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11947 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 19:17:04  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E’ la volta di un modello un po’ inconsueto

FRISBEE SCOOBI’


E’ realizzata dalla TCMobility di Bolzano
[ www.frisbee.eu ]

Mi è stata gentilmente messa a disposizione dalla stessa Ditta costruttrice e l’ho potuta usare anche durante la mia vacanza in Val di Non (vabbè la scusa era il test, ma mi ci sono divertito molto)
Nel testo potrete trovare parti prese con il “copia e incolla” dal pix-test del modello Atlas, con cui condivide l’elettronica e molte scelte progettuali











IN BREVE

Al primo sguardo colpisce il diverso diametro delle ruote, pensato per migliorare la capacità di carico e le prestazioni in salita
Il telaio è di tipo aperto, completamente progettato e realizzato in Italia su specifico progetto TCMobility
E’ completamente in alluminio 7003, saldato a TIG, omologato presso il TUV tedesco e di grande solidità per renderlo adatto al trasporto di cose e ad una durata senza compromessi
Lo scavalco è basso per facilitare salita e discesa soprattutto con carichi sul portapacchi o seggiolino per bimbi
Un’altra caratteristica inconsueta è la possibilità di essere parcheggiata in piedi, per ridurre lo spazio occupato
La posizione in sella è regolabile da busto verticale a leggermente inclinato in avanti
Non sono presenti ammortizzatori, ma il tipo di pneumatici e le flessioni programmate del telaio fanno ottenere un buon confort anche su terreni sconnessi
Il cambio è a deragliatore, costruito specificamente per la TCMobility a 7 rapporti; è rapido e preciso
Il range dei rapporti consente di pedalare a frequenza tranquilla a velocità da codice e vivace a bassa velocità
Il portapacchi posteriore è integrato nella struttura del telaio ed ha una elevata capacità di carico (ad esempio la cassa isolante per la consegna a domicilio delle pizze)
I freni sono V-brake; la frenata risulta molto potente e ben modulabile (3.30m da 25km/h)
La ruota posteriore tende rapidamente al bloccaggio ma la bipa non ha alcuna tendenza al ribaltamento o alla sbandata
In discesa la frenata è potente e sicura e non c’è affaticamento anche dopo frenate lunghe
Il peso è di 24.4 kg compresa la batteria (che pesa 3.5kg)
La batteria è una Litio Polimeri Co Mn da 37V e 10 Ah 370 Wh; la sua estrazione è semplice e viene bloccata da un sistema a chiave; la posizione è davanti al cannotto-sella perciò non fa allungare il telaio
L’assistenza si regola in modo continuo con il manettino montato a destra del manubrio oppure si può controllare la corrente massima selezionandola su 5 livelli tramite pulsanti sul cruscottino
Il motore è da 250W a mozzo, montato posteriormente, brushless, geared, sensored; accorgimenti e brevetti specifici lo rendono adatto a marciare a lungo a basse velocità
I cablaggi sono molto protetti e ordinati
Il sistema di controllo dell’assistenza è a sensore di pedalata (montato sull’asse della ruota posteriore)
L’avvio dell’assistenza è molto rapido (dopo 13 cm percorsi) ed il motore spinge con vigore: 9.9” per percorrere i primi 50 metri con una velocità di uscita di 27.0 km/h
Nel traffico è veloce, potente e molto agile; il telaio corto consente cambi di traiettoria molto rapidi
La velocità si regola prontamente e finemente con il manettino
In salita si viaggia senza applicare sforzo sul 4% e, al limite, anche sul 10%
Lo sforzo risulta contenuto fino al 17% e così quello per la ripartenza
Su una salita al 20% lo sforzo richiesto è ancora accettabile (30kg e 122W); la ripartenza richiede 47kg
Sale sulla rampa al 27% e vi riparte applicando tutto il proprio peso sui pedali
La velocità massima è di 27.5 km/h limitata dal cut-off tachimetrico
Viaggiando con 70W di sforzo muscolare e con il manettino parzializzato per mantenere una velocità di 25km/h, si possono percorrere 67 km a 21°C
La Scoobì è dotata di pulsante per la camminata assistita: efficace anche portando la bipa su salite consistenti
Il controllo dell’assistenza con il manettino consente una facile marcia in coppia
Nessun problema se si incontra uno sterrato anche irregolare
Il trasporto in auto/camper è come per una muscolare ma richiede di verificare che il peso sia sostenibile dal portabici (21kg)
Il trasporto in treno non presenta particolari difficoltà : il peso rimane sopportabile e gli ingombri sono modesti; non è la bipa ideale per la multimodalità, ma si presta bene alle gite che includono spostamenti in treno
E’ ben scorrevole ma, senza assistenza elettrica, richiede un po’ più di energia rispetto ad una muscolare; se la strada diventa salita, il peso si fa sentire
Le luci sono alimentate da una dinamo tangenziale; l’anteriore, con lampada alogena e led a persistenza, ha un fascio largo e a norma, ma troppo scarso per viaggiare completamente al buio; la luce posteriore, a led e a persistenza, è ben visibile sia a distanza che lateralmente
La Scoobì è certificata per la meccanica e per la parte elettrica ed ha una garanzia di 2 anni (di due anni a scalare sulla batteria)
Il prezzo al momento della prova è di 1579€ e la batteria costa 350€




Qui c’è la consueta SCHEDA con tutte le caratteristiche






CICLISTICA

La caratteristica più evidente è il diverso diametro delle ruote, pensato per avere una elevata capacità di carico, il massimo di guidabilità con la ruota anteriore da 24” e il massimo dell’efficienza del motore in salita con la ruota posteriore da 20”

Il telaio è di tipo aperto monotrave, completamente progettato e realizzato in Italia su specifico progetto TCMobility

