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nimo
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 Sicilia
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Inserito il - 03/10/2009 : 21:00:49
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Omaggio alle vittime del disastro di Messina
Il territorio di Messina ancora una volta ha subito una terribile devastazione. Non il terremoto, ma lo smottamento di un’enorme massa di terra che insieme all’acqua torrenziale ha travolto tutto, lasciando distruzione e morte. Il tragico bilancio provvisorio parla di 18 vittime, decine di feriti e di dispersi. Alcuni paesi, come Giampilieri e Scaletta Zanclea, sono completamente devastati. Una sciagura in gran parte prevedibile e che lascia ancor più sconcertati. Alcuni testimoni hanno visto lo svolgersi del dramma in tempo reale, il rapido sfaldarsi della collina sotto un diluvio d'acqua ed il suo precipitare sulle case seppellendo tutto. Alle vittime del disastro ed ai coraggiosi miei concittadini messinesi, in questo momento di grande desolazione, va il cordoglio e la solidarietà di tutti.
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
E' iniziata l'evacuazione degli abitanti delle frazioni di Molino e Altolia. Viene effettuata con gli elicotteri che sono di stanza nella 'base' realizzata dalla Protezione civile nel campo sportivo della zona di Santa Margherita. Numerosi elicotteri si sono levati in volo per recuperare le persone e riportarle a Messina. Si tratta per lo più di anziani, donne e bambini che necessitano di cure mediche. "Finora - conferma il tenente colonnello Ernesto Faccendo - sono una quarantina le persone che abbiamo riportato qui". In conferenza stampa oggi il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha detto che nelle due località c'erano circa 500 persone, ma ha segnalato che molte di queste, fra le quali anziani, preferivano rimanere nelle loro case. Bertolaso aveva detto, "da queste parti c'è un forte attaccamento alla propria casa".
BILANCIO DELLE VITTIME Tragico l'ultimo bilancio aggiornato delle vittime accertate del nubifragio che nella notte di giovedì ha travolto alcuni quartieri di Messina e Scaletta Zanclea. Un conteggio ancora solo provvisorio parla di 21 morti, 40 dispersi, 30 feriti e 400 sfollati. Molto preoccupato il commento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "La situazione a Messina è molto grave anche se limitata alle due valli. Temo che alla fine si conteranno 50 morti".
STRADE BLOCCATE "L'autostrada A18 Palermo-Catania - ha detto Guido Bertolaso - sarà riaperta stasera, ma per una sola corsia per direzione". Per quanto riguarda la Statale 114 che collega Messina a Catania, "servono altri sei giorni". Gli abitanti dei due rioni Molino e Altolia, nonostante l'isolamento, hanno ricevuto comunque con elicotteri o tramite soccorsi via terra, acqua, cibo e medicinali. Ma per raggiungere Altolia bisogna saltare sui tetti delle case.
LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA Il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso riferirà quanto prima alle Camere sulla situazione provocata dal disastro che molte voci definiscono una tragedia annunciata. Ieri in prefettura a Messina il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva infatti dichiarato: "Provo un forte rammarico per questa tragedia che poteva essere evitata". Il ministro ha poi richiamato i sindaci messinesi "a una più attenta programmazione urbanistica del territorio". Intanto, la Procura di Messina ha aperto un'inchiesta. L'ipotesi di reato è di disastro colposo. L'inchiesta viene seguita direttamente dal procuratore capo Guido Lo Forte.
BERTOLASO: COLPA DELL'ABUSIVISMO Sulla sciagura di Messina è intervenuto nella giornata di ieri anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando di un progetto globale per la messa in sicurezza del paese, focalizzando soprattutto le priorità di intervento: "O c'è un piano serio che investa, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del paese o si potranno avere altre sciagure". Napolitano ha poi aggiunto di "condividere pienamente le parole del capo della Protezione civile Bertolaso: "C'è una situazione di diffuso dissesto idrogeologico in gran parte causato da abusivismo, nel Messinese e in tante altre parti d'Italia". [Fonte Apcom]
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pixbuster
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Veneto
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Inserito il - 03/10/2009 : 22:45:34
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non si può commentare: solo essere profondamente tristi
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Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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jumper
Utente Master
    

3304 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 00:22:08
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| mi associo |
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Dasti
Utente Master
    

Liguria
20991 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 00:30:49
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| Mi associo anch'io. |
Road Bike 28" Olmo Mod. Supergentleman. Road Bike 28" Olmo "recycled". Road Bike 28" Francesco Moser Mod. San Cristobal Road Bike 28" aluminium Ks Cycling (in fase di elettrificazione). City Bike aluminium 28" MBM Voyager, Cute Q-100. Classic Bike 28" WEG Classic, Cute Q-128SX. MTB full suspension aluminium 26" Sobim Diamond , Cyclone. Folding Bike aluminium 20" Dahon Vitesse D7, Cyclone. Folding Bike aluminium 20" Diamond Minivelo. Folding Bike 16" Dahon Dream-HT660, Cyclone. Folding Bike Brompton A Line LiFePO4 (dal 03/10/2007). Tai nasha no karosha (Live Long And Prosper, Lunga Vita e Prosperità) |
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Bengi
Utente Master
    

Veneto
3686 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 07:24:46
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Ciò che maggiormente colpisce è che si tratta - purtroppo - di un disastro annunciato ...
Mi unisco alla solidarietà verso i familiari delle vittime e a tutti quelli colpiti da questa triste tragedia. |
Panasonic 26V forever! Bengi the AironMan: "Salire in bipa è come spiccare liberi in volo" |
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Barba 49
Utente Master
    

Toscana
36581 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 07:48:11
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| Mi associo al cordoglio per tutte quelle vite umane perse in una tragedia scaturita dall'inerzia e dall'inefficienza degli enti preposti alla salvaguardia del territorio, sia quando non hanno messo in sicurezza quei luoghi, sia quando non hanno vigilato contro l'insorgere del grande abusivismo edilizio che contraddistingue quella zona. |
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robcam
Utente Medio
 

Sicilia
211 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 09:29:47
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Mi associo con rabbia oltre che con tristezza. Appena ieri qualcuno del governo ha annunciato che a gennaio partirà la costruzione di opere a terra per il ponte sullo stretto. Questo è un vero e proprio insulto e disprezzo per i veri problemi. Roberto |
Queridoo pieghevole ed Esso Pininfarina pieghevole entrambe motorizzate Besbike (ex - Frisbee Euro7 Südtirol ,rubata, sigh!) |
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sameme
Utente Medio
 

Liguria
398 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 13:45:04
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| Mi associo, con lacrime nei occhi e rabbia nel cuore. |
Helga Helkama e2800 Adriana Adriatica, muscolare in ristrutturazione.
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ziobertex
Utente Medio
 

Sardegna
203 Messaggi |
Inserito il - 04/10/2009 : 13:47:21
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che rabbia ragazzi  |
Atala E-Green :) |
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nimo
Utente Attivo
  

Sicilia
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Inserito il - 04/10/2009 : 15:19:10
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Il testo di una canzone di Modugno recita: Tu ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu bastuni e tira fori li denti. Credo non ci sia bisogno di una traduzione... L'invito che ho scelto è emblematico e chiaramente dettato dalla rabbia e dalla sensazione d'impotenza nel pensare che tutto questo era evitabile. Mi rivolgo a tutta la cittadinanza messinese che deve svegliarsi e chiedere civilmente e dignitosamente degli interventi atti a scongiurare il ripetersi di altre disgrazie. |
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nimo
Utente Attivo
  

