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gianstraccio
Utente Medio
 
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Inserito il - 06/09/2008 : 11:33:35
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| gip_mad ha scritto:
I diodi ci sono già nelle centraline, e sono interni ai mosfet. Come micro intendi usare un pic, vero? sennò non ti posso aiutare...
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Sono attrezzato per gli Atmel, la concorrenza !!
Tuttavia, per comunicarci le nostre esperienze non dovrebbe cambiare poi moltissimo.
G.
Obvious, il linguaggio è il C.
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gip_mad
Utente Attivo
  
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sfiamma
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Lombardia
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Inserito il - 06/09/2008 : 16:41:35
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ma è inglese, o è italiano e scrive anche sui forum inglesi?? Cmq anche io sn per i pic... atmel non l'ho mai usato !!
Sto justin cmq deve avere delle belle attrezzature, o forse lavora o ha contatti con qualche laboratorio, perchè è impossibile fare pcb cosi in casa... Vedo che c'è un condensatore gigante sulla schedina, sarà quello che va tra l'uscita del motore! nn va messo elettrolitivo vero?
Cmq ha fatto 1 bel lavoro! e da quanto ho letto c'ha messo degli anni! :S |
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jumper
Utente Master
    

3304 Messaggi |
Inserito il - 06/09/2008 : 17:09:20
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| Justin e' Mr Drainbrain , o se preferite Mr CycleAnalyst, certo che e' attrezzato, e non produce certo i pcb a casa, anche se il drainbrain viene fatto in piccolissima serie con rifiniture a mano |
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gianstraccio
Utente Medio
 
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Inserito il - 06/09/2008 : 17:45:10
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| jumper ha scritto:
Justin e' Mr Drainbrain , o se preferite Mr CycleAnalyst, certo che e' attrezzato, e non produce certo i pcb a casa, anche se il drainbrain viene fatto in piccolissima serie con rifiniture a mano
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Personalmente ho già realizzato dei miei prototipi: ponti H e switching da 40A, adoperando dei "pallinati" per realizzare il PCB di supporto .. saldatore alla mano.
Vorrei partire da li.
G. |
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sfiamma
Utente Medio
 
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Inserito il - 06/09/2008 : 19:04:58
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bhe, direi che è una buona partenza gian... vedo anche che sei di milano come me !! 
io ho una seria intenzione di costruirmi un bromografo, e poi mi sa che devo cambiare saldatore... il mio è proprio pacco ! |
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sfiamma
Utente Medio
 
Lombardia
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Inserito il - 06/09/2008 : 19:06:56
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| gip_mad ha scritto:
I diodi ci sono già nelle centraline, e sono interni ai mosfet. Come micro intendi usare un pic, vero? sennò non ti posso aiutare...
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Vuoi dire che si usa solo il mosfet senza usare il diodo?? mi sembra una stupidata, un diodo di ricircolo deve esserci per forza... magari ho capito male cosa hai detto |
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gip_mad
Utente Attivo
  
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Inserito il - 07/09/2008 : 00:55:42
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Il condensatore è ovviamente elettrolitico, e disacoppia l'alimentazione. Pcb cosi si fanno fare, anche con ordini online, da molte aziende, per un po di euro, anche in quantità singole. Sfiamma, lascia perdere il bromografo e prenditi una stampante laser e una rivista... I diodi comunque ci sono, ma non sono montati sulla scheda: sono integrati all'interno dei mosfet. Infatti non sempre si bruciano i mosfet in se, a volte si brucia solo il diodo e vanno comunque cambiati (comunque se si brucia il diodo i solito si brucia il mosfet subito dopo). |
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sfiamma
Utente Medio
 