E’ completamente in alluminio 7003, saldato a TIG, omologato presso il TUV tedesco, di grande solidità per renderlo adatto al trasporto di cose e ad una durata senza compromessi



Nonostante sia un monotrave, non si avvertono flessioni o svirgolamenti anche in presenza di forti sforzi sui pedali o sulle buche
La soluzione con telaio aperto è stata scelta per consentire il trasporto di carichi ingombranti al posteriore
La ruota posteriore di piccolo diametro consente di mantenere il carico – o il seggiolino per bimbi – con un baricentro basso, a tutto vantaggio della sicurezza nella guida
Lo scavalco è molto basso e largo, pensato per una maggior praticità soprattutto se si hanno a bordo carichi
La zona dello scavalco ha una forma molto inconsueta per garantire una elevata robustezza ma allo stesso tempo flessibilità su buche e terreni accidentati



(nemmeno a dirlo che le mie nipotine hanno voluto provare a viaggiare tenendosi in piedi su quell’intreccio di tubi che per loro era una pedana)

La geometria del telaio è stata disegnata per consentire anche un inconsueto … parcheggio in piedi !
Utile per occupare sensibilmente meno spazio in garage
La bipa si appoggia al portapacchi e alla ruota posteriori



Ecco il filmato della manovra

park in piedi


(l’esemplare del test mancava della gomma di protezione sul portapacchi che è regolarmente montata su quelli in vendita … e ho grattato la vernice)


Non sono presenti ammortizzatori, ma il tipo di pneumatici e le flessioni programmate del telaio fanno ottenere un buon confort anche su terreni sconnessi
Anche la marcia sui “sampietrini” non è disagevole

La sella è “unisex” imbottita e con leggero scavo centrale, comoda ma un po’ troppo morbida se si utilizza per tempi lunghi




La posizione in sella è regolabile da busto verticale a leggermente inclinato in avanti




Il cannotto sella ha una forma particolare ed è dotato di un sistema per non farlo ruotare durante la regolazione (rapida)




Il manubrio ha la pipa regolabile
L’inclinazione delle manopole e la larghezza sono di tipo sportivo; le manopole ergonomiche si sono rivelate molto comode ed aiutano ad assorbire le vibrazioni indotte dal fondo stradale




La serie sterzo è di tipo semi-integrato da 1” e 1/8
(mi sono fatto spiegare cosa significa: vuol dire che i due cuscinetti hanno la sede parzialmente integrata nel tubo sterzo e non sono esterni come negli altri modelli meno performanti; ne deriva una maggiore robustezza e minori giochi a vantaggio della precisione di guida)




Il cambio è realizzato dalla Concord su specifico disegno TCM per farlo lavorare al meglio con le caratteristiche del telaio



E’ a 7 rapporti con comando “revoshift” a sinistra sul manubrio (come tutti i modelli TCMobility dotati di manettino)



Gli innesti sono rapidi e molto precisi in entrambe le direzioni; il comando è morbido da azionare

La corona è una singola da 48 denti



La corona è protetta da un disco di plastica e da una sottile protezione che la avvolge e si prolunga verso la parte posteriore: non ci si sporcano i pantaloni



Il range dei rapporti è buono: consente di mantenere un ritmo di pedalata vivace anche a basse velocità e di aiutare in discesa oltre alla velocità consentita dal motore
A 25 km/h la cadenza di pedalata è di 59 ped/min in 7.a : frequenza molto tranquilla;
A 65 pedalate al minuto si viaggia a poco più di 27 km/h che è la massima velocità di assistenza (poi interviene il cut-off tachimetrico)
Nelle mie prove ho tenuto, in piano, la 6.a marcia a 70 ped/min
A 7.3 km/h in 1.a la cadenza è di 50ped/min: valore che consente ancora di esplicare la propria potenza muscolare




I pneumatici sono Kenda e sono dotati di banda riflettente
L’anteriore è da 24”x1.95”



e il posteriore è da 20” x 2.35”



Il battistrada è tassellato per renderla adatta ad ogni tipo di terreno

Le valvole sono di tipo” automobilistico” (Schrader)



I raggi sono dei robusti inox da 2.2 mm all’anteriore e 2.5 mm al posteriore

Lo smontaggio della ruota anteriore richiede una chiave da 15 mm



Quella posteriore richiede una chiave da 19 mm e il distacco del connettore del motore



La TCM ha brevettato un sistema ad asse sfilabile per poter sostituire pneumatico o camera d’aria senza lo smontaggio della ruota posteriore, che può essere richiesto come optional

Il passo corto e il baricentro molto basso la rendono notevolmente agile nelle manovre anche a raggio stretto
La stabilità in marcia è ottima, ma a velocità elevate l’elevata reattività dello sterzo richiede correzioni sul manubrio lievi … altrimenti la bipa gira ma noi tiriamo dritto
L’ho portata fino a 50.9 km/h (in discesa) senza alcun problema di vibrazioni o instabilità, ma ho desistito dal farle prendere velocità maggiori
Anche la marcia senza mani risente dell’elevata reattività: basta spostare di poco il peso per avere repentini cambi di traiettoria; non si innescano assolutamente instabilità od oscillazioni del manubrio
Meglio godersi questa sua agilità tenendo le mani sul manubrio

marcia senza mani



Il cavalletto è un robusto monopiede fissato nella zona del movimento centrale; mantiene la bipa stabile e consente la rotazione completa dei pedali quando estratto




Il portapacchi fa parte della struttura del telaio e consente il trasporto di carichi pesanti … tipo la cassa termica per il trasporto delle pizze
La portata non viene dichiarata ma è assai superiore ai classici 25 kg



E’ previsto di serie l’attacco per il cesto anteriore



La componentistica è stata scelta per garantire durata ed affidabilità anche in un uso intenso
L’aspetto generale è ben curato