Sicilia
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nimo
Utente Attivo
  

Sicilia
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Inserito il - 05/10/2009 : 13:01:31
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Messina: Lombardo, non si può che parlare di crimini Polizia municipale aveva proposto l'abbattimento di 1. 200 case
(ANSA) - PALERMO, 5 OTT - "Non si può che parlare di crimini", così il presidente della Regione Siciliana, Lombardo. Facendo riferimento alle notizie secondo cui la polizia municipale di Messina aveva proposto l'abbattimento di 1.200 costruzioni abusive nelle zone colpite dall'alluvione, il presidente della Regione ha parlato di "Clientelismo che rispetto alle demolizioni mancate può portare a drammi e a crimini che hanno fatto perdere la vita finora a 24 persone". |
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tsmak31
Utente Attivo
  

Campania
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Inserito il - 05/10/2009 : 16:32:46
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mi associo  |
faggin singlespeed moser corsa + sram automatix 44-19 |
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nimo
Utente Attivo
  

Sicilia
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Inserito il - 05/10/2009 : 20:56:46
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Sono 5. 500 i comuni a rischio frane e smottamenti Esperto Cnr, in Campania 82 devono rivedere piano regolatore (ANSA) - NAPOLI, 5 OTT - Sono 5.500 i comuni italiani a rischio calamità naturali, rischio che aumenta nel Sud e in Campania in particolar modo. Nella regione almeno 82 comuni necessitano di rivedere i piani regolatori.
Lo denuncia Antonio Coviello, esperto del CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT). A rischio elevato di diverse calamità naturali, tra le quali anche l'eruzione del Vesuvio, i comuni Umbri, Lucani, Molisani, Liguri, Valdostani, Abruzzesi e Lombardi. ITALIA SVEGLIATI !!! |
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jumper
Utente Master
    

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Inserito il - 05/10/2009 : 21:05:14
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Caro Nimo... e che non lo sapevamo???
Non ti ricordi che successe a Soverato qualche anno fa?
E Sarno??
e tutti quei piccoli comuni in cui ogni anno frana una collinetta, sprofonda una strada, cade una casa (senza vittime) ??? in Calabria e' pieno...
cosi' va l'italia, tra una velina, una storta al piede, il letto di Putin, una letteronza, una barca a vela (per par condicio) , una escort (non della Ford)...
ogni volta una settimana di sdegno e poi tornano tutti a votarli , per convinzione, convenienza, o connivenza... fatto sta... |
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Sly 750
Utente Medio
 

Sicilia
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Inserito il - 05/10/2009 : 21:11:40
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Mi associo al dolore di tutti i mesinesi e confermo la stima dei Comuni in pericolo. Mia madre ha avuto tre allagementi, due nell'ultima settimana. Ieri mattina la macchina galleggiava nel fango. Per fortuna i danni sono solo materiali e la cosa non ha fatto notizia. In tutto il Trapanese i danni sono ingenti. Ieri, finalmente, si sono viste le "Autorità", speriamo che i sacrifici non vengano dimenticati. Non è possibile che in una società civile bisogna aspettare le vittime innocenti per muoversi!! |
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nimo
Utente Attivo
  