Lombardia
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Inserito il - 07/09/2008 : 19:24:18
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| gip_mad ha scritto:
Il condensatore è ovviamente elettrolitico, e disacoppia l'alimentazione.
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condensatore per l'alimentazione?? se l'energia proviene dalla batteria non serve.. ?
| gip_mad ha scritto:
lascia perdere il bromografo e prenditi una stampante laser e una rivista...
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cioè? ...
| gip_mad ha scritto:
I diodi comunque ci sono, ma non sono montati sulla scheda: sono integrati all'interno dei mosfet. Infatti non sempre si bruciano i mosfet in se, a volte si brucia solo il diodo e vanno comunque cambiati (comunque se si brucia il diodo i solito si brucia il mosfet subito dopo).
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quindi i diodi di ricircolo non vanno montati..?
grassie per le spiegazioni ! 
si impara molto su questo forum ! |
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sfiamma
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Inserito il - 07/09/2008 : 19:53:34
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| Cmq resta il fatto che bisogna dimensionare l'induttanza da mettere, le frequenze e il duty cycle del mosfet "addetto" alla carica dell'induttanza... |
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gianstraccio
Utente Medio
 
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Inserito il - 08/09/2008 : 09:22:00
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Allegato: regen-all-inside.bmp 328,23 KB
Nuova versione del ciruito di rigenerazione.
Facciamo l'ipotesi di essere nella condizione di rigenerazione: il ponte rappresentato e' lo stesso che pilota il motore nella condizione di funzionamento ordinario.
Il motore e' rappresentato come serie di un generatore e della sua induttanza interna, al solito.
I mosfet M1,M3,M5 rimarranno spenti per tutta la fase di rigenerazione. Il controllore ( di rigenerazione U1 ) pilotera' i rimanenti M2, M4,M6 cosi' da realizzare uno switching boost, che alimentera' il pacco batteria, attraverso i diodi D1,D3,D5. L'induttanza e' quella interna al motore. Il controllore inoltre verifichera' la corrente e la tensione sul pacco batterie.
Vi piace?
G. |
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gip_mad
Utente Attivo
  
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Inserito il - 08/09/2008 : 10:38:16
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Il condensatore serve per livellare la tensione durante i picchi di corrente... Elettronica base! Poi, cerca su google "pcb laser printer" per il metodo secondo me migliore per fare i pcb in casa. Non serve che usi carta fotografica, la carta patinata della maggior parte delle riviste andrà benissimo. Sperimenta! Ah, e non premere troppo il ferro da stiro, con le tracce fine dei TSSOP a volte si "spalmano". Correggi le tracce spalmate con la lama di un taglierino.
Dimensionare non è difficile, il pwm e la frequenza se li regola il micro in base al feedback. |
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sfiamma
Utente Medio
 
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Inserito il - 09/09/2008 : 00:38:38
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mmmm, molto piu chiaro e funzionale di quello vecchio! potrebbe essere lo schema definitivo...!
gip mad, dimensionare nn è difficile per te, ma io sn alle prime armi... mi fai un esempio dell'induttanza da inserire, in base alla potenza del motore?
il pwm e la frequenza se li regolerà anche da solo, ma dovrà pure partire da qlkosa! e poi il pic non ha da scegliere molte frequenze... o pensi di non utilizzare l'uscita pwm harware, ma un usita normale, che accende il o i mosfet (nel caso del motore brushless) qnd il diodo non manda piu corrente alle batterie, e lo spegne qnd la corrente nell'induttanza è salita fino al limite?
nn so se mi sono spiegato, ma se vogliamo REALMENTE costruire questo controllore allora dobbiamo avere le idee chiare ! |
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gip_mad
Utente Attivo
  
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Inserito il - 09/09/2008 : 09:59:20
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sfiamma, questo non è decisamente un progetto per iniziare! Implementare una cosa base (far girare il motore) non è difficile in sè, ma se non hai mai messo mai mano ad un PIC o non sai che è fondamentale un elettrolotico sull'alimentazione, ti consiglio di cominciare da qualcosa di meno ambizioso! L'induttanza si calcola con formule standard, vedendo quanta corrente fornisce il motore e il tempo della curva di carica della stessa. La frequenza resta fissa, il pwm viene regolato in base al feedback di corrente e tensione istantanea tramite formule scritte prima su carta e poi verificate sperimentalmente. Non è un processo semplice. |
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sfiamma
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Inserito il - 09/09/2008 : 13:15:51
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Forse nn ci siamo capiti, però io non è che sono 1 pivello, però sembra che sia tutto semplice per tutti! Io un circuito per il recupero dell'energia non l'ho mai fatto, te? Cerco di tirare fuori i problemi che un utente, leggendo questo post, possa riscontrare ! So benissimo come funziona un induttore, i transitori, come agire se...
Solo che se ho un dubbio, chiedo sempre ! E dato che sei cosi gentile da rispondermi sempre, chiedo ancora! 
grazie ragas!! 
ps: voi avete un negozio di elettronica vicino o comprate su internet? perchè qui da me ce n'è 1 paio, ma il prezzo è almeno 5 volte superiore... mi scoccia |
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gianstraccio
Utente Medio
 
