosa di interessante. Ho anche bisogno di parlare con la tua fidanzata”
La mattina seguente dopo aver fatto colazione all'americana, con uova, bacon, spremuta d'arancia e un buon mezzo litro di caffè americano, Andrea disse “allora la vuoi smettere di fare il misterioso? Con cosa ci avvicineremo al recinto del villaggio? Non vorrai veramente andare in bicicletta…”
“Nessun mistero, ieri girando ho visto l'insegna di un negozio ‘Pedego electric bike' e ieri sera ho navigato un po' per vedere se avevano il modello che cercavo” rispose Marco
“E lo hai trovato?” chiese Andrea
“Si è un moderno modello di mountain bike elettrica con ruote plus larghe come quelle di un motorino e un sistema di ammortizzatori da far invidia a una moto da cross.” Rispose Marco
“humm, devo vederle per essere convinto" rispose titubante Andrea
“Il negozio e solo a qualche isolato da qui" rispose Andrea e uscirono per prendere il loro pick up Dodge.
Il negozio distava poco più di un chilometro e aveva un grosso cartello “ Pedego electric bike. Sell and rent electric bike”
Entrarono e salutarono il negoziante “Ho visto sul vostro sito una mountain bike elettrica. Credo che il modello si chiami Elevate" disse Marco.
“Ne abbiamo diverse, disse il negoziante, è la moda del momento. Venite" disse facendo cenno di seguirlo nel reparto bici off-road.
“Eccole, motore Shimano E8000, batteria da 500wh, ruote plus da 2.8” e continuò elencando le caratteristiche tecniche della moderna bici elettrica da fuoristrada.
“Ha una taglia M per il mio amico e una L per me?” chiese Marco
“Si, sono le misure più comuni" rispose il negoziante.
“Va bene, ce le portiamo via" disse Andrea
“Non vuole nemmeno sapere il prezzo?” disse il negoziante incredulo.
“Quanto costano?” disse Andrea
“Posso lasciarvele a 5000 dollari ognuna" rispose il negoziante
“Va benissimo” disse Andrea porgendo al negoziante una Carta Oro American Express.
Il negoziante sgranò gli occhi e se fino a quel momento era stato gentile ora divenne addirittura ossequioso. “ Aspettate una mezzora, le porto in officina e faccio controllare il montaggio dal meccanico"
La bicicletta di Marco fu caricata sul pick up mentre Andrea, che non ne aveva mai provata una, lo seguì in bicicletta.
Arrivati di fronte alla palazzina dove avevano affittato la camera, Andrea aveva un sorriso a 32 denti.
“E' eccezionale” disse Andrea e continuò “mi sento un superman e nemmeno una gocciolina di sudore!”
Marco sorrise “ Tu continua a girarci per prenderci confidenza, io devo assentarmi per un paio d'ore” disse e partì con il pick up senza rivelare altri dettagli.
Andrea ne approfittò per raggiungere in mountain bike le vicine colline, per vedere come riusciva ad affrontare le salite.
Ritornò dopo ben tre ore, ancora fresco come era partito.
Vide il pick up Dodge parcheggiato e salì in camera.
“Credevo volessi campeggiare in collina” disse Marco ridendo.
“E no, ho quasi finito la batteria e ho il terrore che poi mi piombi addosso tutto il mio peso” rispose Andrea ricambiando il sorriso e continuò “Tu invece dove sei stato?”
Marco aprì una valigetta metallica che era posata sul tavolo “Ho dovuto chiedere ad Arianna per procurarmi questi. E' incredibile cosa riesce a fare la tua ragazza. Mi ha procurato un contatto nella vicina cittadina di Buellton. Per fortuna qui in USA procurarsi armi e apparecchiature militari è molto più facile che in Italia.” Posò sul tavolo due occhiali strani e disse “Visori notturni di ultima generazione, leggeri e comodi, usati per la guida degli elicotteri. Roba militare. Tu sai che sono un ex pilota dell'aeronautica militare. Li avevo visti in dotazione agli elicotteristi americani, noi italiani ancora non abbiamo questi modelli” Poi estrasse anche una Beretta 92 nella versione m9 per l’esercito americano, simile a quella che aveva in dotazione quando era maggiore dell’aeronautica.
Andrea non commentò. Non avrebbe mai avuto il coraggio di sparare a un uomo. Sapeva comunque che il loro piano comportava seri pericoli e forse un’arma sarebbe stata necessaria. Accese il computer e iniziarono a guardare le mappe satellitari del villaggio, confrontandole con i progetti costruttivi.
“Non sembrano esserci grosse difformità” disse Marco e continuò “Ti ricordi cosa aveva detto Pablo sull’abitazione di Ellen?”
“A detto poco veramente, ricordo il numero civico 165 della via principale” rispose Andrea.
“Vorrei dare un’occhiata alla sua abitazione prima di tentare l’ingresso nella palazzina uffici. Sulla mappa sono indicate tutte le abitazioni. Il numero 165 è qui.” disse Marco indicando con l’indice un punto sulla mappa. “Una volta risalita la collina passando attraverso il campo fotovoltaico possiamo girare attorno alla palazzina uffici tenendoci a debita distanza. Questa parte verde viene indicata come campo da golf e finisce proprio sul retro delle case. Sarà uno scherzo attraversarla. Dobbiamo tentare di entrare domani notte”
“Non sarebbe meglio aspettare che Arianna sia riuscita a penetrare nel computer del villaggio?” chiese Andrea
“Da quello che ha detto le ci vorranno ancora circa 3 giorni. Troppo. Domani notte è l'ultima notte di luna calante, non troppo luminoso per essere visti con facilità né troppo scuro per poter usare i visori notturni. Con la luce della luna, anche se parziale, possiamo vederci come se fosse giorno. Nel buoi completo saremmo costretti ad usare degli illuminatori a infrarosso ma non è facile usarli guidando una mountain bike.” rispose Marco.
“Qualche idea su come entrare nella palazzina?” chiese Andrea.
“Dovremo improvvisare, qui sul retro della palazzina ci sono dei locali tecnici. Possiamo tentare da lì” rispose Marco.
“Potrebbe non essere necessario” disse Andrea dopo un attimo di silenzio e continuò. “Quello che mi interessa è sapere dove tengono Susan. Il loro computer centrale è ben protetto da attacchi esterni ma se nell’abitazione di Ellen troviamo un computer collegato in rete, le difese interne dovrebbero essere minori. Mi farò mandare da Arianna un programma sniffer e vari programmi per trovare password”
“Cos’è uno sniffer?” chiese Marco che era esperto in informatica solo come normale utente e non certo come hacker.
“Un programma apposito per registrare i dati che scorrono su una rete e carpirne password e altri dati” rispose Andrea
“L’ex insegnate di informatica sei tu.” disse Marco sorridendo. “Useremo la giornata di domani Per andarcene in giro fingendo di fare i turisti ed esamineremo il territorio dal vero.”
“Nel frattempo provati questa” continuò Marco aprendo un borsone e tirandone fuori una mimetica militare. “Spero sia adatta al tuo giro vita da vespa” disse toccandosi la pancia. Andrea fece una smorfia e sparì nella sua camera ad indossare l'indumento.
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