IMPIANTO FRENANTE

I freni sono entrambi V-brake Z-star

Questo è l’anteriore, montato sul dietro della forcella



il freno posteriore è montato (come spesso usa fare la TCM) sul traverso basso del telaio




Le leve – in lega di alluminio - sono robuste e morbide da azionare; entrambe sono dotate degli switch di cut-off del motore

Il freno anteriore è comandato dalla leva sinistra



qui si vede il sensore del cut-off che è presente su entrambe le leve




La frenata risulta molto potente e ben modulabile
Da 25 km/h lo spazio di frenata è di 3.30 metri : buon valore
La ruota posteriore tende rapidamente al bloccaggio ma la bipa non ha alcuna tendenza al ribaltamento o alla sbandata
In discesa la frenata è potente e sicura e non c’è affaticamento anche dopo frenate lunghe o ripetute
Li ho provati sulla discesa di 14 km dalla Mendola verso Bolzano e la frenata si è mantenuta potente e modulabile senza surriscaldamenti dei freni stessi o del cerchio

Qui il filmato della frenata da 25 km/h

frenata






Ed ora la PARTE ELETTRICA


CENTRALINA

Viene realizzata in collaborazione con una ditta specializzata su progetto/specifiche TCMobility sia per l’elettronica sia per il software ed è condivisa con il modello Dolomites/Atlas

E’ esterna per un ottimale raffreddamento anche alle basse velocità tipiche della marcia in salita o con pesi elevati
La sua posizione è nella zona del movimento centrale ed è protetta sia sopra che sotto dal telaio

Ha un case totalmente stagno realizzato appositamente
L’accoppiamento al telaio è completamente stagno e i cavi entrano direttamente nel tubo del telaio stesso
E’ molto facile da smontare ed il foro (ovale) per i cavi è di generosa dimensione in modo da consentire un facile accesso a tutti i connettori, senza le difficoltà che molto spesso affliggono i manutentori



Questa centralina è dimensionata per un uso intenso a forti correnti

Non è dotata di autospegnimento per evitare di ritrovarsi, dopo una lunga discesa, senza l’immediato aiuto del motore
Ma la sua accensione è chiaramente indicata dai luminosi led del cruscottino
Il consumo in stand-by è comunque molto limitato e non pregiudica minimamente l’autonomia se la dimentichiamo accesa e andiamo a cena con gli amici

L’accensione e lo spegnimento avvengono tramite la chiave sulla batteria



BATTERIA

La Frisbee Scoobì viene fornita con una batteria al litio da 37V 10Ah 370Wh Litio polimeri MnCo



E’ alloggiata davanti al tubo sella del telaio, posizionandosi così in zona centrale e senza determinare l’aumento nella lunghezza della bipa
E’ anche a breve distanza dalla centralina (così i cavi di potenza risultano corti)
La sua posizione non ostacola salita e discesa in sella
Nell’esemplare in prova ho riscontrato una certa rumorosità del fissaggio marciando su terreni sconnessi

La manovra di estrazione è facilissima: si deve sbloccare il fermo con la chiave (che ha anche funzione di interruttore) poi tirarla verso l’alto tramite la maniglia e sganciarla dalla sua guida





Per il reinserimento bisogna far coincidere le asole sulla batteria con le alette della guida
Le tolleranze sono molto ampie, ma bisogna farci un minimo di abitudine



Si trasporta molto facilmente con la comoda maniglia ed il peso è contenuto (3.5 kg)



La chiave ha la funzione di blocco meccanico (e perciò di antifurto) e stacca l’alimentazione ai contatti; tali contatti sono ben incassati e protetti; non ci sono perciò problemi di cortocircuiti accidentali nel trasportare la batteria



Sulla batteria è presente un indicatore dello stato di carica attivabile tramite pulsante



La ricarica può essere eseguita a batteria montata o estratta
Il connettore di ricarica è sull’altro lato di quello della chiave ed è sempre comodamente accessibile

Il caricabatteria è di tipo switching, senza ventola



Pesa 577 grammi compresi i cavi; eroga una corrente massima di 2.0A e ricarica la batteria completamente scarica in 6 ore e 26 minuti
La sua dimensione è piuttosto contenuta e ben si presta ad essere portato con se
I cavi sono di lunghezza normale e la spina di rete è di tipo “italiano”
E’ dotato di una spia che si accende di color rosso quando si connette alla rete ed un’altra che è rossa durante la carica e diventa verde a carica ultimata



COMANDI e REGOLAZIONE DELL’ASSISTENZA

La Scoobì è dotata di un cruscottino con segnalazioni a led posto sulla sinistra del manubrio e di un manettino con ulteriori segnalazioni a led sul lato destro





I led sono molto luminosi e, di giorno, sono ben visibili

Di notte i led sono molto evidenti, anzi sono così luminosi che ho inclinato il cruscottino per non essere abbagliato, senza comunque perderne la visibilità diurna



I led del manettino sono meno luminosi, ma sempre ben visibili



Il manettino è del tipo “split” (come di consueto) cioè ruota solo la parte più vicina al centro del manubrio e si aziona con due dita; è morbido e il suo autoritorno non stanca anche dopo un uso prolungato
Sul cruscottino sono presenti alcuni pulsanti: sono piccoli ma rilevati e ben distanziati; di notte non sono illuminati ma si trovano facilmente al tatto e sono raggiungibili senza staccare la mano dal manubrio

Con i guanti il manettino è agevolissimo da usare mentre i pulsanti sono comunque azionabili ma difficili da trovare perché il loro rilievo non è sufficiente per essere percepito

Vediamo ora le funzioni dei comandi

La centralina si attiva girando la chiave posta sulla batteria

A questo punto il cruscotto si illumina segnalando lo stato di carica della batteria stessa (con 5 led)
Ruotando il manettino al valore desiderato e iniziando la pedalata, si attiva l’assistenza