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Inserito il - 09/09/2008 : 13:40:26
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| sfiamma ha scritto: voi avete un negozio di elettronica vicino o comprate su internet?
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Finche' posso mi rifornisco qui, a Cinisello. Pero' quando cerco cosettine piu' esotiche, l'unica e' internet.
G. |
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gip_mad
Utente Attivo
  
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Inserito il - 09/09/2008 : 14:03:30
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| Beh, dalle domande che fai (tipo quella del condensatore) avevo capito che il tuo livello fosse molto più basso! Io ho un negozio a circa 11km da casa, ben fornito e con prezzi abbastanza onesti. Spediscono anche. www.epm.it |
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gip_mad
Utente Attivo
  
Veneto
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 10/09/2008 : 22:12:46
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.. ho letto velocemente le divagazioni del Justine, mi sembra di capire che confermi il circuito proposto per la regen.
I prossimi giorni vi mostrerò la rimanente parte del controllore, ovvero il sistema di monitor degli elementi batteria e gli elementi circuitali per ricaricare le batterie, con un semplice alimentatore esterno.
G. |
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gip_mad
Utente Attivo
  
Veneto
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Inserito il - 11/09/2008 : 08:25:39
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| gianstraccio ha scritto:
.. ho letto velocemente le divagazioni del Justine, mi sembra di capire che confermi il circuito proposto per la regen.
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...a dire il vero, lui dice che non serve assolutamente nessun circuito aggiuntivo a quello già presente nel controller, e che basta gestire il tutto via software.... |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 11/09/2008 : 09:01:00
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| gip_mad ha scritto: ...a dire il vero, lui dice che non serve assolutamente nessun circuito aggiuntivo a quello già presente nel controller, e che basta gestire il tutto via software....
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Infatti, guardati la versione 2 ( all inside ) del circuito proposto.
G. |
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gip_mad
Utente Attivo
  
Veneto
705 Messaggi |
Inserito il - 11/09/2008 : 11:12:58
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Ah già! Bene, non vedo l'ora di vedere il resto del tuo circuito!  |
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sfiamma
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Lombardia
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Inserito il - 11/09/2008 : 21:21:10
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ottimo! |
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gianstraccio
Utente Medio
 
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Inserito il - 15/09/2008 : 11:43:07
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Allegato: battmonitor.bmp 297,46 KB
Allegato: extrecharge.bmp 314,6 KB
Eccovi le rimanenti porzioni del circuito:
- extrecharge, per ricaricare il pacco batterie da alimentatore esterno.
- battmonitor, per il bilanciamento di ciascuno degli elementi in fase di carica, nonche' il cut-off in fase di scarica.
Molto brevemente: per la carica si collega tramite i connettori U2, U4 un semplicissimo alimentatore esterno, di potenza adeguata. Il mosfet M5 assieme alla induttanza L4 realizzano uno step-up che alimenta il pacco batterie sotto la supervisione del micro. La supervisione degli elementi del pacco batterie avviene elemento per lelemento collegandoci in parallelo un piccolo microntrollore dotato di ADC interno. Si tratta di un micro in grado di funzionare da 1.8V a 5V. Considerate che una batteria A123, lavora da 2.0 a 4.2V. La Coppia M1,R1 e' necessaria per il bilanciamento in fase di carica a basse correnti,il termistore U2 permette il controllo della temperatura dell'elemento. Tutti questi "micretti" comunicano verso il controllore principale, attraverso un bus I2c foto accoppiato. Che permette di riportare tutti i segnali verso la massa del micro principale.
Sono stato molto sintetico, spero che si capisca. Per qualsiasi spiegazione, chiedete pure!
G.
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gip_mad
Utente Attivo
  