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Inserito il - 09/06/2019 : 01:12:54  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Vi sfido a trovare la mountain bike citata
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Bilbo
Utente Medio



Friuli-Venezia Giulia


371 Messaggi

Inserito il - 09/06/2019 : 17:49:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho iniziato il libro gratis di amazon... molto molto bello
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


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Inserito il - 09/06/2019 : 17:59:37  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie, l'inizio fa scena poi cambia..
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leonardix
Utente Master



Lazio


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Inserito il - 09/06/2019 : 22:03:29  Mostra Profilo Invia a leonardix un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
andrea 104KG ha scritto:

Vi sfido a trovare la mountain bike citata


https://www.pedegoelectricbikes.com/product/elevate/
Bel giocattolino!

www.leonardix.altervista.org - pagina FB
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Bilbo
Utente Medio



Friuli-Venezia Giulia


371 Messaggi

Inserito il - 10/06/2019 : 14:19:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Finito. Ottima storia.... però ci si aspetti continui....

Ps verifica, ci sta qualche refuso....
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 10/06/2019 : 20:09:37  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Che libro hai letto bilbo? Purtroppo i miei primi 4 libri sono stati scritti in mobilità con un palmare senza correttore ortografico poi ripassarli era troppo noiso per cui sono pieni di errori
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


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Inserito il - 11/06/2019 : 00:40:29  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sono quasi arrivato in pari con quello che sto scrivendo quindi adesso andrò più lento...