Sicilia
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nimo
Utente Attivo
  

Sicilia
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Inserito il - 06/10/2009 : 14:28:21
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Il testo della canzone "Malarazza" prende spunto da "Lamento di un popolano al Cristo crocifisso" poesia di Lionardo Vigo. Ecco il testo originale:
Un servu, tempu fa, di chista chiazza cussì prijava a un Cristu e cci dicìa Signuri 'u me patruni mi strapazza mi tratta comu un cani di la via tuttu mi pigghia ccu la so manazza la vita dici chi mancu è di mia si jò mi lagnu cchiù pejiu amminazza ccu ferri mi castìia a prigiunìa undi jò vi preju chista mala razza distruggìtila vui Cristu pi mia. E tu forsi chi hai ciunchi li vrazza o puri l'hai 'nchiuvati comu a mia? cui voli la giustizia si la fazza né speri ch'àutru la fazza pri tia si tu sì omu e non sì testa pazza metti a prufittu sta sintenza mia Jò non sarìa supra sta cruciazza si avissi fattu quantu dicu a tia.
Traduzione
Un servo, tempo fa, in questa piazza cosi' pregava a Cristo e gli diceva Signore, il mio padrone mi strapazza mi tratta come un cane randagio prende tutto con la sua manaccia dice che nemmeno la mia vita e' mia se mi lamento, peggio mi minaccia mi castiga e mi imprigiona ai ferri quindi vi prego questa razza cattiva distruggetela voi cristo, per me E tu sei forse senza braccia o forse le hai inchiodate come me? chi vuole la giustizia se la faccia non sperare che altri la facciano per te se tu sei uomo e non un pazzo trai profitto da questo mio consiglio io non sarei sopra questa crociaccia se avessi fatto quello che ora dico a te.
Questo testo è stato poi messo in musica e riadattato da Domenico Modugno e nasce così "Malarazza":
Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Nu servu tempu fa rintra na piazza prigava a Cristu 'n cruci e ci ricia: Cristu lu me padruni mi strapazza mi tratta comu 'n cani pi la via si pigghia tuttu cu la sua manazza mancu la vita mia rice chè mia... distruggila Gesù sta malarazza distruggila Gesù fallu pi mia fallu pi mia?! Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. E Cristu ma arrispunni dalla cruci: picchì si so spezzati li to vrazza? chi voli la giustizia si la fazza nisciunu ormai chiù la farà pi tia? si tu si n'omo e nun si testa pazza ascolta bene sta sintenzia mia ca io inchiudatu 'n cruci nun saria s'avissi fattu ciò ca ricu a tia? ca io inchiudato 'n cruci nun saria?! Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti. Tu ti lamenti... ma che ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti.
Ci lamentiamo, critichiamo, non perdiamo occasione per far notare tutto quello che non va, che non funziona, e siamo pronti a dare ad altri le colpe di tutto. Ma al di la delle critiche e delle lamentele sono pochi quelli che si adoperano per far andar meglio le cose. Di certo non lo fanno i nostri politici, ma forse non lo facciamo neppure noi comuni cittadini. La nostra città diventa sempre più invivibile… il traffico, la spazzatura, la mancanza di parcheggi. I giovani vanno via verso città più accoglienti e soprattutto dove più alte sono le possibilità di un lavoro, di un futuro. I politici propongono soluzioni spesso fantasiose e probabilmente irrealizzabili, ma è difficile per loro regolamentare anche le cose più banali come le affissioni pubblicitarie, la cura del verde pubblico, la semplice manutenzione ordinaria delle strade. Per non parlare di piano regolatore, occupazione, fruizione e valorizzazione dei beni culturali, interventi a favore di famiglie “realmente” bisognose. E noi cittadini cosa facciamo? Parcheggiamo le auto in doppia e tripla fila, occupiamo con le nostre macchine i parcheggi riservati ai disabili, portiamo a spasso i nostri cagnolini senza preoccuparci che sui loro escrementi spesso altri poggeranno le loro scarpe, occupiamo il suolo pubblico davanti i nostri negozietti con fioriere spesso di sgradevole aspetto estetico, non esitiamo un attimo a buttare per terra la confezione della brioss appena mangiata dal nostro bambino, senza nemmeno verificare se vicino abbiamo un cestino per la spazzatura. Ci divertiamo ad imbrattare di vernice colorata i nostri monumenti nella convinzione che stiamo solo dando sfogo alla nostra natura artistica. Non rispettiamo i semafori tranquilli del fatto che nessun vigile si accorgerà della nostra “furbizia”. A Messina ormai regna l’anarchia, tutto è possibile e lecito perché nessuno controlla, nessuno ci spinge a rispettare le regole. Ma ci lamentiamo... critichiamo i nostri politici a cui puntualmente alle prossime elezioni ridaremo i nostri voti, vorremmo tutti una città migliore ma in fondo nulla o poco facciamo per averla. Allora la domanda sorge spontanea: la “Malarazza”... chi è... dove si nasconde? Forse ognuno di noi un pò lo è... ma chi pensa di non esserlo nemmeno per un pò e magari si lamenta, allora rilegga attentamente cosa rispose Cristo al servo nella canzone di Modugno... Il nostro bastone è il Web, la vera informazione... facciamo veramente conoscere a tutti sta "Malarazza"!
NiMo |
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nimo
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Sicilia
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Inserito il - 07/10/2009 : 08:11:48
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La Sicilia fa parte dello stivale! Il mondo del calcio sembra averlo DIMENTICATO
Da SEMPRE, quando accade qualcosa che comporti la perdita di vite umane, il mondo dello sport, in particolar modo quello del calcio, si mobilita per dare un aiuto o perlomeno un segnale che quanto successo non deve andare subito nel dimenticatoio.
I campi di A hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell'Afghanistan, per commemorare la tragedia avvenuta il 6 aprile 2009 in Abruzzo, per dare l'ultimo saluto a personalità del mondo del calcio o della politica, scomparse più o meno prematuramente.
Ed allora ecco sorgere una SCONTATA domanda? Perchè lo stesso non sarebbe dovuto accadere (e non è accaduto in Inter-Udinese, posticipo del sabato sera) per le vittime dell'alluvione che ha colpito la Sicilia, in particolar modo Messina, nei giorni scorsi?
Cosa ha spinto il presidente della Federcalcio Abete (che oggi si è TARDIVAMENTE scusato per quanto successo, ma non BASTA) a disporre che solo le squadre siciliane dovessero osservare un minuto di silenzio per le loro vittime?
La motivazione sfugge ad ogni logica razionale. Lungi dal fare dietrologie populiste o cadere in un vittimismo, purtroppo inutile, rimane solo lo sgomento e la parziale soddisfazione che almeno le reti nazionali, in particolar modo Sky, www.youtube.com/watch?v=7vj-QFoLpR4 abbiamo voluto sottolineare questa TRISTE vicenda.
Per chi non lo ricordasse, la Sicilia è PARTE INTEGRANTE dell'Italia!!!!
[Flavio Sirna] |
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pixbuster
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Veneto
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Inserito il - 07/10/2009 : 22:46:48
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| La tristezza aumenta ancora |
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nimo
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Inserito il - 08/10/2009 : 07:21:07
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Il governo decide che sabato 10 sarà lutto nazionale
Il Consiglio dei Ministri proclamerà una giornata di lutto nazionale per le vittime del nubifragio di Messina. Bandiere nazionale ed europea a mezz’asta sugli edifici pubblici di tutta Italia sabato prossimo, giorno dei funerali delle vittime. Il lutto nazionale sarà proclamato durante la riunione del Consiglio dei Ministri, in programma venerdì prossimo. Palazzo Chigi spiega che si tratta di un “doveroso omaggio alle vittime” da parte di Governo, Istituzioni, Paese. |
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nimo
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Inserito il - 08/10/2009 : 12:54:31
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Messina, sale a 28 il bilancio delle vittime