Veneto
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Inserito il - 15/09/2008 : 14:28:01
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Molto interessante... Non so quanto sia una buona idea però "riciclare" un mosfet per la ricarica. Secondo me, controller e BMS devono stare separati. Inoltre, secondo me è meglio usare un bus normale seriale, è più semplice da debuggare. Sennò anche un bel bus CAN o RS485, che è differenziale e già isolato! |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 16/09/2008 : 08:50:48
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| gip_mad ha scritto:
Molto interessante... Non so quanto sia una buona idea però "riciclare" un mosfet per la ricarica. Secondo me, controller e BMS devono stare separati.
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Quindi, dedicheresti un mosfet per tale scopo? Anziche' adoperarne uno dal bridge.
| Inoltre, secondo me è meglio usare un bus normale seriale, è più semplice da debuggare. Sennò anche un bel bus CAN o RS485, che è differenziale e già isolato!
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La mia intenzione e' di alimentare ciascun elemento di controllo da ciascun sigolo elemento batteria (2.0-4.2V !!) senza aggiungere "condizionamenti" sulla alimentazione, che sarebbero poi moltiplicati per il numero di elementi ( 10... 20, etc). In queste condizioni, quali trasceiver RS485 oppure CAN adopereresti? G.
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gip_mad
Utente Attivo
  
Veneto
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Inserito il - 16/09/2008 : 10:15:43
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| gianstraccio ha scritto: Quindi, dedicheresti un mosfet per tale scopo? Anziche' adoperarne uno dal bridge.
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Si, quello dal bridge magari se fai passare corrente anche sull'avvolgimento motore rischi che il motore faccia uno scattino e ti cade la bici... Poi anche per un discorso di usura. Infine, se lo bruci caricando non puoi usare neanche il resto della bici! E, ripeto, secondo me BMS/caricabatterie devono stare separati dal controller... semplicemente istinto.
RS485 e CAN usano un bus differenziale, quindi puoi collegarli tutti insieme indipendentemente dal riferimento di massa. In effetti però non so se tollerano differenze di massa così grandi, mi sembra di ricordare max 15V dai datasheet... Quindi, restiamo con i fotoaccoppiatori, ma invece che I2C io userei un protocollo su RS232. |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 16/09/2008 : 10:22:22
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| gip_mad ha scritto:
| gianstraccio ha scritto: Quindi, dedicheresti un mosfet per tale scopo? Anziche' adoperarne uno dal bridge.
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Si, quello dal bridge magari se fai passare corrente anche sull'avvolgimento motore rischi che il motore faccia uno scattino e ti cade la bici... Poi anche per un discorso di usura. Infine, se lo bruci caricando non puoi usare neanche il resto della bici! E, ripeto, secondo me BMS/caricabatterie devono stare separati dal controller... semplicemente istinto.
RS485 e CAN usano un bus differenziale, quindi puoi collegarli tutti insieme indipendentemente dal riferimento di massa. In effetti però non so se tollerano differenze di massa così grandi, mi sembra di ricordare max 15V dai datasheet... Quindi, restiamo con i fotoaccoppiatori, ma invece che I2C io userei un protocollo su RS232.
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Bon !
G. |
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sfiamma
Utente Medio
 
Lombardia
160 Messaggi |
Inserito il - 28/09/2008 : 22:20:29
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| Raga, avete in mano qlkosa per gestire la ricarica allora?? come software dico! |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 29/09/2008 : 08:40:31
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| sfiamma ha scritto:
Raga, avete in mano qlkosa per gestire la ricarica allora?? come software dico!
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Sono in fase di sviluppo ... in questo momento sono alle prese con i circuiti, tuttavia.
G.
Volevi il sw pronto e testato o semplicemente discuterne? |
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sfiamma
Utente Medio
 
Lombardia
160 Messaggi |
Inserito il - 02/10/2008 : 18:44:56
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Nono, volevo solo discuterne... ho in mente una cosa che potrebbe essere relativamente semplice, ma non so se in pratica puo funzionare!
Se vuoi provo ad esporla, baso tutto su di un motore a spazzole, quindi con una fase sola, ma non credo ci siano problemi ad estendere il tutto (se è un idea giusta ovviamente ) ad un motore brushless !
ps: sto usando Pulsonix per lo sbroglio delle piste, ma in versione demo...non so quanto costi ma nn credo cosi poco per le mie tasche... te, x caso, usi o conosci qlk programma free? perchè pulsonix in versione demo ha molte limitazioni, anche per un principiante come me! |
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gip_mad
Utente Attivo
  