Un nuovo cliente.
Nel Mindtech Village arrivò una limousine dai vetri oscurati. Ne scesero due robusti uomini in completo nero, delle guardie del corpo che aiutarono a scendere un anziano che camminava con difficoltà appoggiato ad un bastone. Il passo era incerto ma si capiva che era un uomo che da molti anni era abituato a comandare. Fu ricevuto da un funzionario che lo fece entrare nella palazzina sede della Mindtech.
“E’ questo il posto? Mi sembra una normale palazzina uffici. Non vale i milioni di dollari che verso” disse il vecchio in tono duro.
“Quello che ci interessa non è visibile” rispose il funzionario in tono ossequioso. Sapeva che il vecchio, dal carattere terribile, era uno degli industriali più ricchi d’America.
“Le organizzerò una visita ai piani riservati. Abbia pazienza di attendere qualche minuto” continuò il funzionario facendolo accomodare in una lussuosa saletta di aspetto.
“Sarà meglio per lei che sia veloce. Non sono abituato ad aspettare.” rispose il vecchio.
“Il funzionario si allontanò, entro in un ufficio e sollevò un telefono “E’ arrivato il nostro cliente. Credo che sia un tipo rognoso, vorrà sapere tutto. E se poi rifiutasse? Sarebbe pericoloso lasciarlo andare” disse al suo interlocutore.
Nei sotterranei all’altro capo del telefono il medico in camice bianco rispose “Non preoccuparti. Non ha alternative, dalla cartella clinica che ci ha mandato risulta che ha un tumore alla prostata in fase terminale. Nessuno altro è in grado di garantirgli quello che gli offriamo noi. Mandamelo pure giù”
Il vecchio fu accompagnato ad un’ascensore dal funzionario e assieme entrarono nella cabina. Il funzionario disse “L’accompagno a vedere i nostri segreti. Mi spiace ma le sue guardie del corpo non possono seguirla. L’ascensore è programmato per scendere nei sotterranei solo se rileva che almeno una persona ha innestato un chip rfid con codice di livello massimo. Altrimenti potrebbe solo salire hai normali piani degli uffici” disse il funzionario premendo sulla tastiera il codice 666. In realtà una volta un vigilantes di nome Pablo per un errore del sistema era sceso, ma questo non lo disse al vecchio.
L’ascensore iniziò la sua discesa verso i sotterranei della cui esistenza erano al corrente solo pochissime persone.
All’apertura delle porte il medico era lì ad aspettarlo. Il vecchio uscì dall’ascensore con passo malfermo e alzò lo sguardo verso il medico “Lei è…..” disse per la prima volta in tono incerto. Si era informato, aveva visto delle foto risalenti alla seconda guerra mondiale e la persona che aveva davanti era assolutamente uguale. Giovane come allora.
“Si sono io” disse il medico con un sorriso maligno e continuò “Sono la garanzia che quello che le mostrerò è assolutamente vero. Venga iniziamo dalla sala che chiamiamo dei “backup””.
Entrarono in una grande sala bianca dove c’erano diverse apparecchiature simili a quelle di una T.A.C. in un ospedale.
“Qui è dove faremo una copia di tutta la sua memoria, i suoi ricordi, le sue esperienze.” disse il medico.
“Ma è impossibile!” rispose il vecchio.
“Non per noi.” rispose con sicurezza il medico. “La chiamiamo T.N.M. che sta per Tomografia Neurale Molecolare. Cercherò di spiegarle come funziona con un esempio” disse il medico e proseguì con tono sicuro “Ha mai copiato un cd musicale con un computer?”
“Certamente, ma non vedo cosa centri” disse il vecchio con tono scettico.
“Il computer che usava secondo lei era al corrente del contenuto del cd-rom che stava copiando?” chiese il medico.
“Non sono un esperto ma credo che il computer si limiti a copiare il disco, qualunque sia il suo contenuto, producendone un altro esattamente uguale” disse il vecchio dopo averci pensato un attimo.
“Esatto al computer non interessa il contenuto. Riproduce un altro cd esattamente identico all’originale bruciando gli stessi identici settori sul disco vergine. Quando poi riproduciamo il nuovo cd esce esattamente la stessa musica dell’originale” disse il medico e continuò. “E’ quello che faremo noi con la sua memoria. La memoria umana non è altro che una particolare struttura di neuroni. Cresciuti e collegati in un certo modo immagazzina certi ricordi. Non è necessario sapere che ricordi contenga un cervello, è sufficiente riprodurne un altro esattamente uguale, fino al livello più infinitesimo, molecolare appunto, perché contenga esattamente le stesse informazioni” La soddisfazione del medico mentre lo spiegava era evidente.
“Quindi copierete il mio cervello in un altro esattamente uguale!” esclamò il vecchio.