Corpi di 2 donne recuperati nella notte In nottata i vigili del fuoco hanno recuperato a Giampilieri superiore i corpi di due anziane donne morte nell'alluvione di una settimana fa nel Messinese. Sono Giuseppa Calogero, di 82 anni, e Maria Li Causi, di 84, entrambe travolte dal crollo delle loro abitazioni. Sale così a 28 il numero delle vittime della tragedia accertate finora. Recuperato anche il corpo della piccola Ilaria De Luca, 5 anni. Restano sette i dispersi. Dopo la piccola Ilaria De Luca, 5 anni, la scorsa notte i soccorritori hanno ritrovato a Giampilieri i cadaveri della nonna, Giuseppa Calogero, 82 anni e dell'amica Maria Li Causi, 84 anni. Entrambi i corpi sono stati tirati fuori dal fango, ormai solidificato, sotto le macerie deelle proprie abitazioni. I cani da giorni segnalavano, abbaiando insistentremente, presenze di cadaveri proprio in quelle zone, seguiti con ansia e dolore da Giuseppe De Luca, figlio di Giuseppa Calogero e che nell'alluvione assassina ha perso anche la figlia Ilaria e la moglie Teresa Macina, 40 anni, polaccca. Lui quella sera si era salvato con il figlio Anselmo solo perché erano al bar. Si cercano ancora i cuginetti di Ilaria, Francesco e Lorenzo Lonia, 2 e 6 anni. All'appello tra Messina e Scaletta Zanclea mancano altre 5 persone.
Polemica sulla messa in sicurezza del territorio Finora i fondi stanziati per l'emergenza ammontano a 40 milioni: ai 20 messi a disposizione dalla Regione siciliana all'indomani della tragedia, si aggiunge una somma pari prevista da un'ordinanza della Protezione civile. E intanto l'assessore regionale all'Ambiente Mario Milone, in aula all'Ars, rende noto che "dai rilievi cartografici risultano solo due edifici abusivi a Giampilieri e altri due o tre a Scaletta Zanclea, colpiti nei giorni scorsi dall'alluvione". "In questo caso dunque - ha aggiunto - è difficile dare la colpa di quello che è successo all'abusivismo. Il problema semmai è che gli edifici di quei centri abitati risalgono anche a cento anni fa e tutto lascia pensare che siano stati realizzati con tecniche e materiali del tutto inadeguati a supportare eventi di questo tipo". Milone dice di "non escludere la ricostruzione dei centri distrutti altrove, considerata la struttura del territorio" e spiega che per la ricostruzione saranno impegnati oltre 100 milioni di euro. |
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nimo
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Inserito il - 09/10/2009 : 07:44:50
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Il dramma di Giampilieri L'isola è sconvolta per la tragedia messinese.
Il dramma di Messina dei giorni scorsi ha scosso tutta l’Italia. Non possiamo farcene una ragione perché eventi del genere non dovrebbero capitare da nessuna parte del mondo. Nemmeno nei più malfamati sobborghi di un Paese del terzo mondo. O forse la Sicilia è questo? Siamo un Paese da terzo mondo e non ce ne rendiamo conto? Quanti morti sono? Ventotto accertati ma, con molta probabilità, alla fine saranno trentacinque. Trentacinque morti per il capriccio di chi?
Con quale forza i Messinesi e i Siciliani tutti, domani si rialzeranno? Con sguardo torvo guarderanno ancora la montagna, consapevoli che domani la tragedia potrebbe ripetersi. Si chiederanno quante altre volte ancora quel rumore assordante di acqua, fango e pietre debba squarciare il silenzio e la monotonia di un piccolo centro come Giampilieri e lacerare gli animi di uomini e donne, vecchi e bambini, umani e animali e seminare panico, morte e distruzione. Quante altre volte ci si dovrà guardare in faccia con gli occhi umidi di pianto, ci si dovrà abbracciare per sorreggerci a vicenda e ci si dovrà sussurrare la frase “questa volta ce l’abbiamo fatta”. Questa volta ce l’abbiamo fatta! E’ agghiacciante.
Sono dieci, cento, mille mani. Mani nude che scavano nel fango, unghie che grattano le pietre, voci che chiamano i propri cari sepolti sotto la melma. Piangono tutti e chi non ha più lacrime sostiene moralmente chi ha ancora un pianto da versare. Qualcuno spera. Perché ormai non c’è più niente da fare che sperare e affidarsi a Dio.
Tutti sono vittime di questo ignobile scherzo del destino. Tutti sono vittime e al contempo sono eroi. Perché tutti hanno perso qualcosa ma hanno ancora la forza di salvare il resto. Come Simone Neri, morto per salvare otto persone. Per il quale ci aspettiamo tutti quanti il funerale di stato.
Non cerchiamo un capro espiatorio. Vogliamo solo conoscere chi ha sbagliato. Vogliamo soltanto metterlo davanti gli occhi di quella madre che per giorni ha cercato il corpo del proprio figlio. Vogliamo metterglielo davanti e vedere se trova il coraggio di guardare in faccia la realtà. E se qualcuno non è d’accordo si faccia pure avanti.
[Fonte: http://guide.supereva.it/sicilia/interventi/2009/10/il-dramma-di-giampilieri] |
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nimo
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Inserito il - 09/10/2009 : 19:56:38
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Domani i funerali di Stato al Duomo, la città si prepara all'ultimo saluto
Messina si avvicina al giorno più triste dell'intera vicenda che l'ha vista coinvolta nella tragedia dell'1 ottobre, la frana assassina che ha investito la zona sud della città. Domani, sabato 10 ottobre, verranno celebrate alle ore 10,30 le esequie in ricordo di quei ventotto cittadini ritrovati senza vita tra le macerie, i detriti, il fango: sarà il giorno del silenzio, della riflessione e della preghiera per Messina e per l'Italia tutta. Sarà, lo ricordiamo, l'arcivescovo Mons. Calogero La Piana ad officiare la Santa Messa.
Imponente la macchina organizzativa che verrà attivata in concomitanza allo svolgimento dei funerali: Comune e Atm fanno sapere che domani sarà attivo un servizio di bus navetta per consentire il trasferimento degli sfollati che vorranno assistere alla celebrazione. L’Atm avverte che si potranno comunque determinare disservizi nei normali collegamenti delle linee gommate, mentre i bus navetta saranno posteggiati lungo Corso Cavour.
Prevedendo un'affluenza di massa all'interno della Cattedrale, nella stessa piazza Duomo sarà allestito un maxi-schermo per la visione dei funerali dall'esterno della chiesa. Ricordiamo l'appello che l’assessore Pinuccio Puglisi ha rivolto ai commercianti chiedendo, in concomitanza allo svolgimento delle esequie solenni, di tenere abbassate le saracinesche dei negozi in segno di rispetto per le vittime.
E' l'ufficio stampa di Palazzo Chigi intanto a confermarci il fatto che difficilmente oggi il Premier Silvio Berlusconi terrà l'incontro in Prefettura volto a fare il punto della situazione sul futuro degli sfollati e della loro sistemazione abitativa. E' sicura, invece, la presenza del Presidente del Consiglio domani, com'anche quella del Presidente del Senato Renato Schifani.
Non si sa nulla a riguardo della presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anche dal Quirinale non si hanno notizie ufficiali.
Intorno alle 10 di questa mattina è intanto iniziato il Consiglio dei Ministri, durante il quale si dovrebbe discutere a riguardo delle misure che il Governo intende adottare a seguito del nubifragio che ha colpito Messina.
Antonclaudio Pepe
[Fonte: http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=20930] |
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nimo
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Inserito il - 10/10/2009 : 13:42:54
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Terminata la celebrazione: i passaggi principali
Un Duomo stracolmo ha salutato la lettura dei nomi delle vittime: un applauso per ciascuno di loro e un applauso anche per coloro che sono ancora dispersi. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Alla bara bianca della piccola Ilaria, 5 anni è legato un palloncino bianco con il suo nome, così come in quelle di Lorenzo, 2 anni, e Francesco, 6 anni, i cui corpi non sono stati ancora recuperati.
"Eterna pace e vita senza fine per i defunti". Così il Papa nel messaggio inviato. Il Pontefice ha anche voluto fare giungere ai familiari in lutto, ai feriti e a chi è sopravvissuto "l'espressione della più intensa vicinanza insieme all'auspicio di un comune e generoso impegno per superare difficoltà e sofferenze causate dal tragico evento, affidando quanti sono nel dolore alla materna intercessione della Vergine Santa".
Gesu' che spira sulla croce gridando ''Dio mio, Dio mio, perche' mi hai abbandonato?''. Questo il brano del Vangelo di Marco letto della cerimonia funebre per le vittime dell'alluvione di Messina.