Veneto
705 Messaggi |
Inserito il - 03/10/2008 : 09:05:28
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| Sfiamma, molti usano eagle che in versione free ha delle limitazioni minime. |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 03/10/2008 : 09:10:33
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| sfiamma ha scritto:
Nono, volevo solo discuterne... ho in mente una cosa che potrebbe essere relativamente semplice, ma non so se in pratica puo funzionare! .....
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Parliamone, parliamone.
| ps: sto usando Pulsonix per lo sbroglio delle piste, ma in versione demo...non so quanto costi ma nn credo cosi poco per le mie tasche... te, x caso, usi o conosci qlk programma free? perchè pulsonix in versione demo ha molte limitazioni, anche per un principiante come me!
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Anch'io ti suggerirei di valutare Eagle.
G.
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sfiamma
Utente Medio
 
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160 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2008 : 00:03:55
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Allegato: idea ricarica.bmp 933,6 KB
Allora... la corrente I1 è quella che serve per far girare il motore per spingere la bici..
La corrente I2 è quella corrente che si crea quando si chiude valv1, che serve per fare lo stepup per innalzare la tensione.
L'idea è che, quando chiudiamo valv1, la corrente cresce ed è monitorata dallo shunt ( che dopo spiego ).
Quando si riapre valv1, l'induttanza del motore cercherà di mantenere la sua corrente, innalzando la tensione quanto basta, anche per mandare in conduzione il diodo D2, che si richiude quando la corrente si è esaurita!
Dato che la corrente di ricarica la decidiamo noi tramite lo shunt, si puo settare in base alle caratteristiche delle varie batterie!
non ho idea di quanto tempo ci voglia per scaricare la corrente, se piu o meno del tempo di carica dell'induttanza...
Passando allo shunt, il micro ha riferimento verso massa, e con la corrente I1, la tensione v1 è positiva, ed entrerà nell'amplificatore con configurazione non invertente) mentre con l'altro diodo, si leggerà la tensione negativa (sempre rispetto massa).
Cagata? |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 06/10/2008 : 10:39:48
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| sfiamma ha scritto:
Allegato: idea ricarica.bmp 933,6 KB
Allora... la corrente I1 è quella che serve per far girare il motore per spingere la bici..
La corrente I2 è quella corrente che si crea quando si chiude valv1, che serve per fare lo stepup per innalzare la tensione.
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Fin qui concordo.
| L'idea è che, quando chiudiamo valv1, la corrente cresce ed è monitorata dallo shunt ( che dopo spiego ).
Quando si riapre valv1, l'induttanza del motore cercherà di mantenere la sua corrente, innalzando la tensione quanto basta, anche per mandare in conduzione il diodo D2, che si richiude quando la corrente si è esaurita!
Dato che la corrente di ricarica la decidiamo noi tramite lo shunt, si puo settare in base alle caratteristiche delle varie batterie!
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Il tutto dovra' essere monitorizzato, immagino un controllo di tipo "current mode".
| non ho idea di quanto tempo ci voglia per scaricare la corrente, se piu o meno del tempo di carica dell'induttanza...
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Il tempo di carica/scarica di una induttanza lo poi pensare legato alla realizaione: T = (L.I)/V A parita' di prodotto indutanza corrente iniziale ( L.I ) e' inversamente proporzionale alla tensione applicata ai suoi capi ( V ). Durante la fase di scarica la tensione applicata sara' quella della batteria che mi immagino piu' grande della sua BEMF, dunque la discesa dovrebbe essere piu' veloce.
| Passando allo shunt, il micro ha riferimento verso massa, e con la corrente I1, la tensione v1 è positiva, ed entrerà nell'amplificatore con configurazione non invertente) mentre con l'altro diodo, si leggerà la tensione negativa (sempre rispetto massa).
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dovresti indicarmi il punto di massa, comunque qui non sono daccordo. Con le correnti in gioco non puoi permetterti resistori di elevato valore, quindi le tensioni ai capi dovranno essere assai piccine, questo per ridurre la dissipazione sul resistore. Me le immagino sensibilmente inferiori alla tensione di soglia dei diodi. Il circuito di monitor per le correnti deve essere sicuramente ripensato.
G.
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sfiamma
Utente Medio
 