“Esatto, vedo che ha capito. In realtà è necessario un passaggio intermedio. La fotografia neurale molecolare del suo cervello deve venir conservata in una memoria elettronica, nell’attesa che il nuovo cervello si formi. Lo spazio di memoria occupato è enorme, in effetti la maggior parte di questi sotterranei è dedicata alla memorizzazione delle informazioni.”
Al vecchio che nonostante l’età era ancora brillante non sfuggì un’implicazione.
“Ma allora potreste anche copiarmi due o più volte, riproducendo più copie di me stesso” disse.
“Dipende da quanto è disposto a pagare” disse sorridendo il medico e continuò “Come le ho detto una fotografia del cervello umano a livello molecolare occupa una quantità enorme di memoria. Solitamente cancelliamo le memorie per un successivo utilizzo. Ma se lei è disposto a spendere potremo conservarne una copia. Se per caso le accadesse qualcosa saremo in grado di ricrearla. Naturalmente il nuovo se stesso avrà i ricordi fino al momento in cui è stato scansionato il suo cervello e non i successivi”
E se succedesse una cosa banale, come un black out della corrente elettrica?”
“Impossibile. Non siamo collegati alla rete nazionale. L’energia elettrica proviene da un grande parco fotovoltaico, sicuramente l’avrà notato venendo qui. L’energia viene immagazzinata in immense batterie al litio, situate nel piano sottostante a questo, capaci di durare anni anche nel caso che una catastrofe naturale distrugga i pannelli, dandoci tempo di ricostruirli”
Lo scetticismo iniziale del vecchio ormai era era sostituito dallo stupore. “E per il corpo?”
“Venga le mostro quella che noi chiamiamo sala della rinascita” rispose il medico.
La sala della rinascita era esattamente uguale a quelle che si vedono in alcuni film di fantascienza.
Dei grossi tubi di vetro contenevano dei corpi sospesi in un liquido e attaccati con dei tubi a complessi macchinari. La sala era enorme, in effetti si faticava a vedere dove finisse.
“La clonazione di un corpo umano è ormai una procedura standard e collaudata” disse il medico e continuò “Anche se il mondo ne è all’oscuro, ormai tutte le grandi potenze sono in grado di realizzarla. Quello che non sanno fare è trasferirci i ricordi. Noi riusciamo a realizzare è far crescere nel clone una copia del suo cervello, con tutti i suoi ricordi e il suo carattere”
Il vecchio in silenzio osservava stupito. “ma questi corpi non sono del tutto formati” disse osservando alcuni dei cilindri.
“Esatto, sono una sorta di embrioni, o se preferisce delle matrici, personalizzabili con il dna del cliente. Potremo usare il suo dna per trasformare uno di questi embrioni in una copia esatta di lei, ovviamente dell’età che desidera. Ma non è consigliabile.” rispose il medico.
Il vecchio fu stupito dall’affermazione e prima che potesse porre la domanda il medico lo precedette. “Se rinascesse a 30anni in questo momento, come farebbe a giustificare la sua ricomparsa a tale età? Attualmente ci sono ancora in vita molte persone che l’hanno conosciuta da giovane e la riconoscerebbero. Meglio prendere il dna di un parente, un nipote, un cugino. Sarebbe facile passare i suoi beni ad un familiare giovane, che ovviamente le somiglia ma non è esattamente uguale. Potrebbe essere anche una donna, se vuole. In effetti se ci pensa è già accaduto” disse il medico sorridendo.
“Si, conosco parecchi uomini ricchissimi che hanno lasciatola guida del loro impero a dei parenti. Vuol dire che sono già passati qui?” disse incredulo il vecchio.
“Naturalmente non posso dirglielo, ma comprenderà che non è certamente il primo” disse sorridendo il medico.
“E cosa accadrà al mio corpo attuale?” chiese titubante il vecchio.
“Non spetta a noi deciderlo. Noi le forniamo solo un servizio. Può continuare a vivere fino alla sua naturale dipartita, oppure se vuole possiamo occuparci noi di terminarlo in maniera del tutto indolore. Nel suo caso, vista la sua situazione di malattia, le consiglierei di evitare le atroci sofferenze del suo male” disse il medico senza far trasparire alcuna emozione.
A quelle parole il vecchio che già soffriva da tempo si decise “E sia, vivere in questo stato non è per me più accettabile. Iniziamo la procedura.”
Un infermiere accompagnò il vecchio in una stanza per la preparazione.
Il medico si allontanò in compagnia di un altro infermiere e quando furono sicuri che non potesse più udirli l’infermiere chiese “Attuiamola procedura normale o quella speciale?”
Dopo un attimo di riflessione il medico rispose “E’ uno degli uomini più ricchi d’America. Ci può essere utile in futuro. Procedura speciale.” e si allontanò con passo sicuro.
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Bilbo
Utente Medio