"Il vostro silenzio miei cari fratelli defunti è il grido più eloquente di ciò che tutti noi oggi osiamo sperare, chiedere e gridare ai responsabili della cosa pubblica: restituiteci la serenità, dateci la garanzia di un piano di sicurezza fatto di opere concrete e non di carte o di parole vuote o di circostanze, perchè simili tragedie non devono più accadere". Così nella sua ‘forte’ omelia monsignor Calogero La Piana.
Sta seguendo la funzione accanto alle bare dei suoi due figli morti a Giampilieri, Raffaella Maugeri, mamma di Leo e Cristian, i due fratelli di 23 e 22 anni trovati abbracciati sotto alla macerie della loro casa, in via Puntale. Il piu' grande studiava infermieristica al Policlinico, mentre il fratello minore voleva fare il muratore. Le loro bare sono contrassegnate con i numeri 5 e 6. Nella tragedia e' morto anche il nonno dei due ragazzi, Letterio Maugeri, di 68 anni.
Due donne, sedute tra i banchi dei familiari delle vittime dell'alluvione, hanno accusato un malore durante i funerali che si stanno celebrando nel Duomo di Messina e sono state trasportate fuori in barella. La Chiesa e' gremita da tantissime persone, molte delle quali rimaste in piedi. Migliaia i messinesi arrivati da questa mattina nella piazza antistante la Cattedrale per assistere alla cerimonia funebre sul maxischermo sistemato dal Comune. Partecipazione composta e commossa.
L'ultimo saluto e la benedizioni in rito ortodosso per Monica Balascuta, la badante romena di 48 anni che è morta durante l'alluvione del primo ottobre a Messina. La sua bara è ricoperta non dal tricolore ma dalla bandiera romena. Per lei una parente, durante il rito funebre, ha recitato un Padre nostro in romeno e ora si sta svolgendo la benedizione della salma in rito ortodosso. Un lungo applauso ha segnato la fine del rito per la donna, che è morta mentre accudiva una donna di 71anni, Concetta Cannistraci, anche lei deceduta.
Emanuele Rigano
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nimo
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Inserito il - 11/10/2009 : 08:24:48
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"Pass e politica non fermano l'orgoglio dei messinesi uniti nel dolore"
Piazza Duomo icona di dignità e rispetto, immagini che dovrebbero fare il giro del mondo. 1500 pass disponibili per entrare in Chiesa, non tutti i congiunti hanno potuto piangere sulle bare delle vittime.
Sofferenza, lacrime, dolore. Tutto espresso con una dignità fuori dal comune, nessuna elemosina, nessun pietismo, nessuna strumentalizzazione. Solo il desiderio di ricordare le vittime e di stare vicino, simbolicamente, ai loro parenti. Un'immagine matura ed inedita di Messina, una città che ha alzato la testa, ha raddrizzato la schiena; un'immagine che deve fare il giro di Italia prima e del mondo poi, che suscita commozione nella commozione. Era quasi surreale vedere i familiari superare le transenne, erano le 9 di questa mattina, con una compostezza che non proviamo neanche a raccontare, tanto fiera ed orgogliosa era.
Sarebbe stato facile aspettarsi cori di proteste all'arrivo delle istituzioni, sarebbe stata un occasione d'oro per i "contestatori organizzati" comparire in una Piazza Duomo esuberante di gente (la folla invadeva via Primo Settembre, via San Giacomo, Corso Cavour...) con le telecamere delle reti nazionali puntate addosso.
Niente di tutto ciò si è verificato, se non al termine della celebrazione all'uscita delle salme. Ma niente di organizzato, niente di clamoroso, niente che abbia rovinato il ricordo dei nostri fratelli scomparsi. I messinesi hanno ridato a queste solenni esequie quella dimensione religiosa che, anche per colpa dei mezzi di informazione che spesso si sono concentrati su altre questioni, si era andata perdendo nei giorni a ridosso del tristissimo evento.
Abbiamo apprezzato quegli assessori e consiglieri, comunali e provinciali, rimasti fuori dalla chiesa, fattisi da parte perché questo era il giorno del ricordo, non del "passeggio mediatico". E' sopratutto la sensibilità in questi casi a dettare comportamenti e atteggiamenti, ma abbiamo imparato a non dare nulla per scontato.
Torniamo però a scrivere su coloro che hanno versato tutte le loro lacrime su quelle ventuno bare. Coloro che, paradossalmente, per assistere ai funerali dei loro cari hanno dovuto esibire il "pass" all'ingresso. Una stortura della nostra società dettata da ragioni di ordine pubblico, ma impossibile da condividere per chi ha subito un lutto di tale portata: è la "prassi" hanno spiegato gli addetti alla sicurezza, ma siamo costretti a riflettere su questo lato della vicenda. Erano 1500 i permessi totali che permettevano l'accesso all'interno della Basilica Cattedrale. La famiglia di ciascuna vittima ne aveva a disposizione 10, da esibire per altrettanti componenti. Poi c'erano gli accrediti per gli sfollati, i vicini di casa, gli amici delle vittime, presenti in grande numero, circa mille unità, che occupavano la restante parte del Duomo. Per politici ed istituzioni ne sono stati distrbuiti una trentina, cento per i giornalisti presenti.
Chi non l'aveva, questo maledetto pass, restava fuori senza possibilità di appello. Ma non abbiamo assistito, durante le oltre due ore di esequie ad atti di prepotenza, di esasperazione. Così la madre di un amico di una delle vittime: "Mio figlio è cresciuto assieme al ragazzo scomparso, è assurdo non potere entrare, consolare i genitori, baciare la bara". Altri non erano al corrente della necessità di procurarsi il lascia-passare: tra questi anche la cugina di una delle vittime, che ha dovuto rivolgere l'ultimo saluto al congiunto da fuori la Chiesa. Ed è proprio questo che ci convince sempre più della grandezza interiore dei nostri concittadini, strettisi come mai prima d'ora in un abbraccio collettivo, sfociato in innumerevoli applausi spontanei partiti quando lo schermo gigante allestito a Piazza Duomo proiettava le immagini delle ventuno bare a ridosso dell'altare, avvolte nel tricolore italiano e rumeno, nel caso della badante giunta dalla Romania proprio nella nostra città.
Indignazione è stata espressa dalle "voci" della Piazza nei confronti di coloro che non hanno accolto l'appello del Comune che invitava a tenere gli esercizi commerciali chiusi: tanti erano quelli che hanno abbassato le saracinesche sul Viale San Martino, pochi i negozianti delle altre zone cittadine.
Per dovere di cronaca dobbiamo dare notizia riguardo la presenza del Presidente del Consiglio Berlusconi, dei ministri Prestigiacomo e Alfano, del Presidente del Senato Schifani e del Presidente della Regione Lombardo, del Sindaco della città di Messina Buzzanca e della Provincia Ricevuto oltre alla deputazione parlamentare messinese e siciliana, ad ai presidenti del civico consesso comunale e provinciale, dei sei presidenti di circoscrizione e dei sindaci della Provincia, oltre a rappresentanti della società calabrese e abruzzese ed il capo della Protezione Civile Bertolaso.
Oggi pomeriggio alle 17, infine, partirà da Piazza Antonello la manifestazione "Svegliati Messina". Lo scopo dell'iniziativa è chiaro: evitare che si spengano i riflettori dopo i funerali dei nostri concittadini, periti in una catastrofe, a detta di molti, ampiamente annunciata.
Potrebbe fare paura pensare a domani, quando Messina si ritroverà sola immersa nei suoi problemi di sempre, ma con sulle spalle il peso ideale delle decine di vittime provocate da questa immane tragedia. Non possiamo che augurarci che ci si adoperi affinché la situazione cambi; viceversa si arriverà inesorabilmente ad un punto di non ritorno.
Antonclaudio Pepe
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pukki
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Inserito il - 11/10/2009 : 21:00:31
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| Mi associo al cordoglio x tutte le vittime e ai loro famigliari x questa immane ennesima tragedia |
Ex Frisbee Euro 7 Tour |
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nimo
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Inserito il - 12/10/2009 : 08:19:45
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Berlusconi firma ordinanza di protezione civile: 60 milioni per l’emergenza “alluvione Messina”