Il pulsantino rosso, se viene tenuto premuto per circa un secondo e se contemporaneamente viene ruotato il manettino, attiva la “camminata assistita”
Se invece viene premuto durante la marcia (perciò con la pedalata in atto) setta il “cruise control” cioè memorizza la posizione del manettino che può a questo punto essere rilasciato; se si sospende la pedalata o se si tocca uno dei freni questo comando si resetta

Il pulsante successivo cambia modo di funzionamento da controllo tramite manettino a controllo amperometrico (vedi più avanti per la spiegazione di questo funzionamento) e i successivi due pulsanti regolano la corrente in questo secondo modo

I led a sinistra indicano lo stato di carica della batteria; è un controllo voltmetrico ma che tiene conto anche degli amperora utilizzati ed indica con buona approssimazione l’effettivo stato di scarica

Sull’altro lato del manubrio c’è , come detto, il manettino per la regolazione dell’assistenza fornita dal motore e tre led
Il primo (arancio) segnala il funzionamento con il manettino; il secondo (verde) indica che è inserito il controllo amperometrico e il terzo (rosso) avvisa quando la batteria è quasi completamente scarica



MOTORE

E’ un hub posteriore, geared, da 250W, a 36V, brushless, sensored ed ha vari accorgimenti costruttivi per poter sopportare sforzi prolungati



La coppia di spunto è leggermente più alta di quella degli altri motori delle Frisbee ed è accoppiato ad una ruota di piccolo diametro che riduce le perdite meccaniche degli ingranaggi interni (il rapporto di riduzione fra motore e ruota è più piccolo) e mantiene un rendimento accettabile se utilizzato a bassa velocità

La spinta è potente e le partenze sono decisamente rapide (anche merito dell’avvio quasi immediato dell’assistenza)
In marcia è silenzioso ma non inavvertibile
A certi regimi , se sotto sforzo, diventa un po’ più rumoroso ma è il prezzo da pagare alla sua resistenza agli sforzi

rumore in marcia


E’ dotato di un connettore per poter agevolmente smontare la ruota






CABLAGGI

I cablaggi sono ben protetti e passano quasi completamente all’interno del telaio
Nella zona manubrio sono ordinati e si raggruppano in un scatola di derivazione



I cavi entrano subito nel telaio; i connettori che vanno alla centralina restano anch’essi all’interno della larga zona inferiore del telaio, perciò del tutto invisibili e molto protetti



Nella zona inferiore non c’è alcun cablaggio

Lungo il carro posteriore c’è il cavo che va al motore e ai sensori PAS, più facilmente raggiungibili per facilitare eventuali manutenzioni ma posti comunque in posizione scarsamente visibile e protetta

Il dischetto del PAS è montato nella zona del pacco pignoni; è a dodici magneti




Come sulle altre Frisbee, è presente, simmetricamente sull’altro lato della ruota, il dischetto con i magneti per il controllo tachimetrico



Particolare cura è stata riservata alla resistenza alle intemperie e al freddo tramite l’adozione di svariati accorgimenti
Fra cui: le guaine dei cavi-freni sono interrotte nei tratti inferiori per evitare l’accumulo di condensa che poi irrimediabilmente gela; la centralina ha uno scarico di condensa a membrana semipermeabile che impedisce la penetrazione degli schizzi d’acqua ma che consente l’evaporazione di eventuale condensa interna



MODALITA’ DI ASSISTENZA

L’erogazione della potenza del motore si basa sul controllo della rotazione dei pedali

La sua intensità viene regolata in due modi :

Il primo prevede l’uso del manettino che regola la tensione che va al motore, regolandone così la velocità

Si trova istintivamente l’equilibrio fra la potenza erogata dal motore e lo sforzo che si vuole esercitare sui pedali
Lo sforzo può anche essere nullo (ma – non serve dirlo – occorre la presenza della pedalata)

A ruota sollevata, si può regolare la velocità in modo continuo fra 2.3 km/h e il massimo
Il valore minimo di velocità su strada è di circa 4.5 km/h
La taratura del cut-off è a 27.5 km/h ; disattivandolo si ha una velocità a vuoto di 31.3 km/h e una velocità massima su strada di 28.9 km/h

Il secondo modo di erogazione dell’assistenza utilizza un controllo amperometrico della corrente inviata al motore

Premendo sul cruscotto il pulsante dedicato e tenendo a zero il manettino, si ha tale modo di funzionamento
Con i due pulsanti + e – si regola la corrente massima desiderata a 3-4-5-6-7 A (cioè si seleziona una potenza massima assorbita compresa fra circa 120 e 280W) che viene indicata dall’accensione progressiva dei relativi led
A questo punto la corrente inviata al motore non supera mai il valore impostato
Ovvero, anche in partenza o su forti pendenze, operiamo una limitazione della potenza massima erogata dal motore
Ho parlato di corrente massima, perché se spingiamo sui pedali con maggior vigore, la corrente può comunque scendere anche fino a zero
La massima velocità ottenibile con questa modalità è di circa 22 km/h, perciò su strada pianeggiante è più conveniente dosare l’assistenza con il manettino
Questo funzionamento, infatti, è pensato per la marcia in salita dove il ciclista può scegliere il livello massimo di aiuto da parte del motore, sicuro di non portarlo mai ad assorbimenti elevati che lo possono far surriscaldare
Ovviamente, avendo meno potenza disponibile, è necessario spingere con più vigore sui pedali
Questa modalità è perciò molto allenante perché richiede di spingere già con pendenze del 4-5%

C’è un’ottima (a parer mio) ulteriore funzione:
in qualsiasi momento si esce dalla modalità amperometrica semplicemente ruotando il manettino: si ha perciò sempre -e molto rapidamente- disponibile tutta la potenza del motore (stimata in poco meno di 500W per un periodo di tempo limitato), senza dover schiacciare pulsanti o cercare funzioni
Rilasciando il manettino si ritorna automaticamente alla modalità di controllo amperometrico con il valore precedentemente impostato
Ho usato volentieri questa funzione per avere il massimo dell’assistenza sui tornanti che, nel tratto interno, hanno una pendenza maggiore della salita che si sta percorrendo