Friuli-Venezia Giulia


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Inserito il - 11/06/2019 : 13:47:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
andrea 104KG ha scritto:

Che libro hai letto bilbo? Purtroppo i miei primi 4 libri sono stati scritti in mobilità con un palmare senza correttore ortografico poi ripassarli era troppo noiso per cui sono pieni di errori


Il primo, la città d'oro
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


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Inserito il - 11/06/2019 : 22:15:55  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
bilbo hai una mail con il primo libro, la città d'oro è il secondo non far caso ai refusi il primo libro ne è pieno
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 13/06/2019 : 00:34:08  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Le ultime cose scritte

L’assalto al villaggio
Il giorno successivo Marco e Andrea partirono di buon mattino in mountain bike elettrica per visitare i dintorni del villaggio.
La collina su cui sorgeva il Mindtech Village distava una ventina di km da Los Olivos, li percorsero in tranquillità in circa un’ora. Fecero finta di essere tranquilli turisti che facevano una passeggiata in campagna per vedere i famosi vigneti della California. Non si avvicinarono al villaggio ma salirono sulla collina vicina e usarono dei potenti binocoli per osservare la zona.
“Il torrente che scorre ai piedi del villaggio è asciutto” disse Marco, mentre osservava col binocolo, e continuò “Penso che non sarà difficile risalirne il letto”
“La zona è veramente impervia e lontana dalle strade, è quasi impossibile che ci veda qualcuno, dubito anche che abbiano messo telecamere in quel punto. Rimanderebbero solo l’immagine di un fossato. Oltretutto ci andremo di notte” rispose Andrea.
“Ci conviene caricare le mountain bike sul pick up e raggiungere quel ponte.” disse Marco indicando con il braccio alzato un piccolo ponte che attraversava il ruscello a circa 5km a valle dal recinto del villaggio. “Da lì scaricheremo le bici, scenderemo nel corso asciutto del torrente e cominceremo a risalirlo. Ci serviranno comunque delle robuste cesoie nel caso ci sia da tagliare parzialmente la recinzione. Credo abbiamo visto abbastanza, possiamo tornare” commentò Marco.
“E no! Fingiamo di essere turisti per cui tanto vale fingere fino in fondo. Sono ancora le 9,30 e ho visto l’insegna di una cantina a 3km da qui.” disse Andrea sorridendo.
Marco guardò l’orologio e disse “Vada per la visita in cantina”
Dopo una abbondante degustazione di vini tornarono alla loro camera. Il ritorno in discesa fu facilissimo. Incrociarono e salutarono altri gruppetti di ciclisti, molti dei quali in bicicletta elettrica. “La moda del momento” aveva detto il venditore, ripensò Marco.
Il pomeriggio lo passarono riposando mentre si ricaricavano le batterie delle biciclette.
La cena fu leggera, e poi verso le ventidue iniziarono a vestirsi con le mimetiche. Marco da ex militare era abituato, mentre Andrea si sentiva veramente ridicolo. Caricarono le biciclette sul pick up e si avviarono verso il ponte che avevano individuato in mattinata mentre fuori la notte era rischiarata leggermente da uno spicchio di luna.
Parcheggiarono il pick up fuori dalla carreggiata e scaricarono le mountain bike. Come Marco aveva previsto la notte era buia ma la presenza della luna calante garantiva un leggero chiarore, non sufficiente però per vederci bene, almeno finché non usarono i modernissimi occhiali a intensificazione di luce. Non appena li indossarono poterono vedere tutto benissimo fino a centinaia di metri di distanza. Unica limitazione, il colore verde delle immagini rimandate dai fosfori del visore.
Lentamente tenendo le biciclette a mano scesero sotto il ponte nel letto asciutto del torrente.
Il corso del torrente asciutto era come un sentiero disseminato di sassi più o meno grandi ma facilmente percorribile con dei mezzi da fuoristrada come i loro. E soprattutto in assoluto silenzio. La loro velocità era non superiore ai 10kmh ma procedevano senza alcuna fatica. Dopo 3 km si fermarono per una pausa, Marco si tolse gli occhiali e li rimise soddisfatto. Era difficilissimo vederli sia per la poca luce sia per la vegetazione che cresceva ai bordi del torrente.
Dopo altri 2 km arrivarono alla recinzione.
“Siamo fortunati” disse Marco e Andrea annuì. Il recinto passava sollevato sopra il torrente che a sua volta aveva ulteriormente scavato sotto la recinzione un ampio spazio. Fu sufficiente chinarsi per passare sotto la barriera e far passare anche le mountain bike.
Si trovarono nel campo fotovoltaico che come avevano previsto era formato da enormi strutture metalliche che sostenevano i pannelli. Risalire passando fra le file di pannelli fu molto facile. Se non fosse stato per la tensione sarebbe stato anche divertente. A un km dalla cima della collina cominciarono a vedere la palazzina uffici sede della Mindtech, completamente illuminata.
“Non ci conviene risalire ancora, corriamo il rischio che ci vedano” disse Marco sottovoce. In realtà era impossibile sentirli a quella distanza anche se avesse parlato normalmente ma si sentiva come un soldato in territorio nemico.
“Va bene, seguiamo il piano e giriamole attorno tenendoci a debita distanza.” rispose Andrea.
Usciti dal campo fotovoltaico si trovarono nel bel mezzo del campo da golf. Andrea ebbe un brivido di terrore. Li avrebbero visti sicuramente così allo scoperto. Poi si rese conto che indossava ancora gli occhiali per la visione notturna. Ci vedeva come di giorno ma per tutti gli altri era notte e le loro bici nere e silenziose erano praticamente invisibili ad occhio nudo.
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Miky75
Nuovo Utente