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato un importante ordinanza di protezione civile per i primi interventi da attuare per il superamento dell’emergenza “alluvione Messina”. La notizia più importante risulta essere lo stanziamento di 60 milioni di euro per le urgenze individuate nelle zone colpite, con il contestuale assegnamento di un contributo, fino ad un massimo di 600 euro mensili, alle famiglie che hanno avuto la casa distrutta.
Il provvedimento prevede anche l’assegnazione di particolari poteri per il Commissario delegato per il superamento dell'emergenza nei Comuni di Itala, Scaletta Zanclea e Messina, limitatamente alle frazioni di Giampilieri, Briga, Molino, Santa Margherita Marina, Altolia e Pezzolo. In attesa dell’ufficializzazione della nomina del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. Il Governatore, come già anticipato nei giorni scorsi, si avvarrà del sindaco della città capoluogo, Giuseppe Buzzanca, in qualità di braccio esecutivo a cui saranno attributi specifici compiti con apposito provvedimento del medesimo Commissario. Stesso discorso varrà per gli tre soggetti “attuatori” previsti dal provvedimento, che dovranno essere nominati.
Per la realizzazione dei primi interventi relativi all'attuazione dell'ordinanza, il Commissario delegato si potrà avvalere, come detto, della somma complessiva di 60 milioni di euro: 20 a carico delle risorse assegnate alla Regione Siciliana, 20 del ministero dell'Ambiente e 20 del Fondo della protezione civile appositamente integrato dal ministero dell'Economia e delle finanze. Rispetto ai contributi per le famiglie, il Governatore Lombardo, avvalendosi dei suggerimenti dei sindaci, sarà autorizzato ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione “principale, abituale e continuativa sia stata distrutta o sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità”, un contributo per l'autonoma sistemazione fino ad un massimo di 600 euro mensili, “comunque nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione”. Nel caso si tratti di un nucleo familiare composto da una sola unità, la somma stabilita è di 300 euro. Per la parte relativa alla sospensione dei tributi, sarà adottato uno specifico provvedimento da parte del ministero dell'Economia. Lombardo è inoltre autorizzato a disporre il rintracciamento di una sistemazione alternativa nei casi in cui non è stata possibile l'autonoma allocazione dei nuclei familiari.
Il Commissario delegato dovrà provvedere: al rimborso delle spese sostenute dai Comuni per i primi interventi di soccorso ed assistenza alla popolazione, debitamente documentate; all'accertamento dei danni ed alla rimozione delle situazioni di pericolo; alla predisposizione di un piano degli interventi, indifferibili e urgenti, relativi al ripristino degli edifici e dei beni mobili privati distrutti o danneggiati dalla catastrofe, nonché alla complessiva sistemazione dell'area coinvolta dagli eventi, con relativo crono programma. Per ciò che concerne il piano degli interventi di ripristino degli edifici privati, il Commissario delegato, avvalendosi anche in questo caso del confronto con le comunità locali coinvolte, dovrà invece definire: le condizioni per il ripristino o la ricostruzione, o anche la delocalizzazione degli immobili in base alle prescrizioni normative vigenti, all'economicità dell'intervento da attuare ed alle esigenze derivanti dal mantenimento della coerenza edilizia complessiva dell'area colpita dagli eventi, purché in regola con la vigente normativa edilizia. Sarà compito del Commissario anche la definizione del fabbisogno finanziario necessario per la concessione di contributi in favore della popolazione le cui unità immobiliari siano state distrutte o danneggiate dagli eventi.
Passaggio importante anche quello che riguarda la prevenzione dei rischi: “Gli interventi previsti dal piano, - si legge nell'ordinanza - devono comprendere anche le opere necessarie a rimuovere i rischi e a prevenire il ripetersi di danni per la popolazione e le infrastrutture, nel caso di eventi analoghi a quelli dello scorso 1 ottobre, nonché le più urgenti indagini e attività progettuali per avviare il riassetto idrogeologico delle aree interessate”.
Il provvedimento, infine, prevede la necessità che il Commissario delegato individui, d'intesa con l'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, gli appositi siti di stoccaggio provvisorio per il definitivo recupero o per lo smaltimento dei materiali provenienti dal crollo degli edifici, così come quelli provenienti dalle demolizioni degli edifici danneggiati dagli eventi calamitosi.
Intanto continua lo scontro sull’idea lanciata da Berlusconi di costruire insediamenti in nuove aree, seguendo il “modello L’Aquila”. I due ostacoli principali continuano ad essere la mancanza di luoghi pianeggianti in città e la resistenza della popolazione colpita, che a Giampilieri si è già costituta in un comitato per la ricostruzione. Le uniche due aree fin qui ipotizzate dai tecnici comunali sono quelle di Santa Margherita, nei pressi del campo sportivo, e a Galati. Continua a vederla diversamente l’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonino Beninati, che insiste sull'acquisto di appartamenti sfitti per la sistemazione delle famiglie attualmente sfollate.
Emanuele Rigano
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pixbuster
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Veneto
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Inserito il - 13/10/2009 : 00:12:06
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Nimo, ma gli sfollati ora sai dove sono? nei notiziari non mi pare se ne parli Sono nelle tende, negli alberghi oppure ognuno si è "arrangiato" con amici e parenti?
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Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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nimo
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Inserito il - 13/10/2009 : 07:50:34
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Gli sfollati sono stati sistemati in alcuni alberghi ed in qualche struttura pubblica... ma sono troppe le persone che non vogliono abbandonare le loro case pur essendo a rischio. Per quel che concerne l'informazione, vedrai che tra alcuni giorni non se ne parlerà più e tutto passerà nel dimenticatoio.
Ecco le ultime notizie:
Il Sindaco Buzzanca: Tra Ponte Schiavo e Giampilieri il rischio è ancora alto. Sempre più urgente il censimento degli sfollati
Rimane alto lo stato d’allerta nei luoghi colpiti dall’alluvione. Per questo stamani il sindaco Giuseppe Buzzanca, nelle vesti di autorità comunale di protezione civile, ha ribadito che la zona jonica compresa tra Ponte Schiavo e Giampilieri «il rischio idrogeologico permane». Da qui alcune comunicazioni di servizio: stante la grave situazione dei versanti e dei corsi d’acqua che comportano un elevato rischio residuo, la popolazione esposta al rischio, al verificarsi di un evento di pioggia con avviso di criticità moderata o elevata, dovrà evitare il transito lungo le strade già interessate da fenomeni franosi e nelle aree interessate da lavori di soccorso e messa in sicurezza; non uscire di casa; trasferirsi nei piani alti delle abitazioni e non utilizzare piani cantinati seminterrati e piani terra; non utilizzare le automobili; non sostare lungo le strade specie al di sotto di scarpate di terra o roccia; non lasciare le auto lungo le strade soggette a deflussi concentrati, a smottamenti di terreno e a crolli di roccia. E ancora, in caso di emergenza frana chi si trova all’interno di un edificio dovrà cercare di uscire subito fuori, per non rimanere coinvolto nel crollo dell’edificio. Il piano di monitoraggio predisposto dalla Protezione civile regionale e approntato ieri pomeriggio in Prefettura prevede una serie di “presidi territoriali” che dovranno osservare costantemente l’evoluzione dell’evento. Attivati anche dei “cancelli” (una sorta di posti di blocco), predisposti dalle forze dell’ordine sulla viabilità interessata.