C’è implementata anche la funzione “cruise control” : premendo il pulsante rosso sul cruscotto, si memorizza la posizione del manettino , consentendo perciò di rilasciarlo mantenendo il valore di assistenza desiderato
Da questa modalità si esce toccando uno dei due freni o fermando la pedalata

Ulteriore funzione è quella della “camminata assistita”: tenendo ruotato il manettino e premendo contemporaneamente il pulsante rosso, l’assistenza si avvia anche senza la pedalata fino ad un massimo di 4.5 km/h (5.4 km/h a ruota sollevata)
Vedi più avanti il paragrafo dedicato

In ogni modalità, la quantità dell’assistenza non è influenzata dalla velocità di rotazione dei pedali

Ecco il filmato dell’avvio, modulazione e stop dell’assistenza a ruota sollevata

avvio assistenza a ruota sollevata





AVVIO DELL’ASSISTENZA

Per ottenere la partenza del motore è necessario accendere la centralina con la chiave posta sulla batteria

Se è stata scelta la modalità “amperometrica” basta iniziare a pedalare e l’assistenza si avvia (con la potenza massima selezionata)

Se si ruota il manettino (e si inizia a pedalare), l’avvio avviene con potenze crescenti proporzionali alla rotazione del manettino stesso fino alla massima potenza che può erogare il motore

Il sensore PAS è posto sulla ruota posteriore (e non sui pedali come di norma) : brevetto TCM
Questo, unito ad un disco con i magneti a 12 poli, consente l’avvio dell’assistenza dopo appena 13 cm di strada percorsa, indipendentemente da quale marcia è inserita
Ovvero è sufficiente spingere la bipa con la gamba a terra per ottenere l’avvio dell’assistenza: non è immediato come con il controllo dello sforzo sui pedali, ma ci si avvicina moltissimo
In prima marcia bastano 10 gradi di rotazione dei pedali per il vigoroso avvio dell’assistenza (se si parzializza il manettino si può partire più dolcemente, utile nelle manovre in spazi limitati)
Tale piccolo valore consente agili ripartenze ai semafori e su salite anche impegnative

Interrompendo la pedalata, il motore si arresta dopo circa un secondo (valore normale)
Agendo su una qualsiasi delle leve dei freni, l’assistenza si interrompe immediatamente

Qui il filmato della partenza su strada con manettino al massimo

avvio assistenza su strada



Per il funzionamento con il pulsante “camminata assistita” vedi più avanti



ACCELERAZIONE

Ecco il consueto grafico della velocità in funzione della distanza percorsa e del tempo



9.91 secondi per percorrere i primi 50 metri con velocità di uscita di 27.0 km/h : è ai primissimi posti fra le bipa testate finora
L’avvio dell’assistenza quasi immediato e il motore con elevata coppia si fanno sentire con partenze molto agili ai semafori



NEL TRAFFICO

Nel traffico è veloce, potente e molto agile
Il telaio corto consente cambi di traiettoria … anche troppo rapidi per gli automobilisti che ci circondano

Il manettino consente di adattare immediatamente e in modo preciso l’assistenza alle condizioni del traffico

La quasi immediata partenza e la decisa spinta del motore rendono agevoli le ripartenze ai semafori; anche la ripresa dell’assistenza dopo uno stop della pedalata è veloce e senza esitazioni
Se prima di fermarsi si scalano un paio di marce, lo spunto consente di stare al passo con le automobili mentre si attraversa l’incrocio Anzi, se ci si ferma un po’ più avanti , la prima auto della fila arriva a superarci generalmente solo al di là dell’incrocio ---- vabbè non ho mai fatto la prova con una BMW Brabus … ma anche con questa auto non si parte sempre sgommando

La manovrabilità è eccellente e precisa ed il confort di marcia è elevato anche sui dissestati fondi stradali cittadini



COMPORTAMENTO IN SALITA E PENDENZE SUPERABILI

Ecco la consueta tabella delle misure dinamometriche



La ruota posteriore motrice di piccolo diametro consente una minore riduzione dei giri del motore elettrico con conseguente aumento del rendimento e della coppia scaricata a terra, migliorandone le caratteristiche in salita

La partenza in piano richiede uno sforzo pari a meno del peso della gamba e, vista la notevole prontezza nell’avvio dell’assistenza, è sufficiente la spinta con il piede a terra per attivare il motore
Il pulsante per la “camminata assistita” non è un “soft-start” ed il suo uso non avvantaggia nell’avviamento

Il cavalcavia al 4% può essere superato a 22.5 km/h senza esercitare alcuno sforzo sui pedali (“pedalata simbolica”) perciò con qualsiasi rapporto inserito

cavalcavia 4 %


La ripartenza richiede la spinta del solo peso della gamba e per un tempo molto breve


Sul 10% la Scoobì sale in 1.a marcia a 11 km/h con appena più del peso della gamba applicato ai pedali : 15kg
La potenza richiesta è 109W
La ripartenza richiede una spinta di 28kg e, anche qui, per un tempo molto breve
Nel filmato passo in seconda marcia, sempre con contributo muscolare molto modesto

salita 10 %


Si sale anche a “pedalata simbolica” ma molto più lentamente

(il “tic-tic” che si sente nell’audio del filmato era la stringa della mia scarpa –troppo lunga - che batteva sul carter della catena .. . e per scoprirlo ci ho messo un po’ e ho quasi girato sottosopra la bipa)