Puglia


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Inserito il - 18/06/2019 : 17:08:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bravo Andrea ho letto gli ultimi 2 paragrafi
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


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Inserito il - 19/06/2019 : 00:53:16  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie, in questo periodo ho pochissimo tempo per scrivere

Le ultime righe scritte

Proseguirono per altri due km finché videro che si trovavano dietro una fila di abitazioni. Per mezzo del gps individuarono con precisione la casa di Ellen che in realtà era ben riconoscibile perché essendo vuota era l’unica senza nessuna luce ne all’interno ne all’esterno.
Percorsero l’ultimo centinaio di metri molto lentamente, spingendo le bici a mano per evitare qualsiasi rumore. L’ampio giardino era circondato da una bassa staccionata. Vi appoggiarono le biciclette e la superarono agevolmente. Tutto era scuro e silenzioso.
Giunti sul retro della casa per Marco non fu difficile forzare la porta posteriore. Essendo in un villaggio protetto non si temevano certo i ladri e le serrature erano estremamente semplici. La luce della luna e quella proveniente dai giardini vicini che filtrava dalle finestre era più che sufficiente per i loro sofisticati visori notturni, anche all’interno della casa. Si rilassarono, nessuno poteva vederli al buio e neppure sentirli visto che la casa più vicina era comunque a oltre 30 metri.
Si ritrovarono nella cucina. Facendo attenzione a non urtare nulla si diressero verso la porta d’uscita. Entrarono in un ampio locale che occupava quasi tutto il piano terra della casa. C’erano dei moderni divani disposti ad angolo e un tavolinetto basso con sotto un folto tappeto dai disegni astratti. Dietro i divani un ampio tavolo da pranzo circondato da sedie.
Sulla parete di fronte ai divani un enorme televisore piatto e sotto un impianto stereo.
Una scala in legno conduceva al primo e ultimo piano della casa.
“Non vedo computer o altro che possa esserci utile. Saliamo al piano di sopra.” disse Marco.
Al piano di sopra trovano il reparto notte con le camere di Ellen, la camera di Susan e una camera per gli ospiti. Andrea ebbe un tuffo al cuore quando nella camera di Susan trovo un album fotografico. Poteva finalmente vedere sua figlia. Era una ragazzina bionda come la madre ma aveva gli stessi, identici, suoi occhi.
L’album mostrava le foto di Susan da quando era molto piccola fino a una festa di pochi mesi prima. C’erano i suoi compleanni, il suo primo giorno di scuola, le feste di Natale, le vacanze.
Provò una sensazione di rabbia verso Ellen. Quanti momenti belli della vita di sua figlia gli aveva impedito di vivere!
Rimase a guardare le foto per alcuni minuti finché non sentì la voce di Marco che lo chiamava. Scacciò le emozioni che provava meglio che poté e usci dalla stanza. Marco aveva trovato la stanza che Ellen usava come studio. Sulla scrivania c’era un modernissimo pc di ultima generazione e un vecchio portatile di una decina di anni prima.
“Quale dei due usiamo? Chiese Marco.
“Il più moderno, è sicuramente connesso in rete. L’altro non credo che possa essere usato per cose più complesse che esaminare qualche file” rispose Andrea.
Marco percepì una strana tonalità nella voce di Andrea e chiese “Va tutto bene?”
“Si, non preoccuparti. E’ che ho trovato un album di foto nella camera di Susan e provo delle emozioni contrastanti” rispose Andrea.
“Ti capisco ma cerca di calmarti. Siamo qui proprio per trovare Susan” rispose in tono comprensivo Marco.
Fu forse per il suo stato d’animo che Andrea commise un errore. Avrebbe dovuto avviare il computer dopo aver inserito la chiavetta usb contenete i programmi che Arianna gli aveva inviato, in modo che si avviasse dalla memoria esterna e non dal disco rigido del computer. Invece premette il comando di accensione, e dopo alcuni secondi accortosi dell’errore lo spense di nuovo e inserì la chiavetta usb. Sottovalutò il suo operato ma nel frattempo il sensore biometrico dei chip rfid aveva inviato una segnalazione di errore nella palazzina uffici della Mindtech. Il computer di Ellen Carter era stato acceso senza che venisse rilevata la presenza della sua padrona.