Intanto presso l’Unità di crisi di Palazzo del Governo si prova a fare il punto della situazione sugli sfollati. Al momento sono 963, di cui 763 a Messina e 200 nella zona jonica. Gli evacuati, com’è noto, si trovano in cinque alberghi cittadini (Europa, Paradise, Le Dune, Le Palme, Capo Peloro Resort) più il Parco degli Ulivi a Villafranca, collegato con la città con appositi bus messi a disposizione dall’Atm. In altre due strutture alberghiere, il Royal e il Liberty, alloggiano invece le forze dell’ordine. Proprio per quanto riguarda gli sfollati, ci ha spiegato stamani in Prefettura l’assessore comunale alle Politiche sociali Pinella Aliberti, il passaggio fondamentale, in questo momento, è quello del censimento. Questo perché, ed è triste doverlo raccontare, si registrano casi di sciacallaggio o tentato sciacallaggio anche in questo caso. Due i casi accertati di famiglie “abusive” in altrettanti alberghi cittadini, “stanati” grazie agli incroci con l’anagrafe. Ma c’è anche chi si presenta ai centri di raccolta per ricevere alimenti e quant’altro pur non avendone diritto. Per questo, ci ha confermato il viceprefetto Antonio Contarino, responsabile del Centro operativo avanzato di Giampilieri superiore, «stiamo cercando di regolarizzare dal punto di vista amministrativo la situazione degli sfollati, i quali dovranno firmare un documento di assunzione di responsabilità e di censimento». E non è un caso che alcuni hanno preferito non firmare quest’atto. Ecco, dunque, che dall’assessore Aliberti viene un appello: chi si trova ospitato da familiari o amici si presenti il prima possibile al Coc (Centro operativo comunale) di via Bonsignore o chiami il numero 09022866.
Proprio al Coc, informa il Comune, si continuano ad accetterare prodotti alimentari (pasta, confetture, scatolame, olio, aceto, sale etc) e giocattoli per i bambini. Non si potranno più accettare abiti usati. Per la raccolta di risorse finanziarie destinate alla popolazione alluvionata, invece, il conto corrente istituito dal Comune di Messina, è quello postale C.C.P. n° 14063986 - intestato a Comune di Messina - Servizio di Tesoreria con causale “pro-alluvionati”. Sebastiano Caspanello
[da tempostretto.it] |
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nimo
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Inserito il - 13/10/2009 : 08:12:53
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Negoziato Ue-Stato-Regione per l'alluvione di Messina
ROMA - Unione europea, Stato e Regione siciliana hanno avviato questa mattina, a Roma, un tavolo nazionale sul negoziato con la commissione europea per il reperimento dei fondi per il disastro di Messina.
A presiedere l'incontro è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, per la Regione siciliana ha partecipato l'assessore ai Lavori pubblici, Nino Beninati. Erano presenti anche Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e Aldo Mancurti, capo del dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, del dicastero guidato da Claudio Scajola.
"Ribadiamo - ah detto l'assessore Beninati - l'apprezzamento del governo regionale per la celerità e l'efficienza con la quale le istituzioni nazionali si sono attivate per far fronte alla sciagura che ha colpito la popolazione del messinese. Celerità nell'approntare una risposta operativa all'emergenza così come nell'attivare tutti i canali istituzionali per la soluzione delle criticità che il disastro ha generato ed evidenziato".
"È importante - ha continuato Beninati - che sugli interventi ci siano azioni e spesa centralizzati, caratterizzati dalla forte sinergia che i vari livelli istituzionali hanno fin qui dimostrato. La Giunta Lombardo ha già provveduto ad individuare nell'assessorato ai Lavori pubblici il centro regionale di coordinamento con la Protezione civile e l'assessorato Territorio".
Il 21 ottobre, ha fatto sapere Tajani, è previsto il sopralluogo nel messinese, del direttore delle Politiche regionali della Unione europea, Raoul Prado.
[Fonte: www.lasicilia.it] |
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nimo
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Inserito il - 13/10/2009 : 12:50:05
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La società Oviesse Messina dona agli sfollati indumenti per 20 mila euro
Proseguono le iniziative di solidarietà nei confronti della popolazione alluvionata del messinese.
Anche la Società Oviesse, sensibile agli appelli che in questi giorni sono stati rivolti per gli aiuti agli sfollati, ha voluto partecipare con un segno concreto e tangibile di vicinanza alla popolazione duramente provata dalla tragedia, donando indumenti per un valore di 20 mila euro. La merce, a cura del direttore Oviesse di Messina, Placido Bandiera, è già stata consegnata al Centro Operativo comunale di via Acireale.
(Loc/Col/Adnkronos) |
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nimo
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Inserito il - 13/10/2009 : 13:18:00
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Messina, scattata l'allerta meteo Sono previste forti piogge e vento
E' allerta meteo nella zona del Messinese, colpita il primo ottobre dal violento nubifragio che costò la vita a 28 persone, mentre un'altra decina sono ancora dispersi. La Protezione civile ha annunciato un peggioramento delle condizioni meteo proprio tra Giampilieri, Scaletta Zanclea e tutta la zona circostante. Si attendono piogge forti e vento proprio mentre proseguono gli interventi della Protezione civile per il recupero dei dispersi.
Un'allerta che arriva il giorno successivo ai disastri provocati dal maltempo in Italia centrale: una ragazza morta a Roma, centrata da un albero sradicato dal vento; un uomo ucciso nel Ternano da un silo abbattuto da una tromba d'aria, e centinaia di richieste d'intervento ai vigili del fuoco nel Lazio, in Umbria, nelle Marche e in Abruzzo, dove sono state colpite anche le tendopoli de L'Aquila e un peschereccio è affondato a Giulianova, in provincia di Pescara.
TGCOM |
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nimo
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Inserito il - 14/10/2009 : 08:04:49
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Gli studenti messinesi alzano la voce: «Puru nui semu italiani». Il ministro Ronchi sui fondi europei: «Difficile ottenerli ma ci stiamo lavorando»
Quasi un migliaio di studenti hanno invaso le vie cittadine in un corteo che, partendo da piazza Antonello, ha raggiunto il Municipio. Una loro delegazione è stata ricevuta dal Sindaco Buzzanca. Si lavora sul fronte degli interventi, nel pomeriggio seduta all’Ars, il ministro Ronchi garantisce l'impegno del governo
Il beneficio del dubbio lasciatecelo, qualcuno potrebbe essere non entrato a scuola "perké oggi la prof interrogava", ma se solo un decimo dei manifestanti che oggi hanno invaso le vie cittadine sentiva in cuor suo i motivi del corteo, si è trattato di un bel segnale che i giovani delle scuole messinesi hanno dato alla città tutta.
Un serpentone senza bandiere di appartenenza politica, ed è raro di questi tempi, che sfiorava le migliaia di unità, quello partito stamane da Piazza Antonello e che, percorrendo corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro, via Cesare Battisti e via Garibaldi, è giunto a piazza Unione Europea, ai piedi di Palazzo Zanca, per gridare tutto il suo amaro dissenso verso quanto accaduto l'1 e il 2 ottobre nella zona sud e per chiedere alla politica nostrana una "mossa".
A partecipare alla manifestazione sono stati gli istituti Maurolico, La Farina, Seguenza, Caio Duilio, Bisazza, Marconi, Archimede e Verona Trento. Francesco Anastasi ci spiega: «si tratta di un corteo/sit-in contro tutta la classe politica, che di noi se ne frega. Il volto nuovo della Sicilia è il nostro, siamo noi che scendiamo in piazza, non certo i sessantenni che ci governano. Abbiamo fatto volontariato, e continuiamo a farlo attraverso una raccolta fondi, per aiutare la popolazione colpita dal nubrifagio, adesso devono ascoltarci. Uno dei motivi della manifestazione è da ritrovarsi anche nello stato delle scuole messinesi, tutt'altro che sicure e a misura di studente. Stiamo lottando per il nostro futuro». Frase, quest'ultima, che campeggiava anche sullo striscione che faceva da battistrada ai manifestanti.
Un altro dei momenti clou, a parte il già citato ritrovo a Palazzo Zanca, è stato quando dal megafono in testa al corteo sono stati letti i nomi delle vittime dell'alluvione: applausi scroscianti dei ragazzi e palloncini bianchi fatti volare in cielo anche a ricordo di Ilaria, Francesco e Lorenzo, i tre bimbi che hanno perso la vita in quella sciagurata notte di inizio ottobre. Una delegazione degli studenti in corteo è stata, infine, ricevuta dal sindaco Giuseppe Buzzanca.