Sul 13.5% la velocità scende a 9.5km/h in prima marcia, la spinta sui pedali sale a 19 kg mentre lo sforzo rimane a 106W per via della minore velocità di pedalata
La ripartenza richiede una spinta di 37kg sempre per breve tempo (valore ancora ben sostenibile da chiunque)

salita al 13.5 %



Il superamento della salita al 17% richiede uno sforzo ancora molto contenuto (23 kg e circa 107 W); la velocità risulta 8.0 km/h ; il respiro diventa un po’ più veloce ma se la salita è breve non richiede di essere allenati
La partenza da fermo richiede di applicare 40 kg, : sforzo deciso, ma visto il tempo molto corto è comunque facilmente sostenibile

salita al 17%


Le salite fino a questa pendenza le ho percorse (e sono ripartito) con una sola mano mentre con l’altra filmavo: segno che effettivamente gli sforzi sono stati limitati


Come faccio quando testo una bipa con buone caratteristiche di arrampicatrice, ho eseguito la prova sul 20%
Sono necessari 122W – 30 kg di spinta - per una velocità di 7.0km/h : lo sforzo diventa sensibile e non sostenibile a lungo per chi non è allenato; la cadenza di pedalata però rimane ancora buona: 48 ped/min consentendo di contribuire muscolarmente senza disagi
La ripartenza si ottiene con 47 kg di spinta: praticamente basta alzarsi di qualche centimetro dalla sella per meno di un secondo; dal filmato si vede (spero) che la spinta della gamba a terra non è ancora terminata quando già si avvia l’assistenza

salita al 20%



E per ultima, la rampa al 27%
Viene superata applicando uno sforzo sui pedali di circa 49 kg (cominciamo quasi a sollevarci dalla sella), con una velocità di circa 6.1 km/h e una richiesta di potenza di 174W che è un valore esplicabile solo da chi è allenato
La ripartenza ha bisogno di quasi tutto il proprio peso applicato (64kg)
Non ci sono sollevamenti della ruota anteriore ne slittamenti

rampa al 27%


(come faccio sempre, preciso che questa è una pendenza estrema e che è assai difficile incontrarla sulle strade: su una tale pendenza una automobile generalmente non è in grado di ripartire; ci riescono solo le fuoristrada dotate di marce ridotte)

Qui si vede la prospettiva di tale salita



Tutto questo indica che la Scoobì è una buona scalatrice e, anche in prove su salite lunghe, non ho mai riscontrato surriscaldamenti ne interventi della protezione termica

In salita, se si vuole utilizzarla con un pò di sportività, è molto utile selezionare la regolazione amperometrica in modo che l’assorbimento del motore non superi mai il valore impostato (fra 3 e 7A)
In questo modo il motore ci mette una “base” e il resto lo mettiamo con i muscoli, guadagnando abbondantemente in autonomia ed evitando di rimanere … senza amperora, potendosi programmare in anticipo il consumo



VELOCITA’ e AUTONOMIA

Ho realizzato due test di autonomia con modalità diverse, sempre sul consueto percorso di prova pianeggiante urbano-extraurbano con qualche cavalcavia

Il primo con 70 W applicati ai pedali e manettino parzializzato per viaggiare a 25km/h: le consuete e confrontabili condizioni



Ho ottenuto una autonomia di 71 km con prestazioni rimaste molto costanti dando “più manettino” nella fase finale; il consumo medio è stato un buon 5.18 Wh/km
La temperatura della prova è stata di 22°C perciò non è necessario apportare correzioni

Ho eseguito il secondo test col manettino al massimo
La velocità non supera i 27.5 km/h per l’intervento del limitatore
L’intervento del cut-off tachimetrico non è invadente e non si genera la marcia “ad onde” di velocità
Questa velocità si mantiene per almeno 25 chilometri, poi comincia progressivamente a calare ma rimanendo sempre sopra ai 25km/h per 60km



In totale ho percorso 67 km sopra ai 22.5km/h (cioè il solito limite: 25km/h meno il 10%)

Poiché la temperatura della prova è stata di 28°C, correggo il valore riportandolo a 21°C
Per cui si può stimare una autonomia “standardizzata” di 63.3 km



CAMMINATA ASSISTITA

Si può attivare la funzione di “camminata assistita” tramite il pulsantino rosso sul cruscotto
Ribadisco che non è un “soft-start” perciò non può essere utilizzato per le partenze stando in sella (è volutamente troppo poco potente)
Per ottenere l’avvio del motore occorre contemporaneamente tenere il manettino ruotato (non importa di quanto)
La sua potenza è sufficiente per far salire senza sforzo la bipa anche sul 27%
L’avvio avviene dopo circa un secondo dalla pressione sul pulsante

camminata assistita





MARCIA IN COPPIA

La marcia in coppia è decisamente agevole per la possibilità di regolare finemente l’assistenza (e di conseguenza la velocità) tramite il manettino
La regolazione consente di marciare anche con compagni di viaggio molto lenti



MARCIA SU FONDI STERRATI

E ci risiamo ! A me piace l’asfalto e invece mi ritrovo con una bipa robustona con cui non mi posso sottrarre a sterrati più difficili di quelli che normalmente arrivo a percorrere

Quando finisce l’asfalto la Scoobì si rivela agile e facile da guidare per via del passo corto e del baricentro basso
Il confort è sufficiente: il telaio assorbe bene le buche più secche e i pneumatici filtrano quelle più piccole
Sugli sterrati leggeri si viaggia senza nemmeno accorgersene
Il controllo della velocità è rapido e preciso tramite il manettino; su fondi particolarmente inconsistenti ho utilizzato la modalità “amperometrica” su valori bassi, ammorbidendo la spinta del motore che altrimenti è vigorosa
Le ruote piccole mi hanno dato la sensazione di non disturbare la marcia in piano o in salita, ma raggiungono rapidamente i loro limiti in discesa

La frenata è molto ben modulabile e difficilmente si arriva al bloccaggio della ruota anteriore; quella posteriore invece si blocca con facilità, ma non mi ha fatto mai perdere il controllo della traiettoria