Marco e Andrea continuarono ignari dell’accaduto.
“Ci vorranno parecchi minuti perché lo sniffer possa entrare nella rete” disse Andrea. Si alzò dalla poltroncina e si diresse verso la porta finestra che dava sulla terrazza. Guardando fuori vide un grande cespuglio di rose.
Dopo aver controllato che il terrazzo era orientato sul retro della casa e quindi non visibile dalle altre abitazioni Andrea aprì la porta e uscì sulla terrazza.
Si avvicinò al grosso vaso con la pianta di rose. “Che peccato che nessuno curi più questa bellissima pianta” pensò Andrea e per istinto si mise a strappare le erbacce che crescevano nel vaso sotto la pianta.
Tirando i fili d'erba che crescevano nel sottile strato di terra sopra il vasetto seppellito da Ellen si staccò una zolla di terra lasciando scoperto il vasetto.
Andrea notò il luccicare del vetro e incuriosito lo estrasse dal terreno. Lo scosse e sentì un tintinnio.
Tolse il coperchio e con stupore vide che dentro c'era una pennetta Usb.
“Guarda cos'ho trovato seppellito sotto la pianta di rose” disse rientrando nello studio.
“Una memoria Usb? Sotto una pianta di rose?” disse Marco stupito.
“Già per averla nascosta in questo modo deve contenere dei segreti importanti. Utilizziamo il vecchio portatile per esaminare il contenuto” e così dicendo accese il vecchio pc.
Cominciarono a vedere le fotografie e i documenti risalenti agli anni 50 e 60 del secolo precedente relativi al progetto mk ultra.
“Sembra un archivio dei vecchi esperimenti della CIA per controllare la mente e produrre il perfetto killer manciuriano” disse Marco.
“Già, qualcosa è emerso ma la maggior parte dei documenti fu distrutta dalla CIA all'inizio degli anni 70. La vastità di questo archivio però mi fa pensare che qua dentro ci siano tutti o perlomeno molti dei documenti andati distrutti. Qui però c'è anche molto altro materiale più recente” rispose Andrea.
Cos'è quella cartella “progetto doppio?” chiese Marco.
“Proviamo a vedere” disse Andrea cliccando sulla cartella.
Dentro c'era tutto, i progetti dei sotterranei, la spiegazione del backup della memoria, le fotografie della sala della rinascita. Per parecchio tempo nessuno dei due parlò ma rimase concentrato nella lettura veloce dei vari documenti.
“È incredibile qui parla di clonazione umana con tanto di trasferimento della memoria nei nuovi cloni. Ho in mente una sola persona in grado di poter compiere un'operazione del genere” disse Andrea allontanandosi dal monitor e stiracchiandosi un po’.
“Già, ma Lui dovrebbe essere morto in Brasile 4 anni fa. Inoltre era molto vecchio e tenuto in vita da delle macchine” rispose Marco.
Un bip bip proveniente dal moderno computer collegato in rete li distrasse.
“Lo sniffer ha trovato la password della rete. Proviamo a cercare se ci sono informazioni su Susan” disse Andrea spostando l’attenzione verso il vicino monitor. Bastò digitare “Susan Carter” perché comparisse un atto di affidamento ufficiale a una struttura per minori vicino Santa Clara. La struttura sembrava essere collegata alla Mindtech che contribuiva al suo funzionamento versando annualmente notevoli somme.
“A quanto pare non è al villaggio per cui è inutile restare qui” disse Andrea.
“Ma i sotterranei… la clonazione, non ti viene voglia di dargli un'occhiata?” chiese Marco.
“Mi spiace, non mi sento responsabile per tutti gli scienziati pazzi esistenti al mondo. Di fronte a mia figlia poi, non contano assolutamente nulla.” rispose Andrea.
Dopo un attimo di riflessione Marco rispose “In effetti non so darti torto, anch’io non ho una gran voglia di andarmi a cercare guai. Riprendiamo le mountain bike e andiamocene. Abbiamo ancora un paio d’ore di buio, più che sufficienti per allontanarci in tranquillità”
Spensero i computer, cercarono di cancellare ogni segno della loro intrusione rimettendo tutto esattamente come l’avevano trovato e scesero al piano di sotto, verso l’uscita posteriore della casa.
Appena usciti nel giardino e richiuso la porta della casa una forte luce li illuminò e una voce gridò “Mani in alto. Non fate movimenti bruschi o apriremo il fuoco”.
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Mister D
Utente Medio