Lombardia
160 Messaggi |
Inserito il - 06/10/2008 : 10:45:54
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Stavo guardando su wikipedia le formule sugli stepup e la tensione di uscita dipende direttamente dalla tensione d'ingresso e dal duty cylcle... Ovviamente il duty cycle è regolato dal micro, ma la Vin che arriva dal motore ed è variabile dipendente dal numero di giri! Quindi analisi finale, la corrente in uscita si puo controllare e prevedere, la tensione no! Soluzioni? |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 06/10/2008 : 11:40:05
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| sfiamma ha scritto:
Stavo guardando su wikipedia le formule sugli stepup e la tensione di uscita dipende direttamente dalla tensione d'ingresso e dal duty cylcle... Ovviamente il duty cycle è regolato dal micro, ma la Vin che arriva dal motore ed è variabile dipendente dal numero di giri! Quindi analisi finale, la corrente in uscita si puo controllare e prevedere, la tensione no! Soluzioni?
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Dal nostro punto di vista quello che veramente importa e' dominare la corrente!
La tensione di uscita e' imposta dalla batteria; la ricarica avverra' nell regione di funzionamento della batteria a tensione ( sostanzialmente ) costante. E' in questa regione che le A123 ( esempio ) permettono la max corrente di carica ( fino a 10A ), fuori da questa regione le correnti dovrebbero essere modeste e la frenata rigen. sarebbe davvero poco efficace. La batteria inghiottira' i guizzi di corrente inviati dal circuito di step-up ricaricandosi.
G.
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sfiamma
Utente Medio
 
Lombardia
160 Messaggi |
Inserito il - 06/10/2008 : 21:04:09
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Fantastico, metto in pratica il tutto allora, ho gia gli schemi pronti, e i pcb quasi fatti...
Ci vorrà un po per fare il software, anche perchè devo "imparare" 2 o 3 cose per programmare i pic... :S
!! eeh olè! |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 06/10/2008 : 22:53:40
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| sfiamma ha scritto:
Fantastico, metto in pratica il tutto allora, ho gia gli schemi pronti, e i pcb quasi fatti...
Ci vorrà un po per fare il software, anche perchè devo "imparare" 2 o 3 cose per programmare i pic... :S
!! eeh olè!
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Che batterie hai intenzione di adoperare? Personalmente, ti consiglierei di fare un piccolo sforzo e di prendere le A123. G. |
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sfiamma
Utente Medio
 
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160 Messaggi |
Inserito il - 12/10/2008 : 22:37:52
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guarda stavo guardando in giro le batterie... quelle al piombo per trazione costano come le litio spedite da hong kong che si vedono su ebay.. le lifepo4
le a123 nn le conosco di preciso, ora guardo 1 po sul forum, perchè nn mi sn informato mlt sulle batterie! Quelle al litio cmq accettano mlta piu corrente che quelle al piombo! e ovviamente è a tutto vantaggio! |
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gianstraccio
Utente Medio
 
126 Messaggi |
Inserito il - 13/10/2008 : 08:36:25
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| sfiamma ha scritto:
guarda stavo guardando in giro le batterie... quelle al piombo per trazione costano come le litio spedite da hong kong che si vedono su ebay.. le lifepo4
le a123 nn le conosco di preciso, ora guardo 1 po sul forum, perchè nn mi sn informato mlt sulle batterie! Quelle al litio cmq accettano mlta piu corrente che quelle al piombo! e ovviamente è a tutto vantaggio!
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Le A123 appartengono alla famiglia delle lifepo. Si tratta di materiali di ultimissima generazione, a parer mio, soldi ben spesi. Sopratutto, se ti sbagli nel caricale/scaricarle non scoppiano.
G.
Occhio alla qualita' di cio' che compri dal far east!
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