Telaio e cerchi sono molto robusti e mi hanno portato ad osare molto : sono arrivato a percorrere il tratto più difficile di una gara locale di MTB con un fondo … da capre … e pendenze davvero considerevoli (quel percorso lo faccio normalmente a piedi, ma con il fiatone e con delle buone pedule ai piedi)
Anche su questa pendenza non ho riscontrato slittamenti della ruota motrice, se non in rare occasioni



l’inclinometro ha segnato 24%

(((per chi conosce la zona è la passeggiata che da Tres -in val di Non- porta al cosiddetto “sasso di San Romedio” , che si vede nella foto )))

Un po’ mi vergogno a dirlo, ma la discesa l’ho fatta conducendo a mano la bipa … e mi sono accorto che scendevo più velocemente di quanto faccio a piedi, perché sfruttavo i freni della Scoobì avendo inoltre un appoggio sul manubrio per mantenere l’equilibrio




TRASPORTO IN AUTO E IN TRENO

In auto o in camper si trasporta come una normale muscolare, ma verificare la portate del portabici (pesa 21 kg senza batteria) e la forma dei fissaggi
La lunghezza (1650 mm) è decisamente inferiore a quella di una normale muscolare
Le parti elettriche non richiedono necessità particolari

Il trasporto in treno non presenta particolari difficoltà : il peso rimane sopportabile (24.4 kg con la batteria) e si manovra bene negli spazi angusti dei vagoni ; ovviamente non è la bipa ideale per la multimodalità in cui la leggerezza è prioritaria, ma si presta bene alle gite che includono spostamenti in treno
Negli ascensori standard delle ferrovie ci sta comodamente



Qui siamo in treno: con la mia immancabile corda elastica ho evitato di dover fare fatica per agganciarla verticalmente



Il sollevamento per superare scale è agevole perché la Scoobì risulta maneggevole ed equilibrata sia con la batteria che senza; il punto di presa migliore è un tubo del portapacchi; la grossa dimensione di tale tubo rende la presa sufficientemente confortevole

trasporto su scala





PEDALABILITA’ AD ASSISTENZA DISINSERITA – SCORREVOLEZZA

La scorrevolezza al banco e su strada sono risultate buone, nonostante le ruote di piccolo diametro
Il motore è dotato di ruota libera e non oppone resistenza nemmeno in retromarcia

scorrevolezza ruote


La prova dinamometrica evidenzia che occorre uno sforzo leggermente maggiore di una equivalente bici muscolare
Per viaggiare ai consueti 18 km/h ho misurato una richiesta di potenza pari a 107W (in 4.a marcia e con una cadenza di pedalata di 70 ped/min) contro una settantina richiesti da una bici muscolare da turismo

I rapporti del cambio sono giusti per la marcia muscolare e si trova con facilità la cadenza desiderata

Ecco come si presenta senza la batteria






IMPIANTO LUCI



L’impianto luci è indipendente dalla batteria principale e prende energia da una classicissima dinamo tangenziale; funziona perciò anche a batteria scarica o assente

La luce anteriore è ad incandescenza più un led bianco a persistenza che ci rende visibili durante le soste ai semafori
Il fascio luminoso è a norma ma troppo scarso per chi deve realmente viaggiare al buio
Consiglio di upgradare questo fanale con uno a led di prestazioni più elevate

La luce posteriore è a led a luce fissa ed è dotata di persistenza; buona e ben visibile da ogni direzione

(persistenza significa che rimane accesa per qualche minuto a dinamo ferma)



ANTIFURTO

La Scoobì ha la consueta chiave che blocca la batteria nella sua sede, ma non ha altri tipi di antifurto di serie
Nel catalogo degli optional è presente un solido lucchetto ad arco bloccaruota per le soste brevi per cui esistono le predisposizioni sul telaio



Essendo montabile sulla ruota anteriore, ne impedisce il facile furto; se si correda la bipa con un buon lucchetto ad U per legare il telaio a qualcosa di fisso si realizza una buona protezione antifurto

L’esemplare in prova non aveva la bulinatura del numero di serie sul telaio, ma ce l’hanno quelli in vendita






ACCESSORI

Sono applicabili i normali accessori da bicicletta

La TCMobility ha un ricco catalogo di accessori opzionali come borse, cesti, seggiolini per bimbi, portapacchi di tipo diverso e anche un comodo impermeabile a poncho



CERTIFICAZIONI, GARANZIA E PREZZI

La Scoobì è certificata EN 14764 (bici turismo, per la solidità meccanica), EN 15194 (EPAC, biciclette elettriche) ed EMC (compatibilità elettromagnetica)




La garanzia è di 2 anni
La batteria ha una garanzia di 2 anni con formula a scalare

Il prezzo di listino al momento del test è 1579 €
il costo di una batteria aggiuntiva è di 350€
ma rimando alla sezione “prezzi ufficiali” per i valori aggiornati



CONSIDERAZIONI SULL’UTILIZZO

La Scoobì è una bipa multifunzione, a mezzo fra una bipa da famiglia ed un veicolo commerciale
Per le sue dimensioni contenute ed il peso non eccessivo è adatta al camper e a gite che comprendano un tratto in treno
Razionale per il trasporto : il seggiolino per bimbi o una grossa cesta non ostacolano la guidabilità e la potenza del motore compensa agevolmente il peso aggiunto; si può usarla per andare a fare la spesa settimanale e come veicolo da trasporto nelle zone a traffico limitato
Il motore è potente ed il telaio robustissimo: ci si può percorrere tutta l’Italia da Bolzano alla Sicilia con un carrello agganciato (e sovraccarico) come hanno fatto due artisti di strada che portavano con loro oltre ai bagagli anche gli strumenti e gli amplificatori (con le batterie per farli funzionare)