Trentino - Alto Adige


331 Messaggi

Inserito il - 24/06/2019 : 00:46:53  Mostra Profilo Invia a Mister D un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho appena finito di leggere "La bomba Zar" su iPad acquistato su IBooks. Me lo sono proprio goduto, è scritto molto bene con dei ritmi piacevolissimi e il giusto intreccio di vicende in parallelo che si rivelano al momento opportuno. Anche dialoghi e descrizioni sono efficaci, in particolare la cura nei dettagli essenziali che caratterizzano un personaggio, come l'abbigliamento o tratti del carattere che li rendono molto realistici. Dai numerosi dettagli presenti nei tuoi reportage fotografici immagino che molto di Andrea sia autobiografico, non so fino a che punto, ma mi piace immaginare che tu abbia realmente una sala computer vintage e che ti diletti tirando con l'arco. Forse collabori anche con qualche organizzazione internazionale, ma è meglio che rimanga un segreto!
Ti chiederei un favore: ti sarebbe possibile pubblicare anche gli altri tuoi libri su ITunes/IBooks di Apple? Sarei felice di acquistarli e soprattutto di poterli leggere sui miei dispositivi IOS nelle pause di lavoro passando da uno all'altro senza necessità di installazione.
Grazie da Marco!

Modificato da - Mister D in data 24/06/2019 00:54:49
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andrea 104KG
Utente Master


Marche


6437 Messaggi

Inserito il - 24/06/2019 : 21:36:51  Mostra Profilo Invia a andrea 104KG un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Troppo,troppo buono Mister D! se mi mandi la mail con un pm ti mando il secondo in formato epub, dovrebbero leggerlo tutti i lettori! Purtroopo non posso pubblicarli più lì lo avevo fatto tramite una casa editrice di ebook, ma era più l'immattimento del resto
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