Nel pomeriggio intanto seduta straordinaria dell’Ars: si discuterà delle soluzioni immediate da adottare per affrontare l’emergenza Messina, una lotta contro il tempo non solo in senso cronologico ma purtroppo anche meteorologico. Nei prossimi giorni, a partire da oggi, sono infatti attese nuove precipitazioni che potrebbe concentrarsi proprio nelle aree dei villaggi colpiti dall’alluvione del primo ottobre. Ciò renderebbe ancor più complicato il lavoro dei vigili del fuoco ancora impegnati a Giampilieri, Scaletta, Briga, Molino e Altolia, dove si continuano a cercare i dispersi.
E intanto, intervistato da Maurizio Belpietro il ministro per le politiche Ue Ronchi afferma: ''Non ci sono disastri di serie A e di serie B. Il governo e' accanto a tutte le emergenze, come quella purtroppo accaduta a Messina. Grazie al lavoro del sottosegretario Letta si e' aperto un tavolo a palazzo Chigi e stiamo lavorando per mettere in moto un meccanismo che ci faccia accedere ai fondi Ue, anche se e' molto difficile''.
di Antonclaudio Pepe, foto di Dino Sturiale
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Inserito il - 14/10/2009 : 14:08:56
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Ecco quando venne lanciato il primo allarme sulla situazione dei villaggi di Messina sud
Numerose interrogazioni già nel 1954 e nell’anno successivo, non avevano prodotto risultati. E’ proprio vero che siamo figli della nostra storia
Approposito di scaricabarile, siamo andati a ricercare quello che possiamo definire, probabilmente senza rischio di smentita, il primo esempio del declinare delle responsabilità per quel che riguarda la manutenzione dei torrenti cittadini a rischio alluvione. Un certo Antonino Dante (deputato nazionale nel secondo dopoguerra nel corso della II Legislatura) eletto nel collegio catanese, pensate un po’, nel lontano 1954, precisamente nella seduta del quattro maggio e, di seguito, in quella del venticinque gennaio del 1955, attenzionò all’allora ministro dei lavori pubblici Romita quali problemi la zona sud di Messina subiva ad ogni scroscio d’acqua rendendo noto come costante sia, già a quei tempi, il pericolo che la cittadinanza correva se quei fiumi fossero straripati. Dante rivolse un interrogazione “per sapere quali disposizioni ha impartito – riferendosi al Ministro dei Lavori Pubblici, Romita – per scongiurare il grave sovrastante pericolo alla popolazione” (Int. 3807). Per tutta risposta il Ministro disse: “[…] L’ufficio del Genio Civile di Messina è già intervenuto con opere di pronto soccorso (poco tempo prima vi era stata un alluvione che interessò alcuni villaggi a Sud della città, ndr) per l’importo complessivo di lire 5.200.000”. E poi, dopo un elenco delle opere in progetto di esecuzione con uno stanziamento preventivo di lire 60.000.000, conclude: “Poiché però tale territorio ricade nell’omonimo bacino montano già classificato con legge 22 dicembre 1918, n. 2084, la necessità di tale intervento è stata segnalata all’assessorato regionale per l’agricoltura e le foreste per gli eventuali provvedimenti di sua competenza”.
Nella seduta del 25 gennaio del 1955, nelle carte in nostro possesso si legge che, sempre il Dante, evidentemente innervosito dalla mancata azione sul territorio, presenta una nuova interrogazione allo stesso Ministro, che recitava: “[…] L’interrogante fa presente che le prime piogge (siamo a Gennaio) hanno già causato danni all’abitato e che la popolazione vive in uno stato di legittimo allarme; che è urgente intervenire per la difesa delle persone e delle case, e ciò a prescindere da provvedimenti di sistemazione montana di cui è riferimento nella risposta all’interrogazione n. 3807 (9341). Per tutta risposta il Ministro ribadisce: “come già è stato fatto presente all’onorevole interrogante in risposta ad analoga interrogazione n. 3807, l’Ufficio del Genio Civile di Messina, in seguito alle alluvione verificatesi è già intervenuto con opere di pronto soccorso per un importo complessivo di lire 7 milioni. […] è stato redatto un progetto generale di sistemazione montana, attualmente (erano già passati più di sei mesi, ndr) in corso di esame presso il C.T.A. del provveditore alle opere pubbliche di Palermo, dell’importo di 63 milioni di lire, unitamente ad una perizia di stralcio dell’ammontare di 26 milione di lire, comprendenti le opere più urgenti per sollevare dal pericolo gli abitati. Poiché, però, il territorio è ricadente nel bacino montano già classificato con decreto-legge 22 dicembre 1918, n. 2081, la competenza ad eseguire i lavori necessari spetta la Ministero Agricoltura e foreste. Questo è quanto, e solo a pensare che ancora davanti al "fatto parlamentare" che avete letto abbiamo più di mezzo secolo da analizzare ci vengono i brividi a quello che potremmo trovare. Se per agire occorreva, a quei tempi, così tanto tempo per un azione preventiva su un territorio a rischio idrogeologico ci si spiega come oggi, a distanza di più di cinquant’anni, ancora piangiamo per le vittime che hanno perso la vita e ci curiamo di sfollatti, dispersi, persone disperate (non dimenticate di inviare un Sms al 48580).
E’ proprio vero che ogni uomo è figlio della sua storia, come lo Stato, le Regioni ed i Comuni con tutte le loro procedure inspiegabili che purtroppo oggi continuiamo a costatare.
Intanto, nei nostri torrenti, fanno capolino alcuni cartelli che non riusciamo ad intendere a cosa si riferiscono. In essi si legge: “fine strada comunale, inizio torrente”. Ma cosa stanno a significare? E come mai sono stati posizionati proprio adesso? Dal torrente Mili sino ad Acqualadrone (per quello che abbiamo visto) questi avvisano la cittadinanza che da qui a lì inizia il torrente e finisce il tratto di strada comunale. Purtroppo ci sfugge lo scopo. C’è qualcuno che riesce ad illuminarci?
Pino D'Angelo
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Inserito il - 15/10/2009 : 14:16:11
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Domani in cattedrale i funerali di Francesco e Lorenzo Lonia
Dopo una settimana dai funerali celebrati nel Duomo per le vittime dell’alluvione, le porte della cattedrale si riapriranno per dare l’ultimo addio ai due angeli di Giampilieri, Francesco e Lorenzo Lonia, 2 e 6 anni. Le esequie si svolgeranno venerdì alle ore undici.
Quel maledetto fango che li ha trascinati via in quella maledetta notte del primo ottobre insieme alla madre Maria Letizia Scionti e che ora glieli ha restituiti, ha però “inghiottito” l’ultima piccola speranza di un uomo rimasto solo... quella di poter credere in un miracolo. Ora che quei corpicini sono tornati alla luce, al padre Antonio non rimangono che lacrime e dolore. Ne mancano sei all’appello di questa terribile tragedia... una storia in cui ci si augurava potesse essere scritto un finale diverso, magari con un lieto fine, un’illusione che è invece volata via come quei due palloncini bianchi in cielo. Perché per Messina è l’immagine che racchiude tutta la rabbia, l’angoscia di non avere più un futuro, la fine di ogni speranza, è proprio quella dei due palloncini attaccati alla bara della madre e poi “persi” nel blu profondo del cielo.
NiMo vi abbraccia forte. |
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Inserito il - 17/10/2009 : 08:12:21
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Ed in questo momento ci rendiamo conto che le parole non servono più... ed è in questo momento che ci sembrano persino superflue quelle scritte finora, perché adesso non c'è più niente da scrivere, da descrivere, da raccontare.
Un ultimo pensiero vogliamo però rivolgerlo a quanti, anche questa mattina, hanno continuato a lavorare tra il fango ormai duro ed impenetrabile come l'anima della città, perché sono loro che oggi hanno reso grande e orgoglioso il cuore di Messina e dei messinesi.
Ieri, la piazza in silenzio si è nuovamente svuotata... e tutti insieme piangiamo, preghiamo e riflettiamo. Perché insieme alla disperazione non rimangono che dei palloncini bianchi volati in cielo ed un berretto adagiato su un bara, simboli di una maledetta tragedia in una notte d'ottobre.
Le parole non servono più... e sono superflue quelle scritte finora, non c'è più niente da scrivere, da descrivere e da raccontare.
NiMo |
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