Molto adatta alle città collinari perché si è rivelata una buona e veloce scalatrice anche su pendenze elevate
Piacevole nelle gite fuoriporta per la buona autonomia
Molto adatta al turismo a lungo raggio per la citata buona autonomia e per l’elevata capacità di carico (in cui si può comprendere una batteria aggiuntiva)
Non è adatta a discese veloci



NOTA

Tutti i dati sono ottenuti col mio peso a bordo: 75kg vestito e con gli accessori tipo navigatore satellitare e fotocamera


Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"

leonardix
Utente Master



Lazio


4738 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 19:48:17  Mostra Profilo Invia a leonardix un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Una bipa "strana" ma funzionale ed intelligente, con un rapporto forma funzione ben studiato e non banale... molto interessante!

unica cosa che ci vedrei meglio è una dinamo al mozzo... per una bici che privilegia solidità e funzionalità mi parrebbe una scelta quasi obbligata (anche se la cara vecchia dinamo tangenziale, se la rompi con 5 euro la risistemi...)

complimenti al pix "atleta" indiscusso dei test bipeschi
Messaggio di pixbuster

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vadero
Utente Medio



Toscana


299 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 20:54:41  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di vadero Invia a vadero un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
che dire:sei il nostro maestro.
un caloroso saluto.

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Norma
Utente Attivo



Emilia Romagna


668 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 21:51:13  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Norma Invia a Norma un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Le tue recensioni mi piacciono sempre molto e poi adesso, che mi sono appassionata alla bipe nanerottole, non posso che apprezzare questa Scoobì (anche se la Pixo rimane la mia preferita ).


BH Emotion Pixo (Pixolina per gli amici) dal 19/7/2013 al 5/9/2016
Dahon Helios XL dal 25 marzo 2016
Brompton H3L dal 1/6/2016
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elle
Amministratore

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17605 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 22:22:36  Mostra Profilo Invia a elle un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

sì, le recensioni di pix sono una meraviglia -- e questa bici si vede che gli è piaciuta: bici strana, sgraziata, ma quoto leonardix: chiaramente intelligente e pensata con cura


l.

giant lafree, 2006 - brompton M3L, 2007 - flyer T8, 2008 - xootr swift, 2009 - specialized tricross, 2012 - tag egolite, 2014
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pixbuster
Amministratore

fondatore



Veneto


11947 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 23:30:51  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
(grazie a tutti ! Ufff Elle, speravo che nessuno se ne accorgesse, ma devo confessare che mi è proprio piaciuta per la sua notevole versatilità)

Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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MilleMiglia
Utente Master



Liguria


5558 Messaggi

Inserito il - 02/10/2013 : 23:37:11  Mostra Profilo Invia a MilleMiglia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Forte questo brutto anatroccolo! E Pix ancora di più!


In Vino Rident Omnia
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OSCAR95
Utente Senior


Lombardia


1075 Messaggi

Inserito il - 05/10/2013 : 19:37:39  Mostra Profilo Invia a OSCAR95 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Pix, ancora una volta, complimenti! test completo, ben fatto e sempre arricchito di molti bei particolari!

E pensare che prima del Pix test la ritenevo una delle più brutte Bipe della casa Bolzanese, ed invece ora, mi piace, e non poco! Soprattutto abbinata alle borse laterali che nascondono bene la ruota posteriore, rendendo meno visibile la differenza di diametro.

Certo che tra la Atlas, la MTB Dolomites, questa Scoobi, la Miki e la Yuppi la Frisbee sta proprio rinnovando la sua linea prodotti, rispetto al classico design del suo "cavallo di battaglia", la Euro 7. Chissà che in futuro non ci presentino qualche modello con le blasonate motorizzazioni centrali!

Elettrociclista dal 2012 al 2016 con Bottecchia Be2.

Ritorno in bici con una muscolare dal 2019 con BTwin Hoprider 100.
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robcam
Utente Medio



Sicilia


211 Messaggi

Inserito il - 02/11/2013 : 23:40:29  Mostra Profilo Invia a robcam un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Complimenti a Pix per il test (eccezionale come sempre) e un saluto a tutti (mi faccio risentire dopo più di due anni).
Vorrei fare una domanda a Pix: secondo te, posizionata in verticale, sarebbe agevole farla entrare in ascensori anche piccoli (per intenderci, quelli antichi con le porte a battente) ? Lo chiedo perchè la settimana scorsa mi hanno rubato la Frisbee Sudtirol (sigh!), ed ho deciso che la mia prossima bipa dovrà poter essere ricoverata in casa o in auto (quindi pieghevole o ... questa ?)
DI nuovo ciao a tutti

PS: per gli amici di Palermo: se qualche bellimbusto proponesse l'acquisto di una Sudtirol senza batteria, telaio AF 500022,punzonata 25 di 500 , avvertite per favore le forze dell'ordine.

Queridoo pieghevole ed Esso Pininfarina pieghevole entrambe motorizzate Besbike (ex - Frisbee Euro7 Südtirol ,rubata, sigh!)
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pixbuster
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fondatore



Veneto


11947 Messaggi

Inserito il - 04/11/2013 : 19:04:54  Mostra Profilo Invia a pixbuster un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
(Approfitto per ringraziare per l'apprezzamento)

Robcam, bentornato !

La Scooby messa in piedi ha più o meno questi ingombri:
larghezza 640mm (manubrio)
altezza 1650mm (perciò se ci passa una persona ci passa anche lei)
lunghezza meno di un metro (con l'altezza del manubrio regolata al massimo)

Se devi fare spesso questa manovra ti consiglio di cercar di montare delle rotelline sul dietro del portapacchi per poterla far camminare senza farla strisciare




Pix su Frisbee Atlas, su pieghevole 20" Kawasaki con kit Bafang centrale e su Cargo muscolare "artigianale"
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